Notizie recenti

||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
HomeCulturaCultura e societàEssere donne: da capro espiatorio a leadership

Essere donne: da capro espiatorio a leadership

image_printStampa

Una donna in un mondo di “femmine” diventa un capro espiatorio.

Non è una visione estrema, ma semplicemente la proiezione di un mondo che gira, sempre di più, verso certi meccanismi disumani.

È un’analisi lucida e amara che si ripete, ogni qualvolta, una donna rifiuta di recitare il copione della “femmina” – intesa come colei che asseconda gli stereotipi, che cerca il consenso attraverso la seduzione superficiale o che accetta la competizione al ribasso – diventando una minaccia per il sistema.

Dottoressa Francesca Della Valle

Il capro espiatorio scatta perché l’indipendenza reale della vera donna: di pensiero, di spirito, di vita, agisce come uno specchio implacabile.

Un ritratto del genere evidenzia le catene degli altri, di tutti coloro che hanno scelto la comodità del conformismo e che, dinanzi a una concreta e marcata libertà, rinfaccia loro, la loro stessa prigionia, seppur in una gabbia d’oro. 

Una persona cosi, rompe la solidarietà dell’apparenza in un mondo in cui le femmine giocano secondo le regole del patriarcato o della superficialità.

La “donna” autentica diventa, quindi, l’elemento perturbante che va isolato, ridicolizzato e nei casi più “alti” diffamato per ristabilire l’ordine.

Le frustrazioni e le insicurezze dei gruppi vengono proiettate su chi osa essere diversa, trasformandola nella colpevole di ogni tensione.

Le donne che hanno fatto la storia sono spesso passate per il ruolo di capro espiatorio, pensiamo a Rosa Parks, attivista statunitense, divenuta l’icona simbolo della lotta contro la segregazione razziale e madre del movimento per i diritti civili. Fu colpita da sanzioni legali e minacce, usata dal sistema come simbolo dell’illegalità nera. Il suo atto non fu accompagnato da discorsi infuocati, ma da una calma dignità. La sua leadership silenziosa divenne il perno morale del boicottaggio degli autobus, dimostrando che la resistenza non violenta può abbattere sistemi oppressivi.

Marie Curie fu usata dalla stampa per sfogare xenofobia e moralismo. Reagì chiudendosi nel lavoro, rifiutando di farsi definire dallo scandalo. Il suo esercito di “Petit Curie”, durante la prima guerra mondiale, salvarono migliaia di soldati, diventando un modello di dedizione sociale assoluta.

Maria Maddalena è il caso emblematico di come una figura possa essere trasformata in capro espiatorio per secoli. Papa Gregorio I la definì ufficialmente una prostituta, usandola come monito morale contro il peccato femminile. Fu solo attraverso la ricerca storica e la biblica moderna che è stata riscoperta come l’Apostola degli Apostoli e definita la figura chiave e vicina a Gesù, che mantenne la fede quando gli altri fuggirono, diventando una leader spirituale fondamentale per le prime comunità cristiane. 

Per continuare, Malala Yousafzai passò dalla condanna al Nobel. Nel 2012 i talebani cercarono di ucciderla per aver osato reclamare il diritto all’istruzione, dipingendola come un simbolo dell’influenza occidentale corrotta. 

Malala trasformò il trauma in forza, divenendo la voce di un movimento globale.

L’italiana per eccellenza ad incarnare la parabola del capro espiatorio è Rita Levi Montalcini, che visse una discriminazione doppia: come donna in una scienza maschilista e come ebreadurante il fascismo. La sua risposta alla persecuzione del regime non fu mai la resa, ma una forma di resistenza intellettuale straordinariamente silenziosa e potente.

E come dimenticare Virginia Woolf che visse in un’epoca in cui le donne con un forte intelletto o instabilità emotiva venivano patologizzate e isolate.

Fu spesso trattata come un “caso clinico” e ridotta al modello convenzionale della “scrittrice suicida e fragile”, oscurando la sua forza intellettuale dietro la lente della sua depressione. 

In realtà, senza mai ricoprire cariche politiche, Woolf ha guidato una rivoluzione culturale che dura ancora oggi. 

Con il suo saggio Una stanza tutta per sé, è diventata la guida di milioni di donne, spiegando che l’indipendenza economica e lo spazio personale sono le basi della libertà di pensiero.

C’è una chiave di lettura nelle storie di queste donne che hanno attraversato la storia, lasciando un segno indelebile, seppur in campi diversi, ed è su questa chiave che vorrei concentraste la vostra attenzione.

L’evoluzione da capro espiatorio a leader, avviene attraverso tra fasi psicologiche e d’azione fondamentali con un filo conduttore che è il passaggio dalla reattività alla proattività. Tutto inizia con un “NO interno

Si smette di assorbire le colpe, che la società ti proietta addosso e si usa l’ingiustizia come “combustibile”.

Il salto avviene quando si smette di chiedere: “Perché a me?” e si definisce la propria identità separatamente dall’offesa ricevuta.

Curie ignorò lo scandalo per tornare in laboratorio, esempio di immensa leadership silenziosa che si poggiò sulla sua competenza indiscutibile. 

Poiché la parola del capro espiatorio è screditata, parlano i risultati.

Ci si rifugia nel lavoro, nello studio o in una causa. 

La dedizione diventa una forma di resistenza.

L’eccellenza diventa uno scudo.

Non puoi abbattere chi produce un valore che serve a tutti.

Francesca della Valle – Giornalista Conduttrice Autrice Scrittrice Attivista civile

Presidente di Labirinto 14 Luglio

Labirinto14luglio@libero.it

Foto copertina: immagine generata dall’AI

Fuori dal Silenzio

SatiQweb

dott. berardi domenico specialista in oculistica pubblicità