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Come facevano sesso gli antichi?

da | Ago 20, 2022 | Costume e società

La sessualità è sempre stata oggetto di prescrizioni e moralismi.

Chi e com’è lecito amare muta a seconda delle epoche. Ma quali erano i tabù sessuali e i pregiudizi nel mondo antico? 

L’omosessualità non era peccato.  È celebre l’amore dell’’imperatore Adriano nei confronti di Antinoo e lo stesso Cesare era noto non soltanto per il suo libertinaggio ma per essere stato “il marito di tutte le mogli, la moglie di tutti i mariti”.

Sebbene concetti come omosessualità e bisessualità fossero sconosciuti nel mondo antico, vi era un vero e proprio galateo che doveva regolare i rapporti tra uomini.

Il cittadino romano doveva avere sempre un ruolo dominante nel rapporto sessuale.

Il sesso orale infatti era visto come una forma di sottomissione e controllo, proprio come il baciamano, una pratica importata dall’Oriente. 

Del piacere femminile non si parlava troppo. Ovidio fu il primo a parlare esplicitamente dell’orgasmo femminile e a dare importanza alla donna nel rapporto amoroso che non doveva godere ella stessa.

Nella sua ars amatoria ammoniva l’amante troppo impetuoso, esortandolo a “non ammainare le vele”, ma ad attendere che anche ella fosse pronta. «Guadagnatela insieme quella meta: solo allora quando ugualmente vinti giacciono la donna e l’uomo, pieno è il piacere»

Tuttavia, fingere l’orgasmo al fine di compiacere il proprio amante, è un’abitudine vecchia di millenni. 

Ovidio senza mezzi termini esortava le sue lettrici: “Fingi gioia con parola bugiarda, offri credibilità col movimento e con gli occhi: mostrino il piacere sia le parole sia il respiro affannoso”. Anche le donne romane, quindi, fingevano a letto!

Non si fa cenno invece nell’ars amatoria alla masturbazione, anche se era un’attività che non era sconosciuta nel mondo antico.

In verità, e forse i più pudichi resteranno sorpresi, non è stata la ruota uno dei primi oggetti a essere inventati dall’uomo ma un giocattolo sessuale.

Ebbene sì, l’invenzione della ruota risale al 3500 anni a.C, mentre il primo oggetto di forma fallica utilizzato a scopo ludico si ritiene possa essere circa nove volte più vecchio. I giocattoli sessuali erano molti diffusi anche nell’Antica Grecia. 

Le donne greche non erano “caste” come si crede, ma erano solite intrattenersi con l’olisbos (in greco olisbein significa “scivolare dentro”).

Galeno di Pergamo consigliava la masturbazione agli uomini per regolare la produzione dei liquidi corporei e alle donne per risolvere i disturbi nervosi.

Gli Stoici invece esaltavano l’eros fai-da-te quale espressione di autosufficienza.

I giocattoli erotici ad ogni modo offrivano libero sfogo al voyeurismo maschile. Una consuetudine diffusa tra gli antichi romani che amavano vedersi durante l’atto sessuale. 

I romani erano infatti un popolo di guardoni.

Si racconta che il poeta latino Orazio si fosse fatto costruire per questa ragione una camera da letto ricoperta di specchi. Nei lupanari le stanze non avevano porte ma delle semplici tende e nelle pareti vi erano delle piccole fessure, create all’uopo per consentire ai curiosi di spiare gli amanti.

I ricchi addirittura avevano uno schiavo particolare, il cubicularius (da cubicola, la stanza da letto dei romani) che aveva il compito di assistere il suo padrone anche durante i momenti più privati della vita di coppia. 

La nudità femminile al contrario nell’Antica Roma non era tanto diffusa. Le donne durante il rapporto non si toglievano il reggiseno (strophium), al fine di accrescere il desiderio e di stimolare la fantasia.

Al contrario gli spettacoli erotici riscuotevano un grande successo e raggiunsero il loro apice sotto l’impero di Nerone. E durante i banchetti e i convivi non era insolito assistere a danze conturbanti di ballerini e a spettacoli erotici ispirati a scene mitologiche.

Infine, il Kamasutra non è stato una prerogativa indiana. Anche nel mondo greco romano esistevano dei veri e propri manuali erotici, che descrivevano le varie posizioni da adottare durante un rapporto sessuale.

Tra le posizioni più apprezzate vi era quella della “leonessa” e la “Venus Pendula” con la donna che cavalca l’uomo o seduta a gambe divaricate sopra di lui. 

In definitiva il sesso ha sempre avuto, anche nel mondo antico, convenzioni e contraddizioni, se i greci e i romani avevano sotto certi aspetti una mentalità più aperta, avevano anche loro una “morale del sesso”, atteggiamenti e pratiche proibite e non.

Una sessualità finalmente libera da condizionamenti e pregiudizi ancora oggi è una meta da raggiungere.

G. Middei

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