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Tutti P(D)azzi per il rave party

da | Nov 6, 2022 | Attualità

Sembrava scontato e invece il parlamento si oppone anche sul contrasto all’illegalità, alle adunanze irregolari, dove la droga scorre a fiumi e fuori da ogni controllo.

I Rave Party potrebbero diventare dei modelli d’aggregazione sociale? Per il Comunista Ferrero sono assimilabili al raduno degli Alpini.

Paolo Ferrero

Il provvedimento “Meloni” contro i Rave Party è una limitazione della libertà.

Così almeno lo vedono i “sinistri” che però non hanno osservato le limitazioni delle libertà, accompagnate dalla mortificazione delle persone e delle loro dignità quando, da “eroi” fronteggiarono i primi 60 giorni di pandemia senza le protezioni necessarie (circa 400 tra medici e sanitari in genere deceduti), ma poi sospesi senza stipendio perché, assaliti da legittimi dubbi, avevano rifiutato l’inoculazione di un prodotto sperimentale di dubbia efficacia, come ha ben evidenziato anche Monsignor Carlo Maria Viganò.

Quelle libertà non erano difendibili, mentre le sono queste che di legale non hanno nulla?

Dopo il dispositivo del Governo, tante sono le richieste di esponenti dem (? Ognuno aggiunga la desinenza prediletta “ocratici” o “enti”) e affini, a partire dalle due capogruppo Deborah Serracchiani e Simona Malpezzi, di ritirare la norma.

Salvini ha replicato che «indietro non si torna» e che “le leggi finalmente si rispettano”.

Una norma talmente generica e a maglie così larghe che potrà trovare applicazione nei casi più disparati e con grande discrezionalità: una legge dal sapore putiniano», sottolinea Riccardo Magi. Sulla stessa lunghezza d’onda Angelo Bonelli. “Quella approvata dal governo Meloni è una norma che ricorda la Russia di Putin”, spiega il deputato, dove è ormai “quasi impossibile esercitare il diritto di protesta pacifica”.

L’apoteosi però si è raggiunta con le dichiarazioni dell’ex segretario del Partito Comunista Paolo Ferrero che è riuscito persino a assimilare il Rave Party alle adunate degli Alpini.

Si può disprezzare l’esercito ma arrivare a un tale punto di odio non è plausibile, soprattutto da parte di un rappresentante del popolo.

Alpini morirono per difendere la nostra Patria o per le bizze di Governanti dell’epoca, si impegnarono su fronti esteri, per “missioni di Pace” come altre armi italiche, e sempre onorarono il tricolore.

Associarli a gruppi di irresponsabili scalmanati e drogati è cosa veramente schifosa.

Gli Alpini quando fanno una manifestazione, intanto, hanno tutte le autorizzazioni necessarie e lo fanno nel rispetto totale delle regole e in accordo con le amministrazioni e le forze dell’ordine. Chi fa paragoni del genere, quanto meno dovrebbe informarsi prima”. Sebastiano Favero, presidente di Ana Associazione nazionale Alpini, commenta così all’Adnkronos la dichiarazione dell’ex segretario del Partito Comunista Paolo Ferrero a Zona Bianca che ha paragonato il rave in corso a Modena ‘a qualsiasi festa degli Alpini’. “Paragonare agli alpini per quello che fanno, per il volontariato – conclude Favero – è veramente qualcosa di inaccettabile”.

Quello del Governo Meloni è stato un atto dimostrativo. Una volontà di segnalare che un giro di vite alla legalità occorre darla. E’, peraltro, quello che la maggior parte del popolo pretende, stanco di osservare, furbetti e delinquenti farla franca, mentre i più ligi non vengono mai perdonati per gli errori che invece devono pagare salati; capirai se invece di banali errori fossero reali e volontarie negligenze.

E’ fuori dubbio che a Modena si sarebbe ottenuto il medesimo risultato applicando con determinazione ferrea le norme già esistenti, ma il rafforzativo introdotto, che peraltro potrà essere corretto in Parlamento, è il segnale di un cambiamento fortemente auspicato dalla maggioranza degli italiani.

Un plauso alle forze dell’ordine modenesi che hanno avuto la professionalità di intervenire in modo ineccepibile.

Un ringraziamento è giunto anche dalla CISL: «Ora dialoghiamo con i giovani». Plauso della Cisl a prefetto, questore, sindaco e forze dell’ordine per la gestione della vicenda relativa al rave party non autorizzato che si è tenuto nei pressi dell’uscita autostradale di Modena Nord.

