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Perché Davos, Bill Gates e UE sono interessati alla nostra salute mentale?

Quos deus perdere vult, dementat prius (“A quelli che vuole rovinare, Dio toglie prima la ragione”)

Uno dei punti che lobby, massonerie e politica progressista si sono impegnate a “difendere” di qui al 2030 è la salute mentale. Nelle pagine dei mondialisti, nascoste o in evidenza, troverete le strategie adottate e perchè sia indispensabile agire, di pari passo con l’agenda digitale ed ecologica, anche rispetto appunto a questo tema. 

Sia chiaro, come ne abbiamo avuto ampia dimostrazione, la nostra salute non gli interessa. Dunque? 

Vediamo di scoprire le strategie in atto.

A Davos parlano, neanche a dirlo, di denaro: secondo uno studio pubblicato dal World Economic Forum e dalla Harvard School of Public Health, il costo delle condizioni di salute mentale (e delle relative conseguenze) dovrebbe salire a 6 trilioni di dollari a livello globale entro il 2030, dai 2,5 trilioni di dollari del 2010. Accidenti, l’economia potrebbe così esserne affossata. Meglio agire subito. Che fare quindi? Ecco pronti i Davos “green avengers” che nemmeno a dirlo arrivano puntuali, come nei film, con le soluzioni in tasca. 

Innanzitutto, lotta in salsa UE alla disinformazione e alle fake news. 

Eh, sì perchè tra le cause di questo incremento ci sarebbe proprio “la diffusione della “disinformazione”, cosiddetta infodemia. 

Quindi la colpa delle sofferenze del Covid, bomba lanciata dai “padroni del mondo”, sarebbe dei giornalisti (veri) che hanno cercato di diffondere i piani di queste èlite. 

Chissà: tra un po’ ci tapperanno la bocca, sempre per il nostro bene. 

Alle pericolose notizie verità, tra le cause del peggioramento della salute mentale delle persone, aggiungiamo l’altra scoperta dei green avengers: lo “stress da caldo” dovuto al nemico numero uno, il cambiamento climatico

Come se non sapessimo da millenni che il caldo peggiora l’umore e non certo da ora per effetto del famigerato cambiamento del clima. 

Se non fosse tragico tutto ciò sarebbe da riderci sopra.

I nostri riescono a tirare in ballo anche le misure anti-Covid. I

l report dell’Organizzazione mondiale della Sanità infatti riporta in proposito: “Dopo il Covid la salute mentale di tutti è stata colpita…da chi si preoccupa di essere stato infettato; nello stress portato dalle misure di prevenzione e controllo delle infezioni come il blocco, l’autoisolamento e la quarantena; o per la perdita di lavoro, reddito, istruzione o partecipazione sociale”.

Incredibile ma vero: in altre parole l’OMS ammette che le misure adottate dalla stragrande maggioranza dei governi, tutti allineati come da copione del Nuovo Ordine Mondiale, sono risultate dannose per la popolazione. 

È scritto nero su bianco. Questo non fa scattare nessun giudice in particolare? Nessuna indagine? Va tutto bene?

Sapevano di mentire con quel “Andrà tutto bene”, sapevano che ci sarebbero state conseguenze psicologiche per i “rinchiusi”, nei lager delle loro case. 

Confortevoli, certo, ma sempre lager. Con i bambini privati di tutto, che ti guardavano negli occhi e dicevano: “Mamma, ma perché non posso andare a scuola e vedere i miei amici?”. 

Le restrizioni sono state un esperimento a cielo aperto. 

L’uomo la cavia. La prova che le misure restrittive erano un crimine contro l’umanità sono stati i centri di ascolto, call center psicologici messi su in fretta e furia, finanziati a dovere, per giustificare chiusure mai viste: sapevano che erano contro natura, dannose e si è scoperto financo anche inutili. Eppure, le hanno fatte.

Generato il problema, studiata la soluzione. I nostri green avengers nel piano d’azione globale per la salute mentale 2013-2030, hanno pronte le priorità dalle quali partire per eliminare la piaga che loro stessi, almeno quali governanti dei vari Paesi coinvolti nelle misure restrittive, hanno contribuito a provocare. 

E sono: la creazione di una piattaforma di dati sulla salute mentale mirando alle informazioni raccolte dai sistemi sanitari della popolazione; resilienza per la salute mentale e il benessere di bambini e giovani, attraverso magari attività di volontariato ambientaliste; fornitura di supporto per la salute mentale degli anziani e dei deboli, non lasciati soli ma lasciati soli in compagnia di una macchina. 

Si sa, la transizione digitale è così buona (e anche tanto remunerativa).

Inutile dire che i mondialisti sono talmente magnanimi da non dimenticarsi mai dei diritti di tutti (quelli che vogliono loro). 

Per cui l’Upswing Fund for Adolescent Mental Health di Melinda Gates è un fondo collaborativo messo a disposizione per la salute mentale e il benessere degli adolescenti di colore e/o LGBTQ+. 

Accade negli States, ma tempo al tempo.

Fa riflettere come l’obiettivo, business a parte, sia creare una rete che monitori la situazione della popolazione rispetto alla sua salute mentale

La rete paneuropea coinvolgerà neanche a dirlo, Stati membri, organizzazioni internazionali e attori non statali, comprese le organizzazioni non governative, il mondo accademico, organizzazioni filantropiche e il settore privato. 

Preoccupante che la piattaforma internazionale fornirà supporto “rispetto le politiche e gli sviluppi legislativi” oltre che raccogliere regolarmente dati. 

Qualcuno ricorda l’utilizzo della psichiatria per fini politici in URSS?

Per chi ha memoria quindi o per chi ha letto i libri distopici corre un brivido: a cosa serve una rete che monitori così costantemente la salute mentale dei suoi cittadini? 

Quali saranno gli indicatori che stabiliranno la reale malattia mentale di una persona, se basterà soffrire un attimo il caldo estivo o non assecondare le teorie gender per essere magari dichiarati malati? E le cure, quali saranno? Un chip? Un lockdown? Un vaccino? Su cosa si focalizzeranno gli sviluppi legislativi? 

Quale legge è in fieri?

Ricapitolando: il gotha è in fermento per la nostra salute mentale, anche in Italia (vedi il Global Mental Health Summit 2022). 

A Davos hanno già pronte le armi per combattere i problemi e vivere in un mondo migliore: farina di insetti, così il clima ne beneficerà e l’uomo non si sentirà in colpa di vivere e inquinare, chip nel cervello, così a comando potremmo sorridere e continuare a produrre, vita nel Metaverso così sogneremo di vivere in una villa mangiando caviale al posto di cavallette, gravidanze nell’incubatrice, se proprio andranno fatti i bambini; eutanasia a go go, così smetteremo di soffrire e pesare sul prossimo. 

Dei rapporti umani non ne parliamo, saranno inutili perché tutto sarà digitale. 

Anche il sesso sarà solo un mero esercizio fisico da declinare in base ai gusti o alla mania del momento, magari imparando l’abbecedario a memoria. E guai a dissentire. 

Forse si inventeranno anche il soma (vedere Huxley per capire), magari da iniettare come un vaccino.

Adesso abbiamo capito il perché di tanto interesse per la nostra salute mentale: stanno apparecchiando per noi un mondo di pazzi. D’altronde come disse Sant’Antonio Abate: “Verrà un tempo in cui gli uomini impazziranno, ed al vedere uno che non sia pazzo, gli si avventeranno contro dicendo: – Tu sei pazzo! A motivo della sua dissomiglianza da loro.” Prepariamoci.

Gloria Callarelli

In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

Foto: Edgar Degas “L’assenzio”

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