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Emergenza criminalità minorile: una deriva senza limiti

È stata una estate tragica, non solo meteorologicamente parlando. Un’estate “scostumata”; vissuta tra aumenti dei carburanti, un’inflazione che al di là dei dati ufficiali galoppa in maniera esponenziale. Poi, gli scontrini pazzi, pubblicati sui social, con aggiunte strambe e senza senso.

Ma sono i casi di cronaca nera che coinvolgono sempre di più minori, che hanno destato allarme sociale, ed una vasta eco anche a livello internazionale. Perché nessun paese europeo ha situazioni simili, che da sporadiche sono ormai diventate endemiche.

Si inizia con il caso di stupro di Palermo di una diciannovenne ad opera di minori e di adulti: uno stupro di gruppo. Anzi di branco, con relativo video girato e passato in chat chissà a quante persone, altrettanto colpevoli. Un reato aberrante che lascia senza fiato, per le modalità feroci di esecuzione, e la totale mancanza nel provare pietà per la vittima che invocava gli aguzzini di smettere.

Ad indagine già avviata dalle forze dell’ordine e dalla magistratura; ben 2000 individui, non è possibile definirli persone, hanno cercato su Telegram il video dello stupro, dichiarandosi disponibili ad offrire tanti soldi in cambio. Una deriva morale ed un degrado sociale da far paura.

Sembrava finita ed invece il baratro si è fatto ancora più profondo con i terribili fatti di Caivano. Ancora il Parco Verde. Un insediamento del post terremoto in Campania, dove sono state trasferite intere famiglie di quartieri napoletani interessate ai danni del devastante sisma del 1980. Trasferiti è un eufemismo.

Infatti, interi nuclei familiari sono stati ghettizzati in realtà territoriali diverse da quelle in cui avevano vissuto per una vita intera. Quartieri senza servizi sociali, né strutture aggregative. Quartieri dove la dispersione scolastica raggiunge livelli record. Un deserto sociale divenuto la più grande piazza di spaccio d’Italia.

Un inferno dei vivi come è stato definito da alcuni residenti. Proprio al Parco Verde, nove anni fa una bambina di appena 6 anni, Fortuna Loffredo: un angioletto biondo; era venuta giù dall’ottavo piano del palazzo in cui abitava, perché si era ribellata all’ennesimo tentativo di stupro del suo povero corpicino, martorizzato ad opera di orchi senza scrupoli. Il suo aguzzino nel 2017 è stato condannato all’ergastolo.

Le indagini rivelarono uno spaccato di orribili violenze commesse ai danni di più bambini, coperte da un clima di omertà e soprattutto da un degrado etico senza precedenti. Un altro bambino l’anno prima di Fortuna, era precipitato dal terrazzo di casa. Un orribile sospetto mai verificato fino in fondo che abbia dovuto subire la stessa tremenda sorte di Fortuna. Gli stessi autori dell’omicidio di Fortuna che aveva appena sei anni furono processati ma assolti nel 2021 per la morte del piccolo Antonio.

Ma evidentemente il cancro della violenza ai danni di bambini, non era stato estirpato ancora al Parco Verde. Ed infatti a seguito della denuncia del fratello di una delle due vittime; scoppia il caso di due cuginette dieci e dodici anni, violentate da tempo da un branco di minorenni e poi filmate con video che sarebbero passati di mano tramite chat. Forse oggetto di ignobile compravendita, da parte di altri abbozzi di umanità.

Violenze perpetrate in una struttura sportiva destinata ai giovani del quartiere, ma che giace distrutta da anni a questa parte, a testimonianza della lontananza delle istituzioni dalle nostre periferie, che contribuisce a ghettizzare l’intero quartiere.

Ora dopo la visita della Presidente Meloni, che ha raccolto l’appello di Don Patriciello, parroco anticamorra del quartiere, sotto scorta delle forze dell’ordine per le minacce subite, si spera che alle parole seguano i fatti e che le promesse fatte nel corso della visita di pochi giorni fa, vengano mantenute, accendendo così una fiammella di speranza per quel martoriato quartiere.

