In Libano il giorno di Pasqua è stato uno dei più sanguinosi dall’inizio dell’aggressione israeliana – il 2 marzo scorso – e il Lunedì dell’Angelo non è stato da meno. IDF ha colpito ininterrottamente e in contemporanea la periferia sud di Beirut e il sud del Paese, la valle della Bekaa e le colline che guardano la Capitale. La mattina di Pasqua il Premier israeliano Netanyahu ha inviato ai cristiani israeliani, statunitensi e “di tutto il mondo” i migliori auguri per la Resurrezione di Cristo, dispiacendosi per la “persecuzione dei cristiani” in vari Paesi, tra cui il Libano.

Nella notte tra domenica e lunedì un raid di IDF ha ucciso a nord di Beirut tre cattolici maroniti, tra cui un dirigente del partito delle Forze Libanesi; nella giornata, oltre a decine di civili tra cui un bambino di quattro anni, erano stati uccisi in due diversi raid tre paramedici che stavano soccorrendo i feriti di precedenti attacchi nel sud del Paese. Tra il giorno e la notte di Pasqua le autorità libanesi hanno registrato in totale almeno 39 vittime, 1461 dal 2 marzo – tra cui 129 bambini, 97 donne e 38 rifugiati che avevano lasciato la loro casa; 4430 i feriti.
Il Lunedì dell’Angelo è stato altrettanto violento, con bombardamenti israeliani reiterati in tutta la giornata su due terzi del Paese. Frattanto Hezbollah sta cercando disperatamente di arrestare l’avanzata di IDF nel sud del Libano, registrando gravi perdite ed infliggendone all’esercito israeliano. Martedì pomeriggio, nell’infuriare della battaglia tra le due parti, diversi proiettili di provenienza non identificata hanno sfiorato un convoglio di aiuti umanitari destinati ai villaggi cristiani del sud. La carovana, inviata dal Vaticano attraverso il Nunzio in Libano monsignor Paolo Borgia, ha dovuto fare marcia indietro scortata dal personale del Corpo di peacekeeping di UNIFIL. Non pago delle conquiste territoriali, lo stesso giorno l’esercito israeliano ha ingiunto a tutte le imbarcazioni in navigazione lungo la costa del sud del Libano di dirigersi a nord della città di Tiro, annunciando imminenti “operazioni” in mare. In serata il Ministero libanese della Salute Pubblica ha reso noto che le vittime dell’esercito israeliano in Libano sono salite a 1530.
Elisa Gestri da Beirut
Foto copertina: immagine generata dall’AI

