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Home Attualità Italia “Il diavolo fa le pentole … e anche i coperchi” – Perdono e vendetta, due facce della stessa medaglia

“Il diavolo fa le pentole … e anche i coperchi” – Perdono e vendetta, due facce della stessa medaglia

Come al solito il 25 aprile è l’occasione per inasprire le due fazioni storicamente contrapposte.

Da un lato i comunisti, orgogliosamente antifascisti, e tutti gli altri che abbiano o meno avuto una partecipazione attiva a movimenti di destra moderna; come se la liberazione non fosse ancora terminata e la verità sia solo di una parte.

I nipotini dei partigiani “rossi”, già perché occorre ricordarlo, c’erano anche quelli “bianchi” e “monarchici” a combattere il fascismo al fianco delle truppe alleate che hanno devastato le città per liberarci dal nazi-fascismo, sono sempre molto attenti a trovare sfumature linguistiche o esposizioni letterarie che possano essere accreditate di un buon “fascista” nell’esaltazione di un “antifascismo” inutile in quanto quel periodo terribile è morto e sepolto.  

Dopo l’8 settembre i nazisti si vendicarono degli italiani, “traditori secondo il loro punto di vista” e altrettanto fecero certi “partigiani” nei confronti di altri italiani rei di non essersi schierati, quindi etichettati come “fascisti” mentre costoro spesso erano solo vittime di vendette private per ragioni private o familiari extra conflitto.

Ma val anche la pena di ricordare che in quell’epoca, che fu la guerra di liberazione, le scorribande cosiddette “marocchinate” ancora vive anche se è raro sentirne parlare, dagli opinionisti di Stato e dai mainstream lecchini.

Ecco quindi che il sentimento, che ancora vive e continuamente viene alimentato dai “provocatori” professionali, è la Vendetta.

Il sentimento che brucia nell’animo degli sconfitti, degli invidiosi e degli ignoranti nostalgici.

Un sentimento pericolosissimo sul quale è necessario intervenire, prima di tutto da parte dei vertici dello stato.

Abbiamo perduto Trent’anni!

Era il 1995 (quasi trent’anni fa) quando si tese la mano della rappacificazione nazionale, in occasione della svolta di Fiuggi che vide la trasformazione del MSI in AN (Alleanza Nazionale), guidata da Gianfranco Fini.

Sarebbe stata l’occasione per sotterrare le asce di guerra, sia nere che rosse, e impostare una ricostruzione sociale del Paese finalmente riunificato sotto la sola bandiera tricolore, anche troppo sporcata di sangue.

Tale svolta era stata indotta dalla considerazione che «La destra politica non è figlia del fascismo. I valori della destra preesistono al fascismo, lo hanno attraversato e ad esso sono sopravvissuti.» e lo stesso Fini dichiarò che era finito il lunghissimo dopoguerra, aggiungendo come occorresse «uscire dal Novecento e liberarsi dalla suggestione della nostalgia e dalle tentazioni dell’ideologia».

Un invito che però la “sinistra” non ha mai inteso accogliere restando ostinatamente legata all’antifascismo ideologico e strumentale e orgogliosamente connessa al “Comunismo“, anche quando esso stesso è stato messo al bando dalla Unione Europea con la risoluzione del Parlamento Europeo del 19 settembre 2019.

E così arriviamo ai giorni nostri come 70anni fa!

E se è stato inopportuno, da parte della seconda carica dello Stato osservare che la Costituzione non riporta la parola “antifascismo” è altrettanto inopportuno, proprio in forza delle ragioni in precedenza espresse sulla vendetta, le parole del Presidente della Repubblica, in visita al campo di concentramento di Auschwitz dove ha deposto una corona al Muro delle esecuzioni, ha sottolineato “Siamo qui oggi a rendere omaggio e fare memoria dei milioni di cittadini assassinati da un regime sanguinario come quello nazista che, con la complicità dei regimi fascisti europei che consegnarono propri concittadini ai carnefici, si macchiò di un crimine atroce contro l’umanità. Un crimine che non può conoscere né oblio né perdono.

Concordo sulla necessità di non dimentica ma invitare a NON PERDONARE, è un messaggio indiretto per alimentare la vendetta.

Uno scivolone, a mio giudizio, che il Presidente Mattarella avrebbe dovuto prevenire proprio in virtù del delicato periodo che stiamo attraversando, sia in Patria e sia in Europa.

In sintesi: la Destra non può governare!

Sembra che siano stati ricaricati gli armamenti per alienare il governo di Destra.

Opposizioni demagogiche della sinistra su ogni fatto governativo e ogni due per tre la richiesta di dimissioni dell’uno o dell’altro ministro sino per arrivare a invitare il Presidente del Consiglio di salire al Colle e via di seguito.

Ed ora ci si mette ancora la finanza internazionale che, nonostante il PIL sia in crescita a differenza sia di Francia e Germania che restano al palo, e il debito pubblico in riduzione, la banca d’affari Goldman Sachs abbandona i BTP a favore dei Bonos spagnoli.

Così poche ore dopo il pesante giudizio della Banca d’affari statunitense, ecco che anche Moods declassa i titoli di stato italiano: quei BTP con i quali lo Stato si finanzia sul mercato.

In conclusione, la “destra liberale” non può governare in compenso la sinistra antifascista non sa farlo.

L’Italia non ne verrà mai fuori dal guado ideologico e anacronistico se, anche il Capo dello Stato, non si frappone a difesa dei valori universali e nazionali.

… e domani si celebra la festa del lavoro.

Saranno ancora le bandiere rosse e “Bella Ciao” a sventolare e echeggiare senza che peraltro nulla o quasi abbiano contribuito a generare posti in quest’epoca postmoderna, salvo che una massa di demagogia.

Lambert “Daemon” Glue

Fuori dal Silenzio

SatiQweb

dott. berardi domenico specialista in oculistica pubblicità

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