Se credi nella libera informazione, puoi!

Home » Attualità » Quando il giornalismo dimostra come fare notizia, o meglio, come “confezionarla”

Quando il giornalismo dimostra come fare notizia, o meglio, come “confezionarla”

da | Giu 27, 2022 | Attualità

Qualcuno ha pure il tempo per infierire su di una categoria che, oggi come oggi, nella maggior parte dei casi, è una “finta partita” iva sostituto d’imposta per lo stato con oneri che non dovrebbero competergli e rischi anche fisici personali. 

Davvero difficile capire come una marea di insulti che dimostrano solo la totale non conoscenza del settore, possano essere autorizzati e liberamente espressi contro la categoria dei gestori carburanti.

Vale la pena leggere la risposta di un Gestore di Verona, Giuliano Tuppini, che spiega la realtà in cui la sua impresa, e di sicuro quelle di tanti altri suoi colleghi, vivono per sopravvivere, quotidianamente.  

Gentilissima Giuditta, Buongiorno

Mi chiamo Giuliano Tuppini e sono di Verona.

Il motivo per cui le scrivo è l’articolo sul caro benzina e sui distributori di carburante pubblicato su IL GIORNALE.IT da lei firmato, che ho letto con molta attenzione.

Ho cercato allora informazioni sulla scrittrice finendo qui nel suo sito personale. 

Ho letto così altri articoli scritti da lei notando, pur non essendo uno specialista, una certa competenza poi, sono rimasto colpito da una frase che lei riporta sul suo sito un po’ il suo modus operandi: “per raccontare storie, per capire in modo trasparente. Per offrire ai lettori la possibilità di sviluppare le proprie opinioni in modo autonomo.”

Mi perdoni ma allora qui c’è qualcosa che non quadra!

L’articolo sul caro carburanti è quanto di più fazioso sia possibile scrivere.

Non so chi le ha fornito le informazioni per scriverlo, forse un petroliere in pensione un po’ rintronato, di sicuro non un gestore.

Magari queste convinzioni sono date da una sua esperienza personale, ma non si può trattare così un’intera categoria di professionisti.

Dimenticavo, categoria di professionisti della quale faccio parte da 42 anni. Sono infatti un gestore di un impianto di carburanti e secondo il Suo pensiero, personaggio dal quale stare alla larga.

Prima che lei prema il tasto “DELETE” e mi cancelli mi pregio, visto la mia età anagrafica e quella di servizio, di farle alcuni appunti: Già il titolo mette la pelle d’oca. 

Titolo usato anche da altri quotidiani ultimamente, forse per cercare il capro espiatorio fra la massa che lavora e non fra le grandi multinazionali del petrolio intoccabili e innominabili più di un dogma religioso, qui non incolpo Lei, i titoli di solito sono in mano ai direttori.

Provi ad immaginare la reazione del lettore medio e non preparato al quale viene offerto di: “sviluppare le proprie opinioni in modo autonomo.”  In questo caso intera categoria apparirà composta da personaggi pronti solo a fregare il prossimo, difficile sarà così trovare il proprio “benzinaio di fiducia”.

È vero quanto scritto che molti distributori sono stati sanzionati ma le sanzioni sono più che altro di carattere burocratico/amministrativo che niente ledono o arrecano danno al cliente.

Noi gestori abbiamo talmente tanti balzelli e incombenze che prenderci in fallo non ci vuole niente.

Veniamo quindi ad alcune spiegazioni: Lei dice che certi distributori non trasmettono il costo del carburante al MiSE.

Anche qui si tratta di un balzello tipicamente italiano, la comunicazione va effettuata ad ogni variazione del prezzo di vendita, prezzo che ci viene comunicato dalla società di appartenenza, se questo non cambia, ogni sette giorni e le confesso che non farla è più da pirla che da furbetti, la sanzione per non averla inviata è di 500 (cinquecento) euro e le forze di controllo possono tornare indietro anche di sei mesi sommandone ogni mancato invio.

E questo non nuoce al cliente ma di sicuro nuoce a noi!

Eccoci al fantomatico bollino verde.

È un bollino apposto da quello che viene definito UFFICIALE METRICO. Costui, una volta ogni due anni arriva nel distributore e, dopo numerose prove, controlla e certifica che il litro erogato dalla pompa sia effettivamente “UN LITRO” nel caso contrario la pompa viene sequestrata e sigillata fino alla sua riparazione.

Anche qui la vedo dura non effettuare i controlli metrici le sanzioni in questo caso sono stratosferiche, si può arrivare anche alla chiusura di un impianto. Cosa che in tanti anni di servizio non ho mai sentito accadere, perlomeno nella mia città.

