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Teheran accusa la Francia di “sostenere gruppi terroristici”

Nasser Kanani, diplomatico iraniano che si occupa delle relazioni tra Francia e Iran

Francia e Iran: Nelle ultime ore, l’Iran ha duramente criticato la Francia per aver consentito un incontro e un raduno da parte dei Mojahedin-e Khalq, o Organizzazione popolare dei Mujahidin (PMOI o MEK), inseriti nella lista nera, che secondo Teheran equivale a sostenere il “terrorismo”.

All’incontro, che si è svolto a Auvers-sur-Oise, nel nord di Parigi, sono intervenuti in particolare l’ex Vicepresidente Usa, Mike Pence, l’ex primo ministro britannico Liz Truss e l’ex segretario di Stato americano Mike Pompeo. 

Il portavoce del Ministero degli Esteri, Nasser Kanani, tramite un tweet ha “condannato con forza” lo svolgimento di questo incontro in Francia: “Invece di essere perdonati per i grossolani errori del passato, ovvero sostenere gli assassini del popolo iraniano […], coloro che governano la Francia forniscono una piattaforma per riunire i terroristi”.

“Il Governo francese deve soddisfare i bisogni della propria gente prima di sostenere i gruppi terroristici”, ha aggiunto Kanani facendo riferimento ai disordini che sconvolgono la Francia dall’uccisione del 17enne Nahel.

Il mese scorso, il campo principale del MEK in Albania, che ospita diverse migliaia di membri, è stato perquisito dalla Polizia del Paese, dopo che è stato emesso un ordine del Tribunale per indagare su alcune attività politiche non autorizzate, che andavano contro un accordo mediato dagli Stati Uniti del 2014.

L’accordo consentiva ai suoi membri di risiedere nella Nazione dei Balcani occidentali.

In quell’occasione, il gruppo ha dichiarato che “Uno dei suoi membri è morto”, affermazione che le Autorità albanesi hanno negato, poiché non sarebbe stata una conseguenza del raid.

Il primo ministro albanese Edi Rama ha spiegato: “Il gruppo non può usare il Paese per combattere l’establishment in Iran, che il MEK ha dichiarato di voler rovesciare”.

Gli esperti hanno specificato che l’organizzazione funziona come una “setta”. Basata sull’ideologia islamica e socialista, era nella lista dei “terroristi” degli Stati Uniti e dell’Unione Europea prima di essere cancellata oltre dieci anni fa. 

Nel fine settimana, dunque, ha tenuto un incontro alla periferia di Parigi, mentre un gruppo di suoi sostenitori si è radunato all’interno della capitale.

Nel corso dell’incontro, Mike Pence, uno dei tanti alti politici statunitensi a favore per il sostegno del gruppo dissidente e che ha anche incontrato la leader del MEK Maryam Rajavi in ​​Albania lo scorso anno, ha sottolineato che “Il regime iraniano non è mai stato più debole di quanto lo sia oggi”.

Teheran, che ha inserito il gruppo nella lista nera, ha anche sanzionato diversi funzionari statunitensi per il loro sostegno al MEK.

La Francia aveva già attirato le ire del MEK il mese scorso quando aveva vietato la manifestazione del gruppo a causa di potenziali tensioni con altre fazioni iraniane e del rischio di un attacco armato. La scorsa settimana, però, un Tribunale di Parigi ha annullato il divieto, consentendo ai membri di riunirsi in Place Vauban, nella capitale.

Inoltre, al momento, i rapporti tra Iran e Albania rimangono tesi dopo che Tirana ha interrotto le relazioni diplomatiche con Teheran con il sostegno degli Stati Uniti e dell’UE dopo averla accusata di un grave attacco informatico. Accusa che l’Iran nega.

Tuttavia, il Ministero dell’Intelligence iraniano ha ringraziato il Governo albanese per aver “affrontato i terroristi” con il suo raid nel campo del MEK, definendolo “un passo avanti” e ha confermato di continuare a essere in contatto con i Servizi di Intelligence europei per avvertirli delle operazioni del MEK.

Il Ministero dell’Intelligence ha anche annunciato che diversi membri dell’organizzazione sono stati recentemente arrestati in Iran per presunti piani destinati ad attaccare proprietà statali e pubbliche, per mezzo di granate e esplosivi fatti in casa.

Dunque, Teheran ha accusato il Governo francese di raccogliere informazioni attraverso la sua ambasciata nella capitale iraniana, di aver inviato “spie” che sono state arrestate, di aver condotto incontri ad alto livello con dissidenti iraniani e, infine, di aver ospitato raduni e membri del MEK.

Flavia De Michetti 

Fuori dal Silenzio

SatiQweb

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