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Atiq Ahmed e suo fratello sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco in diretta TV in India

Un ex deputato indiano condannato per rapimento e accusato di omicidio e aggressione, in carcere dal 2019, è stato assassinato insieme a suo fratello in una sparatoria ripresa in diretta televisiva, mentre rispondeva ad alcune domande dei giornalisti.

Atiq Ahmed, che stava scontando l’ergastolo in carcere, e suo fratello Ashraf Ahmed erano sotto custodia della Polizia fuori da un ospedale di Prayagraj, entrambi condotti nella struttura per controlli medici di routine, nello Stato dell’India settentrionale dell’Uttar Pradesh, quando tre uomini hanno sparato più di venti colpi contro di loro da una distanza ravvicinata. 

I due fratelli sono morti sul colpo e i loro corpi sono stati portati al Medical College.

Qualche giorno prima, Ashraf Ahmed, trasferito nel carcere di Bareilly, mentre Atiq nel carcere di Sabarmati (Gujarat), ha affermato di essere stato minacciato di morte da un Ufficiale della Polizia. 

Durante il trasferimento, infatti, un agente gli avrebbe riferito che, entro due settimane, Ashraf sarebbe stato portato fuori di prigione e sarebbe stato ucciso.

Commentando quanto accaduto, l’Ufficiale di Polizia Ramit Sharma ha spiegato che “I tre assalitori sono arrivati ​​in motocicletta fingendosi giornalisti e portavano attrezzatura fotografica, un microfono con il logo di una rete televisiva e falsi documenti d’identità dei giornalisti. Sono riusciti ad avvicinarsi ad Atiq e suo fratello con il pretesto di registrare le loro parole e hanno sparato contro di loro a distanza ravvicinata alla testa”. 

Uno dei tiratori ha, dunque, lasciato cadere il microfono e la telecamera, ha preso la pistola e ha sparato contro di loro (si tratta di pistole Zigana, semiautomatiche prodotte da un’azienda turca). “È successo tutto in pochi secondi”, ha concluso Sharma.

Subito dopo, i responsabili dell’aggressione hanno alzato le mani e si sono arresi alla Polizia (al momento si trovano in custodia giudiziaria di 14 giorni), consegnando le armi. 

Uno di loro cantava “Jai Shri Ram” (“Vittoria a Lord rama” o “Gloria a Lord Rama”), uno sloganche è diventato un grido di battaglia per i nazionalisti indù nella loro campagna contro i musulmani.

Gli aggressori sono stati identificati in Lavlesh Tiwari, 22 anni, Mohit Puraney, 23 anni, e Arun Kumar Maurya, 18 anni, i quali avrebbero seguito i fratelli Ahmed per due giorni, con l’intenzione di assassinarli per guadagnare notorietà nel mondo del crimine.

I tiratori avrebbero, infatti, dichiarato: “Volevamo uccidere Atiq Ahmed e suo fratello Ashraf con l’obiettivo di spazzare via completamente la banda Atiq-Ashraf e farci un nome”.

Nello scontro a fuoco, uno degli aggressori è stato colpito alla mano e un agente di Polizia ha subìto una ferita da arma da fuoco durante l’attacco. 

Anche alcuni dei giornalisti, che stavano seguendo l’incidente, hanno riportato ferite lievi. 

Chi è Atiq Ahmed?

Le vittime dell’attacco e la loro famiglia erano famigerati gangster nella malavita criminale dell’Uttar Pradesh, accusati di gestire un’associazione criminale coinvolti in omicidi ed estorsioni. 

L’ex politico aveva più di cento diversi casi intentati contro di lui, tra cui aggressione e omicidio. 

Atiq Ahmed è stato incarcerato a vita nel 2019 dopo essere stato condannato per aver orchestrato un rapimento mentre era in prigione.

I fratelli Ahmed si trovavano sotto la custodia della Polizia per l’omicidio dell’avvocato Umesh Pal, che era stato un testimone chiave nel caso di un altro omicidio in cui erano coinvolti.

Facendo riferimento all’aggressione, l’avvocato di Ahmed, Vijay Mishra, ha dichiarato: “L’incidente è stato scioccante in quanto un chiaro fallimento della Polizia nel garantire la sicurezza dei suoi clienti”.

