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Dire la verità è pericoloso?

da | Giu 24, 2022 | Costume e società

Dire la verità pericoloso lo è sempre stato, ma oggi è diventato anche un crimine. Un reato. 

Questo è ciò che accade nel democratico, liberale Occidente, l’Occidente che lotta contro la dittatura, che difende la giustizia e si batte per la libertà di stampa e di parola. 

A parole almeno. È questa la storia di Julian Assange, il giornalista che si è messo contro un’intera nazione, la più forte, la più potente di tutte, e che adesso rischia di essere estradato negli Stati Uniti e di essere condannato a 150 anni di carcere. Una condanna a morte in parole povere. La sua colpa? Aver detto la verità. 

Oggi si parla tanto di crimini di guerra e di massacri contro i civili indifesi, certo sono mostri coloro che compiono tali azioni, assassini, ma alle volte gli assassini possono anche essere giustificati o perdonati se indossano la divisa del giusto colore. 

Assange non ci ha parlato della guerra in Ucraina ma di un’altra guerra, quella in Iraq, quella in Afghanistan. 

Ha reso di pubblico dominio i segreti di certe “operazioni militari speciali”, del resto oggi nessuno che fa la guerra vuole più chiamarla guerra

Di cosa parlavano questi documenti? Di elicotteri statunitensi e di soldati chiamati alle armi per esportare e difendere la pace nel mondo, che sparavano contro civili e giornalisti indifesi. 

Non fu la prima volta che accaddero cose simili. Qualcuno di voi ricorda lo scandalo di Abu Ghraib? Torture, stupri, violenze e omicidi furono commessi dai soldati americani contro i prigionieri di guerra iracheni, ma oggi non è troppo opportuno ricordarlo. E neanche Julian Assange con la sua sete di verità fu opportuno. 

Julian Assange non seppe stare al proprio posto, e questo fu imperdonabile agli occhi di quei burocrati, di quei generali, di quei servizi segreti che chiedono innanzitutto che i loro sottoposti sappiano obbedire. 

L’obbedienza è una virtù, l’obbedienza viene prima della ragione, della coscienza. 

Nel corso del processo di Norimberga cosa dissero, come tentarono di difendersi i funzionari dell’apparato nazista? Non avevamo altra scelta, non potevamo agire diversamente, obbedivano a delle direttive. 

Eccola la banalità del male: l’incapacità di pensare, di sentire, il piegare la propria coscienza alle leggi e alle direttive imposte dall’alto, giuste o sbagliate che siano non fa differenza.

Oggi le cose dovrebbero essere diverse da quei tempi bui ma non sempre lo sono. Dei soldati statunitensi hanno commesso dei crimini di guerra.

Cosa fa allora il governo degli Stati Uniti? Perseguita chi ha rivelato questi orrori. Questo è il crimine commesso da Julian Assange. 

Denunciare i crimini di guerra, difendere i deboli, condannare gli assassini è un reato di cospirazione e spionaggio, questo ha stabilito la corte degli Stati Uniti. 

Tutti gli uomini sono uguali, tutti gli uomini devono rispettare la legge ma quando è lo stato a violare la legge, quando è lo stato a commettere crimini, a uccidere gli innocenti, a opprimere i deboli, o meglio quando a farlo sono i militari, la legge serve per punire colui che ha messo in imbarazzo lo stato davanti al mondo, perché ne ha rivelato il marcio. 

Chi si è fatto avanti per difendere Assange? Il Messico. Il governo del Messico ha detto di essere disposto a concedere asilo politico ad Assange, la liberale Inghilterra invece valuta se estradare Assange negli Stati Uniti.

Non compromettere i delicati rapporti internazionali è più importante del difendere la libertà di stampa e di parola. 

Giudicate voi, che tipo di Occidente sia questo. 

G. Middei

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