“La collaborazione e il senso di responsabilità di tutti i soggetti istituzionali preposti, che ringraziamo per il lavoro svolto, hanno consentito di risolvere positivamente una questione complicata anche dal numero delle persone coinvolte – ha dichiarato la segretaria generale della Cisl Emilia Centrale Rosamaria Papaleo – Premesso che l’illegalità va sempre contrastata, ora dobbiamo dialogare con i giovani che partecipano a questi eventi per conoscere meglio il loro punto di vista e incanalare il loro desidero di libertà verso forme più rispettose delle norme e dell’intera comunità”.

Visto che l’operazione era complessa e si è conclusa con un successo totale, è opportuno rammentare anche le parole della Questore di Modena Burdese: “una prova importante affrontata e superata insieme.”     

Terminata la fase operativa in via Marino, quando i presidi di prevenzione in area sono ancora in atto ed abbiamo appena avviato gli sviluppi investigativi e amministrativi che ci impegneranno in Questura per settimane e mesi, ho sentito il dovere di rivolgere ai colleghi della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco e della Polizia Locale il massimo apprezzamento per la professionalità che sono stati capaci di dimostrare in questi giorni, in una progressione di servizi che, senza soluzione di continuità, a partire dalle 22.30 circa di sabato sera, ha visto la massima espressione nella giornata di lunedì.

Dirigenti, funzionari, operatori della Polizia di Stato di ogni ordine e grado hanno assicurato, con uno sforzo operativo straordinario, la continuità dei servizi, estendendo turni, interrompendo vacanze, giungendo da sedi lontane, esprimendo una generosità professionale che ha fatto la differenza.

Alla professionalità specifica di quei dirigenti va il merito di aver assicurato, da una struttura in parte pericolante, l’evacuazione ordinanta e fluida di migliaia di raver – agendo sui soli varchi dichiarati sicuri -, di aver tutelato l’incolumità pubblica  prevenendo reazioni scomposte, movimenti anomali o pericolosi ammassamenti sulle laterali, di averlo fatto  puntando su dialogo, mediazione, responsabilizzazione degli interlocutori, ma anche su progressive ed efficaci  manovre tecniche di reparto.

Determinante l’attività informativa e di polizia giudiziaria; prova di assoluto equilibrio, umanità e mestiere quella dei dirigenti del servizio; delicato il ruolo di supervisore del Vicario del Questore, garante della corretta attuazione dell’ordinanza di servizio, atto in cui viene declinata la responsabilità tecnica di ordine e sicurezza pubblica del Questore – Autorità provinciale di PS.

Un grande lavoro di Squadra, che ci ha visto operare fianco a fianco sul campo, nel massimo coordinamento, in attuazione di indirizzi chiari, formulati in sede di Comitato Provinciale Ordine e sicurezza pubblica sin da domenica mattina; di obiettivi, strategie e catene di comando lineari, condivise la sera stessa nel Tavolo tecnico del Questore.

Grazie allora Prefetto Camporota per averci accompagnato in un percorso non facile, Procuratore Masini per l’indirizzo e coordinamento della polizia giudiziaria, risolutivi, Sindaco Muzzarelli per l’importante supporto ed ascolto della Città, Comandante  Provinciale dei Carabinieri Caterino, per la costante presenza sul campo e concorso, sig. Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, sig. Comandante della Polizia locale, 118 e, proprio per  le peculiari criticità strutturali emerse, sig Comandante Provinciale dei Vigili del fuoco.

Tutto ciò è stato reso possibile grazie all’attenzione costante riservata all’evento modenese dal Dipartimento della Pubblica sicurezza, sin dal suo avvio, ed alle straordinarie e qualificate risorse poste a disposizione in tempo reale, che ci hanno consentito di raggiungere serenamente non solo l’obiettivo dell’interruzione in sicurezza del rave di Modena nord, bensì quello di prevenire eventuali riposizionamenti di gruppi in altre località o province nelle ore e giorni successivi.

Si è così chiusa un’azione di polizia assolutamente trasparente, ampiamente ripresa dagli organi di informazione, a garanzia di tutti”.

In Conclusione.

Se è questa l’opposizione dura e pura al Governo Meloni, c’è poco da sperare in un contributo di intelligenza aggiuntivo al governo del Paese.

Lamberto Colla Direttore

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