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Draghi: Il premier di nessuno

da | Set 29, 2022 | Attualità

All’indomani delle elezioni di domenica scorsa, Mario Draghi sembra scomparso dai radar.

Che non raccolga molta simpatia è apparso chiaro da subito fin dal momento del suo insediamento il 9 febbraio 2021.

Lui, il “messia” osannato nei 4 continenti, tolta l’Italia che ha governato, non è riuscito però a tenere assieme una maggiornaza così “poliedrica”, diventando così il premier di nessuno.

Probabilmente è il vero sconfitto del 25 settembre.

Se guardiamo al suo “lavoro” è riuscito a distruggere l’Italia inziando da una campagna vaccinale titolandola: “Se non ti vaccini, muori” oppure con la guerra: “volete l’aria condizionata o la pace?”.

Insomma un disastro se pensiamo alla gestione del super bonus 110, al far impazzire il costo energetico, quello dei generi alimentari e l’inflazione.

Ci siamo chiesti dove stia la sua bravura, quali siano i suoi successi perché è evidente che lascia, se lascia, un paese distrutto come nel dopoguerra del 1945.

Le macerie è riuscito a portarle anche in casa Pd di Letta che, in campagna elettorale, lo osannava per le sue qualità o meglio, per la sua agenda fino ad arrivare ad un Calenda&Renzi anchessi convinti della sua agenda tanto da rivolerlo a Palazzo Chigi, ma il suo secco no in conferenza stampa non lascerebbe dubbi.

Noi invece ne abbiamo, non ce ne voglia il Sig. Draghi, o meglio, ce ne sono venuti perché ricercando la sua tesi di dottorato al Mit di Boston con supervisore un premio nobel per l’economia come il prof. Franco Modigliani, non pare fosse qualcosa di speciale.

Se poi andiamo a vedere quali importanti contributi abbia dato nella sua carriera, troviamo su internet la definizione che gli affibiò Francesco Cossiga: “Un vile affarista”.

Tutto questo osannarlo, ripetiamo fuori Italia, cozza con la verità dove qui invece, appare più un furbo calcolatore, ma debole e come tale diventa un arrogante prepotente.

Non si batte mai, teme il confronto perché la montagna non è capace di scalarla, ma qualcuno lo deve accompagnare e portacelo in vetta, da solo non ci riesce.

Pensiamo ai 209 miliardi del recovery found di cui 127 a prestito, ovvero da rendere con interessi e anche qui, l’uomo dell’Unione europea e della Bce, ha raggiunto l’obiettivo di altre lacrime e sacrifici per gli italiani.

Si è gongolato più volte delle sue “conquiste”, durante il suo mandato da presidente, ma in realtà, ha solo alzato la voce, con un nulla di fatto se non quello di far patire gli italiani.

Forse il golpe del PD di averlo rimesso per la seconda volta, con questa sonora batosta elettorale, dovrebbe essere finito anche se i vari Damiano dei Maneskin, Saviano, la Michielin e la Ferragni non pervenuta, si sentono tristi e incazzati per la vittoria del centrodestra.

Quello che molti italiani non hanno capito o voluto comprendere è che i media hanno “pompato” un uomo debole, messo in cima ad un processo che lo ha fatto bello stipulando mutui con le banche, lasciando i debiti ai futuri amministratori, in realtà lasciando i debiti a tutti noi.

E meno male che è il “migliore”!

Andrea Caldart

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