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La Stangata 2023: Solito film ora targato Meloni & Co

da | Gen 5, 2023 | Attualità

Da qualche giorno, nei botteghini di tutte le famiglie italiane, è iniziato il nuovo lungometraggio fatto di tasse, accise e aumenti, scritto, diretto e interpretato dal regista de: “le promesse elettorali de noantri”.

Tanto atteso, ma di cui in pochi ce ne eravamo accorti, e ne davamo notizia di una trama, che è sempre la stessa.

Era facile stare nei banchi dell’oppofinzione invocando tutto e il contrario di tutto, anche perché ormai, è diventata una menata fastidiosa.

I banditori moderni, solo oggi, ricevendo le veline da palazzo si accorgono che il governo, ha iniziato con l’addentare pensioni e stipendi e che, così facendo, sarà difficile far ripartire la filiera dei consumi.

Pensiamo al credito d’imposta per le bollette dato alle imprese energivore, ma poi esteso anche ad alcune imprese non energivore, come quelle che superano i 16 Kwh, mentre invece, sono rimaste fuori da questo circuito, la maggioranza delle imprese italiane.

Sono quelle imprese con consumi elettrici dai 4,5 Kwh in su, alle quali è arrivato il croccantino di stato, ovvero un credito d’imposta che vale solo per il 4° trimestre 2022 (15%) e adesso per il 1° trimestre 2023 (30%).

E per tutte queste piccole imprese fatte di artigiani, commercianti, benzinai, bar, ristoranti, etc, tutte queste partite iva che hanno dovuto subire il salasso di un costo energetico dovuto ad una guerra per interposta persona fatta di sanzioni che son ricadute su tutti, che considerazione ha fatto il governo Meloni?

Ci piacerebbe saperlo visto gli aumenti che si stanno verificando, in primis il carburante, viste le sanzioni che hanno colpito i sanzionatori, avvantaggiando il sanzionato.

Forse non ci accorgiamo che stiamo diventando un Paese economicamente vulnerabile e probabilmente il più a rischio nell’area dell’eurozona.

Nessuno sta dando peso al fatto che, gli interessi bancari dal 1° gennaio 2023 sono passati dal 1,5% al 5%.

Abbiamo un debito pubblico che è arrivato al 145% del Pil, ed oggi è il più alto in Europa.

Forse per molti non è ancora chiaro, ma per l’Italia, sta arrivando una recessione che ghigliottinerà oltre il 30% delle piccole imprese italiane se non ci fermiamo nel seguire europeismi e americanismi economici.

Stare in questo Parlamento europeo che non possiede il potere legislativo, in questa Europa delle lobby è, ora come ora, quanto di meno democratico ci possa essere.

Una gabbia europea come quella atlantista, cerca un protagonismo, ma involve nelle sue norme e trattati che, bloccandosi a vicenda, non potranno trovare un’alternativa per un equilibrio sociale e stabile.

E in tutto questo “circo magico” diamo il “Welcome to the Euro” ai croati, augurando loro di non ricevere le stesse “agevolazioni prodiane” che abbiamo ricevuto noi, anche se, qualcosa da oggi la stanno già provando come l’aumento dal 10 al 20% dei prodotti alimentari.

Andrea Caldart

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