Il Libano a lutto piange la mattanza di mercoledì scorso 8 aprile – il bilancio provvisorio dell’operazione israeliana Oscurità Eterna è di 303 vittime e 1150 feriti in tutto il Paese – ma il fuoco israeliano non si arresta.
Giovedì e venerdì, con le squadre dei soccorsi ancora al lavoro – secondo le ultime stime una trentina di persone sono tuttora disperse tra le macerie – attacchi israeliani si sono registrati in diversi quartieri di Beirut, nella regione del sud (a Saida, Tiro, Jezzine, Aita al Chaab, Sarafand, Kfar Remmane, Habbouch, Kherbet el Doueir, Khiam), nella valle della Bekaa.

Secondo fonti americane, in una telefonata “più breve del solito” Donald Trump avrebbe comunicato al Premier dello Sato Ebraico il suo disappunto perché le aggressioni al Libano “potrebbero danneggiare la tregua con l’Iran”; Netanyahu avrebbe acconsentito a diminuire gli attacchi, desiderando però “continuare la lotta a Hezbollah”.

Per ribadire il concetto, mentre scriviamo il Capo di Stato Maggiore dell’esercito israeliano Eyal Zamir ha dichiarato che “in Libano le operazioni contro Hezbollah proseguono e si intensificano; siamo in guerra e non esiste tregua sul fronte nord” di Israele. Hezbollah, che all’indomani della mattanza ha giurato vendetta allo Stato Ebraico, lancia senza posa decine di razzi sulla Galilea, la maggior parte dei quali vengono intercettati – e i restanti finiscono in aperta campagna senza fare danni. Senza la potenza del fuoco iraniano, Tel Aviv ha poco da temere da parte libanese. Combattenti di Hezbollah addestrati alla guerriglia conducono azioni quotidiane nel sud del Libano, tentando di arrestare l’avanzata di IDF (l’esercito israeliano occupa ormai due terzi della regione), subendo ingenti perdite ed infliggendone alle truppe dello Stato Ebraico, seppur in misura contenuta.
Frattanto circa novanta corpi – o quel che ne resta – delle vittime degli ultimi attacchi sono in attesa di identificazione presso l’ospedale Rafik Hariri, uno dei principali di Beirut, più volte lambito in questo mese dai raid di Israele. Tutti gli ospedali del Paese sono in stato di massima allerta e faticano ad accogliere l’afflusso di feriti, secondo le autorità libanesi più di 6000 dal 2 marzo scorso – quasi 2000 i morti totali.
Elisa Gestri inviata da Beirut
Foto copertina: credits by Elisa Gestri
Foto interne articolo: credits by Elisa Gestri
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