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Che fare?

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La vita presente, individuale e collettiva, sta diventando sempre più difficile. Mentre sul futuro prossimo gravano fosche previsioni razionali, le profezie inviate da Dio tramite Santi sono proprio tragiche.

Dio ha dimostrato di esistere con 4000 anni di apparizioni e miracoli, prima agli Ebrei e poi ai cristiani, in misura minore presso gli altri popoli.  I Santi, testimoni credibili e protagonisti di miracoli documentati, sono migliaia. Dio ci ama e non per i nostri meriti, è la Sua natura, Dio è amore. Ma Dio è anche Intelligenza e Giustizia infinita, per cui quell’Amore, per le nostre colpe, si ritira. L’uomo resta allora in balìa dei suoi errori, dei suoi peccati, e dei demoni che vogliono distruggerlo.

Che fare?

Dio dice di pregare, innanzitutto con il Rosario. “Proteggetevi con la preghiera” ha detto la Madonna a Medjugorje. Dite il Rosario, ha detto la Madonna in tutte le apparizioni ufficialmente riconosciute dalla Chiesa, da Lourdes, nel 1858, a Kibeho (Ruanda), negli anni ’80 del ‘900. 

Il male dilaga nel mondo, nella vita individuale e collettiva. Più che puntare il dito, serve innanzitutto stendere un velo pietoso di preghiere.  

Così “la carità copre tutto” (San Paolo, 1 Cor 13). E pregando si espiano i propri peccati, di cui spesso non si ha coscienza, né della loro gravità, e neanche delle loro conseguenze su Dio e sugli altri. 

Così la carità copre anche i propri peccati, di cui invece amor proprio, superbia, egoismo e orgoglio non vogliono neanche sentir parlare. 

Con la preghiera si ottengono grazie spirituali e materiali, per sé e per gli altri, per il mondo intero. La nostra prima occupazione quotidiana deve essere quindi la preghiera, dice Dio. Poi vengono gli altri doveri, la cura dei propri cari e il lavoro. 

Inseguire e accumulare beni e piaceri materiali fa dannare l’anima propria e altrui. Dio riordina, se preghiamo, la nostra vita progressivamente, fino a portarci alla salvezza eterna in Paradiso, che non è affatto scontata. E la vita passa, non sappiamo mai quanto velocemente. Chi non avanza, anche nella vita spirituale, arretra. 

Camminando con Dio si ha il vero progresso, individuale e collettivo. Il resto è secondario o apparente.

Marco Santoro 

2° classificato a concorso Professore/ricercatore di Pedagogia generale e sociale c/o Università dell’Aquila 2002

Già Cultore di Storia della Pedagogia e Pedagogia sociale c/o Università di Cassino 

Docente di Filosofia e Storia nei Licei

Professore a contratto all’Università di Cassino. Autore di pubblicazioni scientifiche

In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

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