Notizie recenti

| | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | | |
Home Attualità Mondo Libano: migliaia di vittime tra terrore diffuso e speranze di tregua

Libano: migliaia di vittime tra terrore diffuso e speranze di tregua

image_printStampa

Mercoledì 8 aprile scorso è stato uno dei giorni più difficili degli ultimi mesi – forse degli ultimi anni – in Libano. Il bilancio aggiornato delle vittime di decine di attacchi israeliani in simultanea è salito ad almeno 357 morti (ufficialmente ci sono ancora dei dispersi) e più di mille feriti in tutto il Paese. Non si registrava un numero di vittime così alto in un sol giorno dall’esplosione al porto di Beirut del 4 agosto 2020, quando più di 200 persone persero la vita in pochi minuti. 

Macerie e auto ammassatte dopo l’esplosione

L’Operazione oscurità eterna, necessaria secondo lo Stato Ebraico per eliminare uomini, mezzi e strutture di Hezbollah, ha colpito soprattutto civili di ogni età, sesso e condizione sociale, scatenando il panico nel Paese. I cinquanta caccia dell’aviazione militare israeliana (IAF) impiegati negli attacchi hanno ucciso – citiamo solo gli esempi che hanno suscitato più clamore – dieci persone in lutto che seguivano un funerale a Shamster, nella Valle della Bekaa; tre ragazze ad Adloun, vicino a Sidone; a Tiro hanno colpito l’Hiram Hospital, ferendo il personale sanitario e danneggiando gravemente l’ospedale. A Beirut è stato ucciso un bimbo scout, ritratto a dicembre scorso dai fotografi mentre esultava per l’arrivo in Libano di Papa Francesco; nel quartiere di Hay al Sellom una madre sciita ha visto morire il marito e cinque dei suoi otto figli; la poetessa e intellettuale Khatoun Salma è stata uccisa assieme al marito nella sua casa di Tallet al Khayat, zona centrale della città.

Macerie

L’esercito israeliano ha dichiarato di aver eliminato almeno 180 effettivi di Hezbollah, tra cui Ali Harshi, nipote e segretario dell’anziano leader della milizia sciita Naim Kassem. Nonostante le rimostranze di mezzo mondo – oltre all’ONU, decine di Paesi, Italia inclusa, hanno condannato l’attacco, mentre gli Stati Uniti sono rimasti in silenzio – l’esercito israeliano ha continuato a colpire ininterrottamente il Paese. Oggi, 14 aprile, dovrebbero aprirsi a Washington i “negoziati diretti” tra Israele e Libano al fine di stabilire una tregua, per avviare i quali Benjamin Netanyahu ha posto condizioni irrealistiche: il disarmo completo di Hezbollah da parte dell’esercito libanese, l’istituzione di una “zona tampone” di 8-10 km controllata da IDF nel sud del Paese a protezione della Galilea. A quanto si apprende il Segretario di Stato americano Marco Rubio prenderà parte ai colloqui, di cui ci chiediamo l’utilità; le fragili istituzioni libanesi non hanno la forza di opporsi a nessuna decisione verrà presa, inevitabilmente, con o senza il loro consenso.

In ogni caso in Libano si nutre una flebile speranza che le negoziazioni producano un Cessate il fuoco immediato, nonostante tutte le evidenze siano contrarie: mentre scriviamo, l’esercito israeliano continua a bombardare il sud, ormai ridotto ad un ammasso di macerie, e a causare vittime. Nei pochi villaggi in cui gli abitanti hanno rifiutato di andarsene si continua a morire: c’è chi è colpito mentre porta al pascolo il proprio bestiame o coltiva i propri campi, chi nel giardino di casa, chi mentre si sposta in auto o in scooter. Dall’inizio dell’aggressione israeliana del due marzo scorso, secondo i dati ufficiali in Libano sono state uccise 2089 persone, di cui 252 donne, 166 bambini e 88 medici, paramedici e soccorritori. I feriti sono 6762, gli sfollati interni più di un milione.

Elisa Gestri inviata da Beirut

Foto copertina: credits by Elisa Gestri

Foto interne articolo: credits by Elisa Gestri

Link utili:

https://www.naharnet.com/stories/en/319505-what-will-lebanon-and-israel-discuss-in-washington-talks

Fuori dal Silenzio

SatiQweb

dott. berardi domenico specialista in oculistica pubblicità