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Cara Ursula: A casa nostra decidiamo noi

da | Set 26, 2022 | Attualità

Qualche giorno fa la Sig.ra Ursula Von der Leyen riferendosi all’Italia e all’imminente voto ha detto: “Se le cose vanno in una direzione difficile – ho già parlato di Ungheria e Polonia – abbiamo gli strumenti”.

Cosa volesse dire è molto chiaro, se vince la destra in Italia, vi ostacolo in ogni modo.

Ora ha vinto la destra.

Cara Ursula, non si preoccupi che gli italiani hanno ben compreso che la torta da spartire è molto ghiotta e le sue gustose fette sono lì ad aspettare i futuri commensali.

Del resto, noi italiani sappiamo quanto le siano cari i rigidi parametri europeisti che tentano di sottomettere i popoli che abitano questa regione geografica, cercando di “rieducarli” a politiche comunitarie che tentano di sovrastare le democrazie conquistate dagli europei.

Dalle sue parole, abbiamo immaginato che si riferiva a: “spread” e l’elargizione – condizionata – dei fondi del Pnrr, ovvero, quella sua forma di democrazia che non ricalca pienamente l’etimologia della parola, ma semmai quella “democrazia” a lei più cara delle banche e dei mercati.

C’era già stato nel 2018 un suo collega, il commissario europeo al bilancio Gunther Oettinger il quale aveva dichiarato che: “Saranno i mercati che insegneranno agli italiani a votare”.

Lui poi, a differenza sua, con noi si scusò, ma a noi, una parte degli italiani, il vostro “concetto di democrazia bancaria” da quel momento ci sembrò subito chiaro.

Anche perché tutto questo sbandierare di aiuti fatichiamo a capire dove siano, perché notiamo che contribusicono sempre più ad impoverire gli italiani aumentandoli di numero e a far si che questo Paese da troppo tempo, sia in perenne declino.

Vede Ursula, le fette della torta di cui dicevamo prima, se continueranno ad alimentare le disuguaglianze nel nostro paese tamponandole con bonus e sussidi, ci troveremo ad avere un esito molto più negativo che impoverirà definitivamente gli italiani, con inevitabili conseguenze sulla tenuta sociale di questo Paese.

Secondo molti di noi italiani, lei non ha ben chiaro che l’Italia è un Paese sovrano e non uno “stato d’eccezione” e, soprattutto queste sue dichiarazioni ci hanno fatto pensare ad un motto post-fascista: “o con noi o contro di noi”, ma ci ricordavamo che a lei i “fassisti” non piacevano.

D’altro canto anche a noi italiani, ancora un po’ scioccati per l’esito delle consultazioni, fatichiamo a capire come un Giuseppe Conte che si, ha violato lo stato di diritto, imponendo lockdown e trascinando l’Italia nell’inzio di un cancro, possa avere un consenso che va oltre il 15%.

Forse in questo caso è bene ricordare un vecchio proverbio turco che dice: “e gli alberi votarono ancora per l’ascia perché l’ascia era più furba e li aveva convinti che era uno di loro, perché aveva il manico di legno”

Ci dovremmo interrogre invece dove sia quel 36% che ha deciso di non dare nessuna preferenza, ma la rassicuriamo che la nostra “Giorgia Nazionale”, aveva già da tempodimostrato fedeltà alle regole europee e all’atlantismo,  comprovando pubblicamente un allienamento “perfetto” con l’agenda Draghi.

Quello che a moltissimi italiani invece ha dato fastidio non è tanto la sua intromissione o a quelle fatte da altri governi a cui siamo abituati ineventandosi anche le balle dei russi, ma è il totale silenzio alle sua parole delle prime due cariche istituzionali dello stato, come Mattarella e appunto il dimissionario Draghi.

Non un comunicato, non un twett, non un post di sgomento, ma solo il loro silenzio assenso.

Cara Ursula questo è un Paese che ha storia, tradizioni, cultura, ma è anche un Paese che ha semrpe il coraggio di rialzarsi e difendersi esattamente come fece Antonio Gramsci che in: “Lettere dal carcere” scriveva cosi a sua mamma: “Cara mamma questo il quinto natale che passo in privazione di libertà e il quarto che passo in carcere. Sono invecchiato di quattro anni, ho molti capelli bianchi, ho perduto i denti, non rido più di gusto come una volta, ma credo di essere diventato più saggio e di avere arricchito la mia esperienza degli uomini e delle cose. 

Del resto non ho perduto il gusto della vita; Dunque non sono diventato vecchio, ti pare? Si diventa vecchi quando si incomincia a temere la morte e quando si prova dispiacere a vedere gli altri fare ciò che noi non possiamo più fare”.  

Vede Ursula, questi sono gli Italiani, questi sono Statisti, noi italiani non lasceremo fare agli altri in casa nostra.

Andrea Caldart

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