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Gianluigi Paragone in piazza con Montagnier

da | Gen 16, 2022 | Attualità

Luc Montagnier, biologo e virologo francese insignito nel 2008 del Nobel per la medicina, è stato sicuramente il fulcro della manifestazione di protesta contro vaccini e green pass organizzata da Paragone sabato 15 gennaio a Milano.

Montagnier dichiara fermamente da tempo che i vaccini a mRna avrebbero dei potenziali effetti cancerogeni che le case farmaceutiche nascondono. Ecco le sue parole dal palco sotto la Madonnina: « I virus non sono sensibili agli antibiotici. Non è soltanto il vaccino a curare, ma la combinazione di cure che eliminerà questa malattia. Il virus si può combattere anche con alimentazione corretta e igiene. Questo vaccino non cammina da solo, qui c’è stato un enorme errore di strategia. Questi vaccini non proteggono ed è quello che sta venendo fuori piano piano». 

Il vaccino non è efficace, afferma Montagnier

«È riconosciuto da tutti oggi, non solo gli esperimenti ma anche i malati hanno scoperto che il vaccino non funziona. Invece di proteggere favoriscono altre infezioni. La proteina che è stata utilizzata nei vaccini per proteggerci da questo virus in realtà è tossica. Ci sono tanti giovani sportivi che hanno problemi cardiaci importanti per colpa di questo vaccino. È un crimine assoluto dare oggi questi vaccini a dei bambini, può causare malattie nervose al cervello molto gravi. Per le cause a lungo termine di questo vaccino ci sono persone che stanno morendo».

Il messaggio

«Chiedo a tutti i miei colleghi di fermare assolutamente la vaccinazione con questo tipo di vaccino perché ne va di mezzo il futuro dell’umanità. Bisogna decifrare i messaggi della natura, il primo è l’armonia. La scienza, al momento, parla solo di morte».

Gianluigi Paragone

Il senatore è stato protagonista della scena con Montagnier ed ha affermato: «Se un professore della sua statura dice determinate cose io lo ascolto. La scienza è una frontiera sempre nuova. Se avete paura che qualcuno predichi in nome della scienza e vi abituate invece alle divulgazioni dell’informazione televisiva siamo a posto!».

Antonella Di Luzio

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