Quindi dire che se l’adesivo è sbiadito oppure non c’è, è una informazione più che errata. Se il verde è un po’ sbiadito forse è colpa del sole, che come lei ben sa fa sbiadire anche le tende sui balconi di casa.

Qui il lettore va ancora più in crisi e comincia ad “elaborare le proprie opinioni in modo autonomo.”

Veniamo ora ai 15 GRADI! 

Forse non ci crederà ma sono più di vent’anni che noi ci battiamo perché il carburante ci venga consegnato a quella temperatura.

Siamo noi a subire il danno e non il cliente. 

Siamo noi che riceviamo mille litri di benzina per poi in cisterna trovarne 900. 

Siamo noi che per farci rimborsare “il maltolto” dobbiamo compilare carte su carte per poi, se tutto va bene, ricevere dopo un anno e forse più, una somma insindacabile decisa dalla società petrolifera che spesso e volentieri non copre tutte le perdite.

Il carburante arriva a trenta gradi e finisce in una cisterna che è sempre all’incirca a 10 gradi il prodotto si stressa e rimane però a quella temperatura; quindi, all’automobilista non serve alzarsi al cantare del gallo per fare rifornimento a lui i litri non mancheranno mai.

A meno che le cisterne non siano posizionate vicino alle solfatare o alle terme di Saturnia, ma personalmente la vedo poco possibile.

Infine: last but not least.

Mi sono tenuto per ultimi altri suoi “meravigliosi consigli”.

Il sistema empirico per scoprire se il benzinaio ti frega è il massimo. 

Fai trenta euro tre volte di seguito e se vedi che fai meno Km cambia benzinaio.

Bello come metodo! Ricorda alcuni miei clienti che dicevano: Lascia pure che la benzina aumenti e io metto sempre 10 euro! Fantastico! Ora sono da me tutti i giorni.

Lei pensi che nelle ultime due settimane il prezzo dei carburanti è aumentato sette volte quindi la quantità di prodotto immessa nel serbatoio al rifornimento successivo sarà minore. 

L’avventore attento ai suoi consigli e: “pronto ad elaborare le proprie opinioni in modo autonomo.” Trarrà la conclusione che, quello che prima era il suo benzinaio di fiducia, in realtà è uno dei quaranta sodali di Alibabà. 

Non parliamo poi di stare attenti a non consegnare bancomat e carte di credito. E di scendere sempre dall’auto. 

Di controllare l’olio a casa e magari poi metterlo alla prova per vedere se dice la verità? 

Di esaminare ogni movimento strano del benzinaio. 

Di osservare se si soffia il naso tre volte o se vi parla del tempo e del caldo bestiale che sta facendo in questi giorni.

Potrebbe essere un sistema per distogliere la vostra attenzione e magari passare furtivamente il proprio numero di cellulare alla vostra compagna. Non le sembra un po’ eccessivo?

Infine, prima di salutarla vorrei farle presente che ogni mattina tra le cinque e mezza e le sei, circa 45.000 benzinai si alzano dal letto e vanno ad aprire la propria attività. 

Non per truffare il poco avveduto avventore, ma per svolgere il proprio onesto lavoro. 

Per dieci/dodici ore siamo sul piazzale, che nevichi, piova o che faccia quaranta gradi come oggi. Sempre con il sorriso e sempre pronti a dare una mano e anche consigli il più delle volte non pagati.

Provi a pensare che quando lei si sposta dalla sua città per un posto nuovo la prima cosa che si cerca è il benzinaio. Dové quella strada? Mi indica un ristorante? La macchina non va più. Mi sono perso. Ecc. ecc. 

Scriva che non siamo la categoria che vuol fregare ad ogni costo. 

Scriva che siamo l’oasi nel deserto o l’isoletta in mezzo all’oceano.

Scriva che i benzinai durante il l’emergenza Covid sono rimasti sempre sul piazzale spesso non vendendo nulla e rischiando anche la propria salute.

In sette benzinai fra il Veneto e la Lombardia ci hanno rimesso la pelle per il Covid.

Non si può generalizzare e sputtanare un’intera categoria per qualche mela marcia!

Mele marce che possiamo trovare dappertutto: fra le forze dell’ordine, i preti, i medici e perché no! Anche fra i giornalisti.

Concludendo la invito a recarsi presso un benzinaio vicino e rimanere con lui una mezza giornata per poter così “elaborare le proprie opinioni in modo autonomo.”

Un saluto

Giuliano Tuppini

Gestore in Verona

Contenuti correlati

Condividi

Condivi questo Articolo!