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Discipline olistiche: alla scoperta della pratica cranio sacrale biodinamica

Meno conosciuta tra le discipline olistiche, scopriamo la pratica cranio sacrale biodinamica grazie ad Andrea Ditadi

Il termine olismo e l’aggettivo olistico sono stati introdotti all’inizio del secolo scorso dal filosofo e politico sudafricano Jan Smuts, che ha reinterpretato il concetto di sistema pensandolo non come la somma dei singoli componenti, ma piuttosto come un tutt’uno, per cui è il sistema che influenza le parti che lo costituiscono. La parola “olos” deriva infatti dal greco e indica la totalità o globalità di qualcosa, nello specifico dell’essere umano.

Sono numerose le discipline olistiche che si sono affermate negli ultimi anni: omeopatia, yoga, agopuntura, aromaterapia, ayurveda, fitoterapia, osteopatia, shiatsu e reiki ad esempio, tutte orientate a migliorare l’equilibrio tra corpo e mente e apportare benefici psicofisici alla persona nel suo complesso.

Meno conosciuta è la pratica cranio sacrale biodinamica, una tecnica di massaggio olistico nata dalle intuizioni dell’osteopata William Garner Sutherland che si è evoluta in un trattamento basato sulle capacità di auto guarigione del nostro corpo.

Andrea Ditadi, operatore Cranio Sacrale Biodinamico e istruttore di Mindfulness Psicosomatica, da oltre dieci anni applica questa disciplina, unita a tecniche di meditazione e lavori energetici, orientati ad un’integrazione corpo-mente-cuore.

In cosa consiste il trattamento craniosacrale biodinamico?

“Il cranio sacrale biodinamico è un metodo olistico non manipolativo e non invasivo che si propone di dare supporto alla naturale tendenza dell’organismo all’equilibrio e alla stabilità; è una pratica di intervento che opera sul corpo e sul suo aspetto energetico, risultando quindi efficace non solo per problemi fisici ma anche per quelli emotivi e del comportamento.

Si tratta di un “ascolto” attraverso specifiche prese delle mani delle disfunzioni, delle tensioni e delle contrazioni presenti in tutto il corpo, non solo nel cranio e nella colonna vertebrale.

Il metodo utilizza quindi il tocco delle mani per offrire al cliente la possibilità di accedere direttamente alla sua salute intrinseca e regolarizzare così le funzioni dei diversi sistemi fisiologici, in particolare quello neuro-immuno-endocrino.

La pratica di craniosacrale biodinamico, grazie al suo approccio non invasivo, è quindi consigliata in tutte quelle condizioni di estrema sensibilità e fragilità in cui non è indicato utilizzare tecniche di tipo invasivo o manipolativo”.

Quali sono i principali benefici di questa tecnica?

“Le sessioni di cranio sacrale biodinamico possono essere considerate sia come forma di prevenzione, sia come un modo per restare in contatto con la propria salute in quanto cercano di aprire un “dialogo” tra noi e la nostra naturale forza vitale.

Si tratta di una pratica adatta a tutti – anche a donne in gravidanza e a persone di ogni età, compresi neonati, bambini ed anziani – in quanto l’obiettivo dell’operatore cranio sacrale è di essere il meno intrusivo possibile, sia nella valutazione, sia nel trattamento.

Il cranio sacrale si rivela ottimo nel donare equilibrio e serenità al fisico in condizioni di affaticamento da stress, fatica cronica, dolori al collo, dolori alla schiena, dolori mestruali o muscolari, distorsioni, insonnia, emicranie, reumatismi, sciatica, sinusiti, colpi di frusta e difficoltà digestive.

Gli effetti comunemente riportati dopo una sessione di cranio sacrale biodinamico sono sensazione di pace ed armonia, stato di equilibrio del sistema nervoso autonomo, maggiore chiarezza mentale e un senso di scioglimento degli stati di ansia e di tensione.

Il cranio sacrale, in sinergia con un medico odontoiatra, può aiutare anche nel trattamento ai disordini della mandibola o dell’articolazione temporo-mandibolare, prima e durante l’impianto di apparecchi odontoiatrici, specie nei bambini”.

Come si integrano mindfulness psicosomatica e cranio sacrale biodinamico?

“Durante il training di cranio sacrale biodinamico e ancora oggi durante la parte di assistenza che pratico ai nuovi corsi, vengono svolte ad inizio e fine giornata delle meditazioni per facilitare le pratiche di lavoro successive e per sedimentare le nozioni imparate.

Mi è quindi parso naturale applicare pratiche di mindfulness sia nelle fasi iniziali delle sedute individuali, sia nelle pratiche di gruppo, dove si esplorano anche concetti fondamentali del cranio sacrale biodinamico come il funzionamento del sistema nervoso, del sistema endocrino e altro ancora.

La pratica di mindfulness diventa per me importante anche nel lavoro con la persona singola, per acquisire la capacità di sviluppare un acquietamento interiore e un’attenzione neutrale, permettendomi di entrare in contatto con le manifestazioni sottili del sistema biodinamico cranio sacrale e di non interferire con i processi in atto di chi lo riceve”.

La pratica congiunta ne amplifica gli effetti?

“Nelle pratiche di mindfulness psicosomatica si adottano meditazioni attive che grazie ad un iniziale lavoro sul corpo e sulle energie permettono di entrare in una fase più introspettiva di vera e propria mindfulness.

Utilizzando queste pratiche sugli utenti all’inizio degli incontri ho riscontrato sensibili miglioramenti nell’efficacia e nella qualità della seduta poiché di solito l’attenzione di questi non è rivolta al presente, quindi alla seduta, ma è distratta da pensieri sui fatti passati della giornata o futuri.

In maniera analoga per me è stato naturale introdurre concetti, modalità di lavoro e tecniche di approccio corporeo tipiche del cranio sacrale biodinamico nella conduzione di gruppi di mindfulness psicosomatica e nel progetto Gaia.

Se anche le persone riescono a contattare quella forza che ci ha sostenuti durante il concepimento e che continua a sostenerci per tutta la vita e che è alla base del cranio sacrale biodinamico, possono sentire con maggior efficacia di essere un tutt’uno con corpo, mente e spirito, e nel lavorare in gruppo sentirsi di appartenere a qualcosa di più vasto”.

Francesca Caggiati

In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

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