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Home Cultura Cultura e società Borghesia spoetizzata 2026

Borghesia spoetizzata 2026

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I borghesi, falsi e cortesi,

spesso di recente ascrizione,

con relativa rimozione,

prodotto complice e standard,

perso ogni decoro,

dell’inedita – storicamente – corsa all’oro

e della società di massa,

in cui è normale

essere immorale

e non sentirsi tale,

in cui sgomita il conformista,

di fatto qualunquista,

per avere soldi, sesso e affetto,

pure nella forma surrogata,

di successo almen mediatico,

di cui si nutre l’Ego,

in ogni caso tossico.

Di Dio nessun rispetto,

se non solo millantato,

con un Gesù  accomodato

e da certo clero avallato.

Facciata rispettabile,

interno discutibile,

grande miopia,

come mamma e come zia,

per la trasmessa abitudine,

sottese avarizia e  libidine,

e non è un caso,

a non guardare oltre il proprio naso,

sotto cui ci sta la puzza,

diabolica sensibilità aguzza,

ma non in camera da letto,

nel lavoro o negli affari.

Con veri amori rari,

e solo per i figli,

che non restano dei gigli,

nello pseudo familiare, ormai, contesto,

in cui Dio non fa più testo.

Vivono così aggrappati

ai vizi e alle passioni,

agli affetti mantenuti,

finché durano,

anche i figli crescono

egoisti e abbandonano.

Famiglia e società è ormai

anche prigione,

con tanti non innocenti tentativi di evasione,

che creano una situazione deteriore,

dacché il vero problema è interiore.

Ognuno ha una malattia portante,

un unico pensiero dominante,

legato a una passione onnipresente

e a una ferita magari ormai latente,

e ha un suo sogno di felicità,

ma esso senza Dio,

vero dell’anima desìo,

mai si realizzerà.

Nel frattempo,

varietà di maschere

e diverse ulcere,

perché i peccati il corpo li patisce,

invecchia, si ammala e  poi finisce,

rimossa, inconscia, ma presente,

la paura della morte,

imprevedibile e  incombente,

genera pure i salutismi vari,

diete, palestre, centri estetici ad orari,

non solo dunque a fini seduttori,

di chi cura tanto l’apparenza,

persa da tempo ogni decenza.

Ma ci sono i soldi accumulati,

che danno sicurezza, potere e la misura borghese universale del valore della persona, – se ce li ha allora è buona –

di parvenus esaltati,

se hanno figli sono calcolati,

ma viziati e scostumati,

pure peggio di chi li generati,

infine c’è la rete dei rapporti sociali interessati.

Son tutti ormai con l’Ego gonfio,

per narcisismo ed incoscienza tronfio,

coltivando i propri vizi privati,

ideologicamente giustificati,

ma nascosti e pur negati,

(altre volte invece sbandierati)

e le pubbliche virtù,

d’ipocriti omologati.

Si fanno infatti pure paladini,

e in essa diventano alienati,

brutta copia dei nobili Crociati,

di questa o quella  causa,

che è di nevrosi effetto

e di riabilitazione morale scusa,

fatto di cronaca,

agire politico o sociale,

civile e intellettuale,

in apparenza,

ma animale,

d’Eros e Thanatos,

in sostanza.

Magari pur religiosanti,

ma di fatto non credenti,

perché pure la fede è calcolata, ragionevolmente tot,

secondo materiale convenienza,

e non di più.

Bisognosi in fondo di un affetto,

cui credono pur di aver diritto

e in virtù di quali poi virtù?

Ma si salvano, Gesù?

“La pensano così, ma si sbagliano;

la loro malizia li ha accecati.

Non conoscono i segreti di Dio;

non sperano salario per la santità

né credono alla ricompensa delle anime pure.

Sì, Dio ha creato l’uomo per l’immortalità;

lo fece a immagine della propria natura.

Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo;

e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono”.

(Libro della Sapienza, 2, 21-24)

Di fronte a tanta povertà,

resta solo la Maestà,

con la Sua Misericordia,

che allontana la discordia,

tra il Creatore

e la creatura,

ma essa va invocata

dall’anima pentita e ravveduta,

veramente dispiaciuta

e non più tanto insuperbita.

Ma con chi annuncia Verità,

con affetto e carità,

fanno pur saputi e offesi,

così non ne usciranno illesi.

Perché disgrazie locali e individuali,

attratte dai peccati,

vanno in giro coi lor strali,

mai del tutto abbandonati,

mentre già l’America bombarda – altro che la gaudente estate sarda ! -,

Cina e Russia progettano il futuro,

e il mondo crolla intorno,

ma il borghese tiene duro

e continua senza scorno,

vacanze e ristorante,

carriera e vita aitante,

convinto che la guerra,

o una pletora di guai,

resterà in lontana terra,

e non tocchin pure a lui,

che ha l’acuta vista

del tacchino induttivista,

nonché ignaro intenzionale

d’inviti e moniti del Cielo –

con grandissima pazienza –

a preghiera e penitenza.

Quando inver potrebbe dire:

“Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore”.

(San Paolo ai Romani, cap. 7, 24-25)

Marco Santoro – 2° classificato a concorso Professore/ricercatore di Pedagogia generale e sociale c/o Università dell’Aquila 2002.

Già Cultore di Storia della Pedagogia e Pedagogia sociale c/o Università di Cassino

In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

Foto copertina: immagine generata dall’AI

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