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Vannacci: forse un peso o un pericolo per la politica, o forse no?

da | Ago 23, 2023 | Attualità, Italia

Forse ha proprio ragione il generale Roberto Vannacci che, come qualsiasi cittadino di questo Paese, ha diritto ad esprime le proprie idee e opinioni, e probabilmente, siamo davvero “Il mondo al contrario”.

Un punto di vista quello del generale di una società contemporanea in contro evoluzione di sé stessa, ma proposto senza mai entrare in contrasto con l’impegno del suo ufficio di difensore del nostro Paese.

Dunque, alla luce di tutte le illazioni riportate nei molteplici articoli di stampa di questi giorni, nonché di quanto affermato dal ministro Crosetto nel suo comunicato stampa del 19 agosto -emesso successivamente al tweet di fuoco in cui preannunciava l’esame disciplinare previstocon il quale ha dato comunicazione, secondo una procedura garantista assolutamente in linea con le leggi e con la Costituzione, di aver “chiesto l’avvio, come da prassi, della verifica dei fatti”

Una vera e propria excusatio non petita, che farebbe pensare a un moderato ripensamento sull’affermazione tranchante e non accettabile della prima ora, completamente fuori luogo. 

Ma quali sarebbero i fatti da valutare?

Se  l’articolo 1472, comma 1, del Codice dell’Ordinamento Militare consente ai militari di poter liberamente pubblicare loro scritti, la verifica chiesta dal ministro sarebbe illegittima, quindi costituirebbe un abuso adottato per tacitare il mainstream, tranne dover prendere atto, invece, che si vorrebbe contestare al generale di non aver chiesto l’autorizzazione -ai sensi dello stesso comma 1- per eventuali argomenti a carattere riservato di interesse militare, trattati nel libro.

Quali potrebbero essere, quindi, eventualmente, gli argomenti valoriali a carattere riservato?

Sembra che non possa essere addebitato assolutamente al generale la violazione di alcun argomento di carattere riservato, tranne quello che il lettore possa ritenere di aver potuto offendere, indirettamente, nella trattazione del cap. IX,  il personale con caratteristiche lgbtq, in servizio nelle forze armate, così che lo Stato Maggiore della Forza Armata cui appartiene il generale, non possa esimersi dal contestare questo particolare fatto che potrebbe indurre i militari lgbtq a presentare eventuali querele per diffamazione.

Un cavillo che può giustificare ai sensi dell’art. 1473, comma 1, lettera a), del Codice dell’Ordinamento Militare l’autorizzazione di cui all’articolo 1472, l’avvio della verifica dei fatti, ma che non può consentire la censura del pensiero del generale che non ha violato alcun argomento a carattere riservato, con buona pace di tutti i detrattori.

Vedremo inoltre se il generale Roberto Vannacci prima di far uscire il suo libro, abbia o non abbia chiesto l’autorizzazione ai sensi dell’articolo 1473 del Codice di Ordinamento Militare, ma  alla luce delle notizie pubblicate nel tempo dalla stampa e segnatamente nell’articolo pubblicato dal quotidiano “il Fatto Quotidiano” il 18 giugno 2020, il generale dei corpi speciali dell’Esercito, Roberto Vannacci avrebbe firmato un esposto, agli atti della procura di Roma, in cui verrebbero ipotizzate “gravi e ripetute omissioni nella tutela della salute e della sicurezza del contingente militare  italiano, …impiegati in Iraq e sottoposti all’uranio impoverito…”, su cui il ministro invece, molto attento a offrire per ogni argomento di attualità il suo pensiero sui social, ed in particolare sulla piattaforma Twitter,  non si è mai espresso.

Il generale Roberto Vannacci, quindi, con ogni probabilità, era già un bersaglio mobile della politicaperché aveva presentato il citato esposto sull’uranio impoverito, pendente presso la Procura di Roma, tanto che il suo libro non si può non essere autorizzati a ritenere che sia stato assunto come il perfetto cavallo di troia per sminuirne finalmente la credibilità.  

Fino a chiederne la destituzione o la radiazione da parte di quella politica rappresentante ed erede di quei governi presieduti da ministri del centro sinistra che negli ultimi anni di fine del secondo millennio autorizzarono l’intervento delle nostre Forze Armate nell’area balcanica in cui vennero usate armi con uranio impoverito da parte della NATO, così come per i successivi interventi a cui hanno partecipato le nostre unità militari nelle guerre mediorientali e balcaniche.

Linea sposata incredibilmente dal ministro, che avrebbe potuto essere, invece, molto più cauto, visto che  tale denuncia, richiamerebbe infatti le responsabilità  dei promotori delle guerre dal 1991 in poi, dove vennero impiegate armi con uranio impoverito, con un elevato innalzamento di quantità in tonnellate di utilizzo proprio dell’uranio impoverito, in tutti i successivi interventi di guerra di inizio del terzo millennio, che avrebbero provocato malattie gravissime a numerosissimi militari che attendono che lo Stato riconosca loro di essersi ammalati per causa di servizio.

Probabilmente il generale con il suo libro ha fatto centro, perché ha scosso quel senso comune della popolazione che, seppure sia concorde nell’accettare la convivenza con i diritti delle “nuove tendenze culturali”, allo stesso tempo è ammorbata dai linguaggi e comportamenti pubblici di questa parte della società, che pretende di avere sempre ragione in danno della normalità.

Nel contempo il generale Vannacci ha difeso la sua dignità di ardito comandante di reparti altamente motivati e impegnati nelle missioni più pericolose, dove solo gli audaci possono essere un riferimento per i dipendenti, che era stata già svilita con l’incarico di comando dell’Istituto Geografico Militare di Firenze, di nessuna pertinenza con gli spettacolari precedenti di servizio assolti costantemente nel tempo in comandi di assoluto prestigio e con risultati apprezzati a livello internazionale. 

Un’estremizzazione, quindi, che passa giornalmente attraverso i media, quasi tutti sostenuti economicamente dallo Stato, in cui un essere umano nella società di oggi dovrebbe essere interscambiabile, come “disegna” qualcuno esterno al nostro Paese.

Infatti, la questione libro-Vannacci ha fatto da subito “brillare” i detrattori che sono incappati nel cavallo di Troia del generale e, come in una partita a scacchi, ai vari Scanzi & Co. lo scacco matto è stato servito, mettendoli nel sacco.

Giustamente il generale Vannacci ha tutto il diritto di esprimere in libertà i suoi pensieri e le sue teorie che si sono diffuse con una velocità e tempistica davvero inimmaginabili.

Tant’è che potrebbe essere solo una coincidenza che il mainstrem abbia subito attaccato il libro proprio nei temi tanto cari alla sinistra ideologica globalista.

Sugli argomenti attuali affrontati nel libro quali, OMG, Vaccini etc. che colpisco migliaia di famiglie italiane, c’è sembrato che lo spartito abbia suonato qualche nota fuori posto e non siamo per niente d’accordo con il generale Vannacci su questi temi, ma la libertà d’espressione va difesa per tutti.

Andrea Caldart

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