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Premio Nobel: Domani la scelta

da | Ott 6, 2022 | Attualità

Da giorni c’è molta attesa per la comunicazione del vincitore 2022 del Nobel per la Pace istituito da Alfred Nobel nel 1895, l’inventore della dinamite.

Saranno le 11:00 domattina, ora locale di Oslo, quando conosceremo su chi è ricaduta la scelta del vincitore selezionato dal Comitato norvegese per il Nobel, composto da cinque persone, nominate dal parlamento norvegese.

Secondo i rumors di queste ore, la scelta si starebbe concentrando se dare un Nobel al clima e in questo caso il nome sarebbe quello di Greta Thunberg oppure, guardare alla situazione del conflitto in Ucraina.

I bookmaker puntano sul presidente ucraino Volodymyr Zelensky che, oltre le dichiarazioni di non voler trattare per la pace, in questi giorni ha dichiarato di voler eliminare uno ad uno i russi.

Certo che dare il Nobel ad uno che fa questo tipo di esternazioni, parrebbe nulla abbia a che vedere con la pace e tanto meno con il premio.

Ma sulla scelta potrebbe influire anche l’estate rovente che abbiamo appena passato e dal cilindro dell’elenco non può che spuntare in nome di Greta, l’icona attivista svedese, in prima linea dall’agosto 2018, mettendo in atto quel che è stato ribattezzato lo: “sciopero scolastico per il clima”.

Alcuni analisti internazionali hanno provato a “ricercare” il patrimonio della piccola diciannovenne svedese e si è scoperto che tra le varie donazioni, fatte da Greta, vi sono 100.000 euro al programma Covax dell’OMS, 150.000 euro alla Croce Rossa e al Movimento Mezzaluna Rossa, Oil Change International e Solar Sister per il loro lavoro a sostegno delle persone in fronte della crisi climatica in Africa.

Ancora non è stato reso pubblico il bilancio della sua fondazione, ma si stima che il patrimonio ammonti al milione di euro, dovuto principalmente “alla sua potente presenza sui social media e al numero di follower”.

Ma ci sono altri candidati che in questo momento sono in attesa come, l’OMS, UNHCR, Sviatlana Tsikhanuskaja la politica dell’opposizione bielorussa che sfidò Alexander Lukashenko alle elezioni presidenziali del 2020 nel Paese.

Vi è anche Alexey Navalny il leader dell’opposizione e attivista anticorruzione russo, incarcerato e emblema chiave nella lotta per le riforme democratiche in Russia.

Un parterre ben nutrito di personalità di rilievo alle quali si aggiungono altre rilevanti persone come Simone Kofè ministro degli esteri di Tuvalu, David Attenborough, 95 anni, conduttore e naturalista britannico, Pratik Sinha e Mohammed Zubair giornalisti cofondatori del sito di verifica dei fatti indiano AltNews.

L’assegnazione del premio va alle persone “che hanno conferito il massimo beneficio all’umanità” e noi “suggeriamo” al Comitato che forse, più che mai come quest’anno, c’è bisogno di dare un premio a Julian Assange per la sua coraggiosa battaglia per la libertà d’espressione e il racconto veritiero dei fatti che, senza forse, più di tutti ce lo sta dimostrando ogni giorno con la sua vita.

Andrea Caldart

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