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Home Attualità Giornata dei Territori del Nord a Tokyo, il Giappone chiede alla Russia la restituzione delle Isole Curili

Giornata dei Territori del Nord a Tokyo, il Giappone chiede alla Russia la restituzione delle Isole Curili

Oggi, a Tokyo, nella Giornata dei Territori del Nord, presso l’Ambasciata russa, si sta svolgendo una manifestazione, nel corso della quale, per la prima volta, si richiede alla Federazione Russa la restituzione delle isole giapponesi “occupate illegalmente” al largo delle coste di Hokkaido: Kunashir, Iturup, Shikotan e del gruppo di isole di Habomai, conosciute con il nome di “Isole Curili”.

L’evento sponsorizzato dal Governo è stato organizzato per la prima volta da quando la Russia ha dichiarato guerra all’Ucraina, il 24 febbraio dello scorso anno.

Il Giappone ha imposto sanzioni punitive contro la federazione Russia a causa dell’aggressione, spingendo Mosca dal marzo dello scorso anno a sospendere i negoziati sul trattato di pace pluridecennali e i programmi bilaterali di scambio senza visto, incluso uno che consente agli ex residenti giapponesi di visitare le tombe dei loro cari sulle isole.

Il Primo Ministro giapponese Fumio Kishida ha auspicato una ripresa delle attività di scambio tra i due Paesi, “una delle massime priorità” nei legami Giappone-Russia.

Ha anche dichiarato che “il Governo mantiene la sua posizione e cercherà di risolvere la questione territoriale con la Russia e firmare un trattato di pace postbellico nonostante l’attuale grave stato dei legami bilaterali“.

Nel corso dell’evento, inoltre, il Primo Ministro Kishida si è espresso a favore del ritorno delle isole controllate dalla Russia, dichiarando: “È assolutamente inaccettabile che i territori settentrionali non siano ancora stati restituiti dopo la loro occupazione illegale da parte dell’Unione Sovietica 77 anni fa“.

Perché questa richiesta?

Poco dopo la resa del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale, avvenuta il 15 agosto 1945, la Russia ha sequestrato illegalmente i territori oggi contesi.

La manifestazione di oggi, dunque, cade in una giornata simbolica, poiché proprio il 7 febbraio del 1855 il Giappone e la Russia hanno concluso un trattato di commercio, navigazione e delimitazione, tracciando un confine nazionale che metteva le quattro isole all’interno del territorio giapponese.

Tuttavia, la lite territoriale ha impedito a Tokyo e Mosca di concludere un trattato di pace postbellico.

In passato, in particolare nel 2019 e nel 2020, durante le manifestazioni nella Giornata dei Territori del Nord, non è stata utilizzata chiaramente l’espressione “occupazione illegale“, per evitare crescenti tensioni con Mosca, anche se l’allora Primo Ministro Shinzo Abe, il più giovane Primo Ministro del Giappone postbellico e quello rimasto più a lungo in carica: dal 2006 al 2007 e dal 2012 al 2020, aveva fatto della risoluzione della questione una delle sue massime ambizioni.

Tuttavia, dopo che Abe ha lasciato l’incarico, nei due anni successivi la formulazione della dichiarazione è stata rivista per chiarire la presenza della Russia nelle isole come un’”occupazione senza base legale“.

Il Giappone, dunque, ritiene che Etorofu, Kunashiri, Shikotan e il gruppo di isole Habomai siano state sequestrate illegalmente, mentre, invece, la Russia afferma la legittimità dell’azione.

Flavia De Michetti

Fuori dal Silenzio

SatiQweb

dott. berardi domenico specialista in oculistica pubblicità

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