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Il trionfo dell’empietà

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Dal dilagare della violenza dei ragazzini, agli anziani che vanno in TV a tentare l’accoppiamento (a pagamento, si capisce), da quelli che si dichiarano apertamente atei, a quelli che si dichiarano cristiani, ma non vogliono rispettare l’insegnamento di Cristo, e tutto ciò a titolo esemplificativo, la società occidentale secolarizzata sta vivendo il progressivo trionfo dell’empietà, ovvero il rifiuto esplicito o implicito della Volontà di Dio, dell’insegnamento di Cristo, e ciò in parte  anche nella stessa Chiesa cattolica. 

Ormai esiste solo l’irriducibile Volontà dell’Io, che non rinuncia mai ai suoi desideri, tutti narcisistici, materialistici ed edonistici e li giustifica con l’ideologia dominante, diffusa dalla classe/élite dominante. 

E l’Io secolarizzato ed esaltato, empio, diventa folle, aggressivo e violento di fronte alla frustrazione, se il suo desiderio del momento non è soddisfatto. Le forme di aggressività vanno dalla critica (Freud docet), alla diffamazione (anche nascosta, alle spalle), alla violenza fisica. 

E l’Io in balìa dei suoi desideri passionali è mutevole, volubile, cambia con essi, anche per questo la società, nei rapporti microsociali, è liquida (cfr. Z. Bauman), instabile e genera insicurezza, ansia: si è alla mercé di un prossimo inaffidabile e lo si è a propria volta. La stabilità viene spesso ottenuta, nelle coppie, nelle famiglie o nei loro tentativi di imitazione, solo a prezzo del dominio, con una microfisica del Potere (cfr. M. Foucault) che vede una parte, generalmente la donna, dominante, perché maggiormente in grado di gestire le sue passioni e quindi di imporre la sua volontà, ma solo sulla base di un sostanziale ricatto, esplicito o implicito, in un sistema di dominio (ad esempio sul marito e sui figli). Le relazioni sociali, da quelle di coppia a quelle di lavoro, essendo basate su motivazioni narcisistiche, materialistiche ed edonistiche, assumono la forma razionalizzata e pure burocratizzata (cfr. M. Weber) del rapporto e dell’organizzazione economica e commerciale, cioè dell’azienda, del do ut des, del calcolo del profitto e della convenienza, del rapporto qualità/prezzo, del miglior prodotto sul mercato, il tutto all’interno di rapporti di proprietà e di dominio. Gli scambi sociali sono sempre più tra merci desiderate e sempre meno tra persone. 

L’Amore è morto, domina il vizio, mentale e fisico. 

E l’ideologia dominante legittima e promuove il tutto, santifica le tare e patologizza le virtù.

 I modelli culturali, gli stili di vita e di comportamento, proposti e imposti mediaticamente dalla società (segnatamente dall’élite che la domina), allontanano le persone dalla loro anima, dalla loro identità e volontà più profonda, e quindi da Dio che è in essa (questo dice il cristianesimo e tante altre religioni). Comunque alienati, prepotenti o sottomessi, gli individui sono necessariamente frustrati e di conseguenza aggressivi. Sono pure (ragionieri, con calcolo) autoritari, deboli con i forti e forti e prepotenti con i più deboli, su cui scaricano frustrazioni e aggressività, se certi dell’impunità. La “personalità autoritaria”, descritta a suo tempo dalla Scuola di Francoforte, è tipica dei piccolo borghesi che oggi formano le masse conformiste, con la variante ideologica laica radical chic, e non più fascista, com’era negli anni Trenta del ‘900. 

L’ideologia dominante distorce la percezione della realtà e crea pregiudizi diffusi conformi ad ogni tipo di empietà, che passa per virtù. I media e le case editrici, con i loro proprietari, lavorano ogni giorno per creare l’opinione pubblica e il suo carattere psicotico, fino alla paranoia. La costruzione dell’opinione pubblica, finto democratica, i cui processi sistematici sono noti agli studiosi (ad esempio Chomsky) e agli specialisti del settore, avviene ad opera di aziende (con proprietari) e di professionisti prezzolati da chi se li può permettere. E le masse, anche scolarizzate, e spesso pure per quello, ma schiave delle loro passioni, sposano la distorsione percettiva che è l’ideologia dominante e soddisfano il loro ventre, affetti familiari compresi, che pure rientrano, etologia docet, nella prassi normale del regno animale. 

Se i media tecnologici, dalla tv allo smartphone, e in misura minore i libri, sono il moderno pifferaio magico, è vero pure che essi non devono faticare tanto per inebetire e condurre gente viziata dall’infanzia e viziosa dall’adolescenza, convinta di essere capace di pensare brillantemente con la propria testa. 

Ma sulla base del narcisismo, del materialismo e dall’edonismo non si costruisce né la serenità interiore, né la pace sociale, con gli altri, individui e gruppi, né tanto meno la felicità. Si costruiscono invece i fallimenti individuali e collettivi. I primi sono già nell’esperienza di tanti, e convergono in genere nella crisi della persona e della famiglia, i secondi sono nella prospettiva storica e sociologica in base alle conoscenze in nostro possesso: tutte le società ricche e corrotte, anche assai meno della nostra, hanno fatto una brutta fine. Sono finite nelle guerre civili, internazionali, con l’invasione di altri popoli e pure con catastrofi naturali. Questo dice l’esperienza storica (cfr. ad es. A. Toynbee). 

E questo è esattamente quello che prevedono, per la nostra vita individuale e collettiva, pure le profezie cattoliche, fatte da Santi o in apparizioni ufficialmente riconosciute dalla Chiesa (Fatima, Tre fontane, Akita, Kibeho, beata E. Aiello, ecc.).

Marco Santoro – 2° classificato a concorso Professore/ricercatore di Pedagogia generale e sociale c/o Università dell’Aquila 2002

Già Cultore di Storia della Pedagogia e Pedagogia sociale c/o Università di Cassino 

Docente di Filosofia e Storia nei Licei

Professore a contratto all’Università di Cassino. Autore di pubblicazioni scientifiche

In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

Foto copertina: immagine generata dall’AI

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