L’Uttar Pradesh, lo Stato più popoloso dell’India (con oltre 200 milioni di abitanti), ha una consolidata reputazione di criminalità e quasi la metà dei Ministri, incluso il Primo Ministro, ha procedimenti penali pendenti contro di loro.

Inoltre, proprio pochi giorni prima di questo duplice omicidio, il figlio diciannovenne di Atiq Ahmed, anch’egli accusato dell’omicidio dell’avvocato Umesh Pal, è stato ucciso dalla Polizia.

I partiti di opposizione hanno criticato gli omicidi come “sfacciata anarchia” e “un crollo della legge e dell’ordine”.

Da quando il Primo Ministro dello Stato, Yogi Adityanath (una delle figure nazionaliste indù più intransigenti del BJP – Bharatiya Janata Party, che ha regolarmente utilizzato un linguaggio dispregiativo per lo stato di diritto nella sua promessa di reprimere il crimine nello Stato) è salito al potere nel 2017, la Polizia dell’Uttar Pradesh ha raggiunto un importante record di sparatorie extragiudiziali di criminali che, secondo loro, hanno tentato di fuggire dalla custodia o che hanno sparato prima agli agenti. 

Negli ultimi cinque anni, si contano circa nove mila sparatorie della Polizia in Uttar Pradesh, con più di 170 vittime, tra musulmani e dalit (in India, gli “oppressi”, con cui si indicano gli individui di bassa condizione sociale appartenenti a gruppi situati al di fuori dello schema delle quattro caste tradizionali. In passato, chiamati “intoccabili”, perché tradizionalmente connessi ad attività considerate impure, come pulizie, concia delle pelli, manipolazione di cadaveri, dieta carnivora, e così via), sono stati presi di mira in modo sproporzionato.

A febbraio, dunque, il Primo Ministro Adityanath aveva riferito al Parlamento statale che avrebbero “Distrutto i criminali” e, durante un famoso discorso nel 2017, ha affermato: “Se qualcuno commette un crimine, verrà abbattuto”. 

Da quel momento, attivisti ed ex agenti di Polizia hanno riscontrato che le uccisioni extragiudiziali sono diventate una politica non ufficiale nello Stato, eseguite impunemente dalle Forze dell’Ordine.

Per quanto riguarda l’assassinio dei due fratelli, Adityanath ha spiegato che è stata ordinata un’indagine giudiziaria sull’accaduto, con una relazione presentata al Ministero dell’Interno. 

In seguito all’attacco, ripreso in diretta dalle emittenti televisive, Internet è stato interrotto in alcune aree, con il divieto rivolto a grandi gruppi di riunirsi, per timore che il problema potesse degenerare in proteste o violenze.

Dopo l’uccisione di Atiq, l’attenzione sembrerebbe essersi spostata su Guddu Muslim, uno dei dieci accusati dell’omicidio di Umesh Pal e un aiutante del politico-gangster Atiq Ahmed, che si sarebbe occupato della sua rete criminale.

Un ex ufficiale dell’IPS (Indian Police Service) ha presentato una denuncia alla Corte Suprema chiedendo un’indagine della CBI – Central Bureau of Investigation (la principale agenzia investigativa dell’India) sull’omicidio di Atiq Ahmed e di suo fratello.

In precedenza, l’avvocato Vishal Tiwari aveva presentato una denuncia contro le brutalità oppressive della Polizia nell’Uttar Pradesh e aveva chiesto la costituzione di un Comitato di esperti, guidato da un ex giudice della Corte Suprema.

Nel frattempo, dunque, per indagare sulla questione è stata costituita dal Governo dell’Uttar Pradesh una Commissione giudiziaria di tre membri, l’ex DGP – Director-General of Police, Subesh Kumar Singh, e l’ex giudice distrettuale Brijesh Kumar Soni e guidata dal giudice (in pensione) Arvind Kumar Tripathi.

Il rapporto post mortem di Atiq e Ashraf, ha rivelato che sono stati colpiti da tredici proiettili. 

I tiratori hanno sparato più di una dozzina di colpi in soli 22 secondi. 

Atiq Ahmed è stato colpito da otto proiettili, alla testa, al collo, al petto e alla vita. 

Ashraf, invece, è stato colpito al collo, alla schiena, al polso, allo stomaco e alla vita.

Flavia De Michetti

Fuori dal Silenzio

SatiQweb

dott. berardi domenico specialista in oculistica pubblicità

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