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Cina: Braccialetto elettronico ai pazienti Covid è legge e da noi? Qualcuno lo usa

da | Lug 18, 2022 | Costume e società

Pensate ai vari Ricciardi, Locatelli, Rezza, Galli, Burioni, Brusaferro se anche da noi potessero applicare tale norma, la loro esaltazione orgasmica, sarebbe all’ennesima potenza, più o meno come quella del libro-delirio di Speranza.

E invece la notizia è che anche da noi questo sistema è entrato in vigore precisamente, l’8 febbraio 2021 e, l’iniziativa, è partita all’ospedale Cotugno di Napoli che ha coinvolto i primi 100 pazienti. “Siamo la prima Azienda ospedaliera in Italia a adottare questo dispositivo – dice Antonio Corcione, direttore della Terapia Intensiva – ci consentirà di monitorare la saturazione, la frequenza respiratoria e altri parametri che vengono trasmessi su una piattaforma controllata 24 ore su 24 dal personale sanitario”.

Tutti assicurano che non c’è divulgazione dei dati personali, e noi, pur credendogli, non possiamo non constatare, che da remoto, si può abilitare o disabilitare la libera circolazione fisica di un individuo.

Il mese scorso, come parte del nuovo gabinetto del capo dell’esecutivo John Lee, ha affermato che, da lunedì 17 luglio, il governo di Hong Kong “raccomanda” di implementare in parte, il codice sanitario adottato nella Cina continentale, che impedisce ai pazienti COVID di visitare luoghi pubblici, e richiede la quarantena obbligatoria per i visitatori stranieri, ha riferito AFP.

Praticamente dal 17 luglio, Hong Kong imporrà, a tutti i pazienti COVID-19 in quarantena domiciliare, di indossare un braccialetto elettronico per impedire loro di lasciare le loro case e i cittadini saranno “seguiti” da un sistema a semaforo, implementato nell’app “Leave Home Safe” introdotta lo scorso anno negli spazi pubblici. 

Potranno accedere a luoghi pubblici se il Qr sul proprio account è verde.

“Le persone con codici rossi e gialli non saranno ammesse in luoghi “ad alto rischio” come ospedali e strutture di assistenza agli anziani e, non potranno svolgere attività ad alto rischio, incluso togliersi le mascherine”, precisa il Guardian.

L’annuncio l’ha fatto il nuovo ministro della salute della città Lo Chung-Mau lunedì, ma in realtà, il braccialetto elettronico per i positivi non è una novità.

Infatti, è un metodo per tracciare, controllare e bloccare un soggetto che ha fatto la sua comparsa già nel marzo 2020 in quanto all’epoca, ne avevano oltre 60.000.

Anche nella super avanzatissima Corea del Sud questo strumento coercitivo e limitativo delle libertà individuali altrui è stato adottato realizzando una rete di sorveglianza che comprime completamente la privacy di un individuo.

Difficile coniugare la soluzione “tecnologica magica” che qualche governo, iniziando dal nostro, sta tentando di introdurre con documenti certificati personali in un App, ma la deriva in questo caso, si tecnologica, andrà a sbattere contro il muro corazzato di cemento armato che sono le norme sulla violazione delle libertà personali, ammesso le si rispetti e non vengano cambiate per qualche convenienza.

Anche perché in mezzo mondo, sono già insorte le associazioni dei diritti umani, con le loro proteste.

Siamo arrivati alla resa dei “tonti” che, dopo tre dosi si ammalano ancora e, si chiedono anche il perché, ma la pericolosità della deriva totalitarista di questo governo non votato dagli italiani, continua il suo percorso, macinando chi offre uno spunto contrario di visione, per il solo fatto di farsi domande.

L’Italia quindi, il paese-laboratorio, valletto degli Usa, continua la sua propaganda, modificando i termini; oggi non più green pass, ma portafoglio digitale, dove, esattamente come un braccialetto elettronico, sarai sorvegliato e comandato a vista, con una certificazione di cui non controllerai più la scadenza, perché non sarai più libero, restando escluso fino a quando accetterai quel reset che ti regalerà, l’aria per respirare, diversamente, non esisti.

Andrea Caldart

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