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TOGHE: Il Concorso è un grande Flop. Poniz Ex ANM: “Un livello non Adeguato”

da | Giu 1, 2022 | Costume e società

Qual è il panorama futuro per la copertura dei 310 posti in Magistratura se non vi è adeguatezza?

I candidati che si sono presentati alla prova scritta, erano 3.797, ma solo in 220 sono riusciti ad essere ammessi alla fase successiva, ovvero la prova orale.

È uno sconcertante 5,7% del totale e, tutti gli altri? Secondo quanto riferito dalla commissione esaminatrice, avrebbero commesso strafalcioni di diritto e di italiano.

Puntuale, tuona pesantemente l’opinione di Luca Poniz, Sostituto Procuratore a Milano, già Presidente della ANM, l’Associazione Nazionale Magistrati e membro della Commissione del concorso, il quale dice: “Un livello non adeguato dei candidati, aggravato da una grande povertà argomentativa e povertà linguistica, molto spesso temi che ricalcano schemi preconfezionati, senza una grande capacità di ragionamento, una scarsa originalità, poca consequenzialità e in alcuni casi errori marchiani di concetto, di diritto, di grammatica”. 

E conclude con una durissima constatazione: “Trovare candidati del concorso in magistratura che non sanno andare a capo è un problema molto serio, io l’ho imparato in terza elementare”.

Ma Poniz non è l’unico a riconoscere questo fallimento prima degli esami orali; gli fa eco Oliviero Diliberto che dice: “Il disastro al concorso per magistrati inizia con i guai dentro i licei” e prosegue sostenendo: “All’università arrivano ragazzi con lacune formidabili. Elementari, medie e superiori da riformare”.

Dall’altra parte invece si sostiene invece che, questa debacle è da imputare alle modalità inedite, gli scritti svolti a distanza di due anni rispetto al bando del concorso, poi si aggiungono le regole anti Covid che hanno fatto si che non vi fosse un’unica sede, quella della fiera di Roma, ma bensì altre 5 esattamente: Bari, Milano, Rimini, Bologna e Torino ed infine, come previsto dal bando, la realizzazione di elaborati “sintetici”.

Va fatto anche un confronto con le prove degli anni precedenti; infatti, agli scritti del concorso 2018 era risultato idoneo il 9,7%, a quello del 2017 il 18%, a quello del 2016 il 13%, a quello del 2015 il 12,6% e, il numero di candidati che avevano avuto accesso agli orali, era stato vicino o superiore a quello dei posti disponibili.

Una riflessione però va fatta: come mai questo tonfo abissale della cultura della formazione scolastica e accademica? Cosa è mancato alla scuola in questi ultimi 20 anni se oggi siamo in queste condizioni?

Interroghiamoci su come la scuola insegni e educhi, quali percorsi davvero istruisca per formare i cittadini di domani e non facciamo gli struzzi, perché questa Caporetto del concorso, era già un fallimento dell’allora ministro Bonafede nel 2019 quando erano già scoperti 90 posti sui 310 disponibili.

Andrea Caldart

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