Ma la cronaca nera e sanguinaria di questa tragica estate, ci ha buttato in faccia un altro terribile fatto di cronaca. Un’altra giovane vita stroncata per mano di un sedicenne. Accade a Napoli, poco distante dalla centralissima Piazza Municipio. A pochi metri dalla Questura napoletana e vicino il Municipio partenopeo.

Un giovane e promettente musicista della Orchestra Scarlatti Yough, Giovanbattista Cutolo, appena 24 anni ucciso barbaramente solo perché avrebbe posizionato a detta dell’assassino, in malo modo, il suo motorino. Il suo assassino un sedicenne, con precedenti penali per tentato omicidio e truffa. Specializzato nelle rapine dei costosi orologi rolex. Primo angosciante interrogativo.

Che ci fa un ragazzo con precedenti così gravi libero di notte in una strada centrale di Napoli? Perdipiù armato di pistola. Quanti pregiudicati sono liberi di girare per le strade delle nostre città, imponendo le leggi della barbarie e della violenza rosso sangue? Sangue di innocenti ragazzi che hanno solo la malasorte di imbattersi in questi mostri metropolitani, che conoscono l’unico linguaggio della violenza, della prepotenza, e della disumanità.

Ma gli interrogativi che dopo un fatto simile si fanno tutti, cozza poi contro le nude cifre delle statistiche dei reati commessi dai minori in Italia. Eccole. Nel 2022 denunciati in Italia per reati sessuali 2.027 minori.

Sempre nel 2022, in Italia ci sono stati 14.221 minori fermati, cioè affidati ai servizi sociali, denunciati, portati in comunità o nelle 17 carceri per minori italiane, di questi 6.401 sono campani.

Lo ha reso noto il garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Samuele Ciambriello. Lo scorso anno, in Italia sono stati denunciati per reati a sfondo sessuale (violenze sessuali, atti sessuali con minorenne e atti persecutori/stalking) 2.027 minori di cui 436 stranieri, in Campania 104 di cui 7 stranieri. Dati davvero agghiaccianti di fronte ai quali occorre pensare di essere giunti ad un punto di non ritorno.

La Premier Meloni nella sua visita a Caivano, ha detto che lo Stato al Parco Verde ha fallito. Positivo ammettere da parte della Presidente del Consiglio, in termini così crudi- nessuno lo aveva fatto prima- una responsabilità da parte delle istituzioni.

Ma a giudicare dai dati in materia di criminalità minorile fermi al 2022, ed ai crudeli fatti di cronaca a cui stiamo assistendo con angoscia e dolore, Lo Stato sembra aver fallito non solo al Parco Verde.

Ormai queste zone franche della criminalità sono cresciute come funghi. Sono delle vere e proprie enclavi dominate dalla criminalità che “governa” con le sue regole bagnate di sangue, spesso innocente, di cittadini inermi, in barba al principio di legalità ed allo stato di diritto. La sicurezza non è un tema di destra o di sinistra.

È un tema sociale. I cittadini onesti hanno il diritto di uscire liberamente per strada, vivendo la propria vita in maniera ordinata e pacifica. E lo Stato in ogni luogo della sua articolazione territoriale: dal centro alla periferia deve garantire con la forza della legge, la sicurezza e la pacifica coesistenza nelle nostre comunità, spazzando via i delinquenti con norme serie che assicurino la certezza della pena e del reato.

Per quanto riguarda il livello della prevenzione, occorre allontanare i minori a rischio dalle proprie famiglie, in specie se appartenenti alla criminalità, affidandoli a comunità protette. Investire in più scuola, più cultura, più formazione e meno social. Anche l’oscuramento dei siti porno per i minori è una misura da adottare. Così come l’inasprimento delle pene per l’inosservanza degli obblighi scolastici.

Tutto ciò senza se e senza ma: prima che sia troppo tardi.

Giuseppe Storti

Fuori dal Silenzio

SatiQweb

dott. berardi domenico specialista in oculistica pubblicità

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