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Homo covidicus: il nuovo “stato nocivo” tra angoscia e paura

L’homo covidicus quello che crede al virus mortale riparandosi con uno straccetto alla bocca, è pronto per ascoltare il terrorismo mediatico propagandato delle virostar, che ritornano ad angosciare nuovamente con la narrazione del nemico untore.

Riapparirà l’isteria di massa dove, la corsa al tampone al primo starnuto in un turbine di paura e angoscia, annebbia la razionalità del ragionamento logico, rievocando il percorso distruttivo delle “difese immunitarie” dei diritti civili.

Quella che per lungo tempo è stata chiamata pandemia, oggi si ripresenta sottoforma di morbo, per ingigantire la paura in una costante angoscia, manipolandolo in funzione di un nuovo “stato nocivo”.

Il timore è quello che ancora una volta si stia tentando di far ammalare di paura la massa, somministrandole dati confusi in ascesa in attesa che la popolazione presenti un effetto nocebo, di una malattia pronta a palesarsi.

L’opinione pubblica generalista è concentrata nel proporre “servizi pubblici” i cui contenuti influenzano uno stato di angoscia, che si trasforma poi in una condizione di “impotenza collettiva”, introducendo così panico e paranoia tra la gente.

Una retorica da “terrorismo della salute” che costantemente racconta di uno scenario apocalittico contro un nemico invisibile, che si manifesta con differenze e orari prestabiliti politicamente, non mancando poi le paternali opportunistiche in funzione del credo politico scientista del momento.

Riprende così il predicozzo della paura dove, un manipolo di ideologi covidiani, non perde la ghiotta occasione di alimentare, con le loro “curiose” affermazioni, la salvifica campagna antinfluenzale autunnale.

In tutto questo ritrovato frastuono confusionale-compulsivo, dobbiamo stare molti attenti a prevenire il fatto che non accada nuovamente che, norme di dubbia tenuta costituzionale, vengano imposte e fatte rispettare autorizzando l’abuso che in esse è contenuto.

Una de-umanizzazione attraverso il totalitarismo sanitario, climatico o di una qualsiasi nuova invenzione emergenziale, che spinga su di una qualche pre-composta interpretazione dei fatti per un’emotiva “attrazione collettiva”, non è più accettabile come messinscena.

Sperando che sia chiaro il linciaggio morale che abbiamo vissuto, attraverso il totalitarismo del pensiero con il “trionfo” della chiusura dell’individuo nel: #iorestoacasa creata dalla “stregoneria tecno-capitalista”, possa far scattare tra la gente quella scintilla di “dubbio sovrano” creando l’homo post-covidicus.

Andrea Caldart

Fuori dal Silenzio

SatiQweb

dott. berardi domenico specialista in oculistica pubblicità

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