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Il silenzio colpevole delle istituzioni: AIFA, CTS e Governi, la farsa del ritorno alla normalità

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Ciò che rimane oggi, a distanza di tempo, è un’amara consapevolezza: AIFA, CTS e Governi Conte e Draghi, ma anche tutto l’apparato istituzionale che avrebbe dovuto vigilare, informare e tutelare la cittadinanza, hanno scelto deliberatamente il silenzio. Non un silenzio neutro, ma un silenzio complice, utile a sostenere una narrazione unica e monolitica: quella della vaccinazione di massa come unica via per tornare a vivere.

Gli eventi avversi c’erano, erano noti fin dall’inizio (link sotto). Documenti, report interni e segnalazioni cliniche circolavano, ma non hanno mai scalfito il muro compatto della propaganda. E mentre i dati venivano tenuti in secondo piano o resi incomprensibili al cittadino comune, il messaggio diffuso a reti unificate era semplice e brutale: “vaccinati o resta fuori dal contesto sociale”.

Non era scienza, era ricatto. Non era salute pubblica, era controllo.

Non si trattava di una campagna sanitaria, ma di un’operazione coercitiva di massa dove non c’era spazio per il dubbio, ma nemmeno per una discussione pubblica trasparente. La scelta individuale è stata spogliata della sua dignità e ridotta a condizione ricattatoria.

Il popolo, già stremato da mesi di lockdown e restrizioni, non ha resistito. La promessa era troppo allettante: un’iniezione in cambio della libertà di viaggiare, di entrare nei locali, di lavorare, di stringere mani e corpi senza più il terrore di venire emarginati, additati come “No-Vax”. Non la salute, dunque, ma la possibilità di tornare a consumare, a muoversi, a respirare una parvenza di vita.

In questa messa in scena, i media hanno avuto il ruolo di registi e megafoni. Hanno anestetizzato la coscienza collettiva con slogan rassicuranti, con “esperti” televirologi onnipresenti e con la demonizzazione sistematica di chiunque osasse dubitare. La parola “libertà” è stata sequestrata e rivenduta a caro prezzo: un QR code da esibire ovunque.

Il vero scandalo non è soltanto l’imposizione di una scelta che dovrebbe essere libera e informata, ma il fatto che le istituzioni preposte a difendere i cittadini abbiano accettato, anzi, favorito, questa logica di ricatto sociale. AIFA, CTS e i Governi di Conte e Draghi, con il loro tacito consenso, hanno manipolato l’opinione pubblica perché la massa venisse trascinata nella più grande operazione di pressione psicologica mai vista in epoca democratica.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: milioni di persone convinte che l’unica via per tornare a una vita normale fosse sottoporsi a un trattamento sanitario, mentre chi resisteva veniva marchiato come egoista, pericoloso, antisociale. Così si è consumata la resa del “popolo bue”, che pur di non sentirsi escluso, ha ceduto al ricatto. Ma quel “popolo bue” come qualcuno lo definisce con amarezza, non è semplicemente colpevole di ingenuità: è stato traditoTradito da chi avrebbe dovuto proteggerlo, da chi aveva i dati in mano e li ha nascosti sotto il tappeto.

La domanda che resta aperta è inquietante: se le istituzioni hanno potuto orchestrare tutto questo una volta, cosa impedirà loro di rifarlo in futuro? E come mai una parte degli italiani continua ancora a credere nella farsa pandemica, in una sorta di ipnosi collettiva?

Il compito di chi oggi ha ancora un briciolo di lucidità è quello di non dimenticare, non archiviare con superficialità quella stagione, e vigilare per pretendere verità e responsabilitàda chi aveva il dovere di tutelare e invece ha scelto la strada più ignobile obbedire e tacere.

Andrea Caldart

Link utili:

https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1315190/Rapporto_sorveglianza_vaccini_COVID-19_3.pdf

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