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Amatrice: Esempio di tradimento politico

da | Ago 25, 2022 | Attualità

Erano le 3:36 di quella notte del 24 agosto 2016 quando una scossa di intensità di magnitudo 6.0 causò la morte di 299 persone e il ferimento di altre 388, distruggendo vari centri abitati e frazioni nei comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto.

Una ferita indelebile che rimane incisa nella mente di chi ha perso tutto che diventa ancor più devastante quando, in quei cittadini, anche la speranza del sostegno della politica viene a mancare, snobbando essa la celebrazione di questo sesto anniversario.

Questa amarezza la ritroviamo tutta nelle parole del Sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesiche ha dichiarato: “E’ difficile digerire l’assenza della politica. Che in questo sesto anniversario ci ha dimenticato. Avremmo voluto la presenza delle alte cariche dello Stato, a cominciare dal presidente del Consiglio, Mario Draghi. Lo dico con il massimo rispetto per il ministro Maria Cristina Messa che sarà domani ad Amatrice”.

Arrivano per sfilare anche Matteo Salvini che dice di: “Usare i fondi UE” e poi Nicola Zingaretti che gli fa eco dichiarando: “La ricostruiremo meglio di prima”.

Siamo a un mese dal volto e quindi in piena campagna elettorale e anche qui, non sono mancati gli slogan, perché in 6 anni viene da chiedersi, cosa sia stato fatto.

Ha ragione il Sindaco Cortellesi di rammaricarsi, perché per l’èlite politica attuale non c’è il tempo di portare la propria solidarietà e vicinanza a queste popolazioni gravemente lese, in quanto “troppo impegnata” in ragioni molto superiori, ovvero seguire gli interessi dei mercati, non quelli dei diritti civili dei cittadini.

Amatrice non è l’unico esempio attuale di “distanza” della politica dai cittadini.

Nei giorni scorsi in segreto, durato poco, era partita la “missione” a Kiev del Sindaco di Firenze Dario Nardella in qualità di presidente di Eurocites, la più grande rete di città europee di medie e grandi dimensioni.

Ad accompagnarlo anche i primi cittadini di Atene, Lione, Helsinki e quello di Marsiglia e insieme, hanno incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Lo scopo della “missione” era quello di portare aiuti per la ricostruzione delle città colpite dalla guerra ha spiegato Nardella dichiarando: “Vogliamo offrire speranza, supporto e solidarietà alla popolazione ucraina per un futuro pacifico e democratico”

I sindaci, come dice Nardella: “siamo le figure politiche più vicine alla gente” ed è vero, ma sono anche il riferimento diretto della politica centrale, oltre che dei cittadini.

Una politica italiana che sta dimostrando di evitare talune celebrazioni riservando invece trattamenti agevolati a popolazioni che nulla hanno a che vedere con i nostri territori.

Non dimentichiamoci anche il Ministro della Cultura, Dario Franceschini che vuole ricostruire il teatro di Mariupolanziché occuparsi dei 428 teatri italiani chiusi per i quali non c’è un centesimo disponibile.

L’oppofinzione tra destra e sinistra per l’alternanza governativa, porta in scena un finto pluralismo, ovvero, quello che sono diventati, un fittizio monopartito interscambiabile volto ad assecondare “la regia”, piuttosto che occuparsi delle necessità dei cittadini.

Un quadro che lascia davvero sgomenti per la sola immagine che ne deriva, un monologo politico neoliberale di contenuti vuoti e uguali voluti dall’èlite globalista.

Intanto la lentezza della ricostruzione di Amatrice è lo specchio di una storia già vissuta come quella dell’Aquila, tutto in alto mare, tutto sempre grazie alle promesse della politica.

Andrea Caldart

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