I borghesi, falsi e cortesi,
spesso di recente ascrizione,
con relativa rimozione,
prodotto complice e standard,
perso ogni decoro,
dell’inedita – storicamente – corsa all’oro
e della società di massa,
in cui è normale
essere immorale
e non sentirsi tale,
in cui sgomita il conformista,
di fatto qualunquista,
per avere soldi, sesso e affetto,
pure nella forma surrogata,
di successo almen mediatico,
di cui si nutre l’Ego,
in ogni caso tossico.
Di Dio nessun rispetto,
se non solo millantato,
con un Gesù accomodato
e da certo clero avallato.
Facciata rispettabile,
interno discutibile,
grande miopia,
come mamma e come zia,
per la trasmessa abitudine,
sottese avarizia e libidine,
e non è un caso,
a non guardare oltre il proprio naso,
sotto cui ci sta la puzza,
diabolica sensibilità aguzza,
ma non in camera da letto,
nel lavoro o negli affari.
Con veri amori rari,
e solo per i figli,
che non restano dei gigli,
nello pseudo familiare, ormai, contesto,
in cui Dio non fa più testo.
Vivono così aggrappati
ai vizi e alle passioni,
agli affetti mantenuti,
finché durano,
anche i figli crescono
egoisti e abbandonano.
Famiglia e società è ormai
anche prigione,
con tanti non innocenti tentativi di evasione,
che creano una situazione deteriore,
dacché il vero problema è interiore.
Ognuno ha una malattia portante,
un unico pensiero dominante,
legato a una passione onnipresente
e a una ferita magari ormai latente,
e ha un suo sogno di felicità,
ma esso senza Dio,
vero dell’anima desìo,
mai si realizzerà.
Nel frattempo,
varietà di maschere
e diverse ulcere,
perché i peccati il corpo li patisce,
invecchia, si ammala e poi finisce,
rimossa, inconscia, ma presente,
la paura della morte,
imprevedibile e incombente,
genera pure i salutismi vari,
diete, palestre, centri estetici ad orari,
non solo dunque a fini seduttori,
di chi cura tanto l’apparenza,
persa da tempo ogni decenza.
Ma ci sono i soldi accumulati,
che danno sicurezza, potere e la misura borghese universale del valore della persona, – se ce li ha allora è buona –
di parvenus esaltati,
se hanno figli sono calcolati,
ma viziati e scostumati,
pure peggio di chi li generati,
infine c’è la rete dei rapporti sociali interessati.
Son tutti ormai con l’Ego gonfio,
per narcisismo ed incoscienza tronfio,
coltivando i propri vizi privati,
ideologicamente giustificati,
ma nascosti e pur negati,
(altre volte invece sbandierati)
e le pubbliche virtù,
d’ipocriti omologati.
Si fanno infatti pure paladini,
e in essa diventano alienati,
brutta copia dei nobili Crociati,
di questa o quella causa,
che è di nevrosi effetto
e di riabilitazione morale scusa,
fatto di cronaca,
agire politico o sociale,
civile e intellettuale,
in apparenza,
ma animale,
d’Eros e Thanatos,
in sostanza.
Magari pur religiosanti,
ma di fatto non credenti,
perché pure la fede è calcolata, ragionevolmente tot,
secondo materiale convenienza,
e non di più.
Bisognosi in fondo di un affetto,
cui credono pur di aver diritto
e in virtù di quali poi virtù?
Ma si salvano, Gesù?
“La pensano così, ma si sbagliano;
la loro malizia li ha accecati.
Non conoscono i segreti di Dio;
non sperano salario per la santità
né credono alla ricompensa delle anime pure.
Sì, Dio ha creato l’uomo per l’immortalità;
lo fece a immagine della propria natura.
Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo;
e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono”.
(Libro della Sapienza, 2, 21-24)
Di fronte a tanta povertà,
resta solo la Maestà,
con la Sua Misericordia,
che allontana la discordia,
tra il Creatore
e la creatura,
ma essa va invocata
dall’anima pentita e ravveduta,
veramente dispiaciuta
e non più tanto insuperbita.
Ma con chi annuncia Verità,
con affetto e carità,
fanno pur saputi e offesi,
così non ne usciranno illesi.
Perché disgrazie locali e individuali,
attratte dai peccati,
vanno in giro coi lor strali,
mai del tutto abbandonati,
mentre già l’America bombarda – altro che la gaudente estate sarda ! -,
Cina e Russia progettano il futuro,
e il mondo crolla intorno,
ma il borghese tiene duro
e continua senza scorno,
vacanze e ristorante,
carriera e vita aitante,
convinto che la guerra,
o una pletora di guai,
resterà in lontana terra,
e non tocchin pure a lui,
che ha l’acuta vista
del tacchino induttivista,
nonché ignaro intenzionale
d’inviti e moniti del Cielo –
con grandissima pazienza –
a preghiera e penitenza.
Quando inver potrebbe dire:
“Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore”.
(San Paolo ai Romani, cap. 7, 24-25)
Marco Santoro – 2° classificato a concorso Professore/ricercatore di Pedagogia generale e sociale c/o Università dell’Aquila 2002.
Già Cultore di Storia della Pedagogia e Pedagogia sociale c/o Università di Cassino
In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it
Foto copertina: immagine generata dall’AI

