Riflettendo sulla società contemporanea, mi è tornato in mente il titolo, su citato, di un brano degli anni ’70, di Tito Schipa Jr., figlio del grande tenore omonimo, inserito nell’ “Orfeo 9”, definita da alcuni esperti come una delle opere rock, forma d’arte allora in voga, più belle mai composte.
Musicalmente forse è proprio la più bella e riflette tanti sogni e illusioni giovanili di quegli anni, che promettevano grandi novità, prospettive esistenziali e sociali felici, poi deluse. A suo modo il brano, “La città fatta a inferno”, come l’intera opera da cui è tratto, ha un che di profetico (del resto normale nella vera arte, secondo Socrate e Platone): la società occidentale stava diventando un abisso, una società di anime morte, un luogo di dannazione. E. Fromm, all’inizio di “Avere o essere?”, del 1976, parla della “Grande illusione” creata da una società, quella occidentale, che prometteva (e continua a promettere) di portare alla felicità mediante l’egoismo, il materialismo e l’edonismo. Tale società viene descritta da Fromm, laico (ma studioso delle religioni), psicanalista, sociologo e filosofo della Scuola di Francoforte, come il più grande esperimento sociale mai tentato per dimostrare, di fatto, gli assunti suddetti, un esperimento però fallito: narcisismo, beni e piaceri materiali non portano alla felicità.
Anzi, tutt’altro.
Ma la deriva laicista in atto non si arresta, ed è oggi molto più avanzata, anche grazie ai media, informatici e non, fonte efficacissima di condizionamento psicologico ed ideologico, e ad una ricchezza materiale, nonostante tutto, ulteriormente cresciuta.
Dopo il boom economico occidentale degli anni ’60, con la nuova, per le masse, e improvvisa ricchezza, con i vecchi (i giornali, la radio, il cinema) e nuovi, per l’epoca, mass media (come la televisione), con la scolarizzazione anch’essa ormai di massa, ma vieppiù in chiave laicista, la secolarizzazion , ovvero la perdita di una visione religiosa della vita, è avanzata sempre più, le masse occidentali hanno progressivamente perso la fede, dapprima solo nei ceti più colti e benestanti, hanno abbandonato Dio, che è vita e amore.
Quella che era stata per secoli l’unica ricchezza dei poveri (ma non era solo loro), la fede in Cristo, è stata largamente rifiutata, sul piano teoretico, in nome di un presunto progresso conoscitivo e scientifico, e sul piano pratico, perché le persone erano e sono attratte e sedotte dai beni e dai piaceri materiali, questi ultimi ritenuti – ideologicamente, conformisticamente, senza troppe indagini, dacché la cosa non interessa – sempre utili e leciti. Marcuse ha parlato al riguardo, ad esempio, di desublimazione repressiva.
La scienza moderna, in realtà, in origine invenzione cristiana (cfr. P. Duhèm, Whitehead, ecc.), non dimostra affatto che Dio non esiste, e veramente non prova in modo definitivo nessuna sua teoria, cosa che i filosofi della scienza e gli scienziati, soprattutto dopo Popper, sanno perfettamente. Invece le masse, pure dei laureati, continuano ad essere normalmente formate con l’ottocentesco mito positivista e scientista del metodo (e qual è?) e delle “leggi scientifiche”, che invece non esistono, almeno come verità assolute.
Ma la Rivoluzione, quella vera, contro Dio, per la prima volta nella Storia, pur avendo alle spalle una lunga genesi, era ormai in atto veramente su scala di massa in Occidente. Nessuno la chiamava così, se non forse Plinio Correa de Oliveira, filosofo cattolico brasiliano (cfr. Rivoluzione e Controrivoluzione, edizione definitiva 1977).
Egli la indicava come il punto di arrivo di un processo storico/culturale di lunga durata (cfr. Scuola delle Annales), iniziato col Rinascimento (ma forse bisognerebbe risalire al Basso Medioevo italiano, già capitalista), proseguito con l’Illuminismo (cui bisogna forse premettere il Libertinismo francese e certa cultura inglese del Seicento) e la archetipica Rivoluzione Francese, spacciata ancora oggi come Grande Progresso civile (cfr. P. Chaunu, F. Furet, R. Secher, ecc.), seguiti poi dal comunismo ateo del Novecento, mentre l’intero processo della Rivoluzione sarebbe giunto poi al ’68 occidentale.
Correa de Oliveira correttamente indicava nell’amore al peccato (in primis orgoglio/superbia e lussuria) la radice e la natura del mutamento laicista epocale in corso. Una Rivoluzione, dunque, che, in nome dei peccati, rifiutava Dio.
Da un punto di vista storico/sociologico si può leggere anche in altro modo il complesso fenomeno, individuandone delle matrici fondamentali: da un lato, l’élite capitalista, dall’altra il comunismo, con la sua élite russa (e poi cinese).
L’élite capitalista in Occidente deteneva (e detiene) il vero potere economico e politico, in quanto proprietaria di tutte le grandi banche e dei fondi d’investimento, ma essa controllava (e controlla) anche il sistema culturale, con le sue istituzioni e le sue aziende (in esso la Scienza, la scuola, l’università, i media, ecc.). Tale élite, quindi, controllava (e controlla) buona parte del sistema sociale, pur usando, dopo il ’45, strumentalmente, a fini politici, in chiave anticomunista, il cristianesimo europeo, in Italia, ad esempio, con la Democrazia Cristiana. Quest’analisi si ricava utilizzando la Sociologia di Pareto, di Parsons e seguaci, della Scuola di Francoforte, di P. Bourdieu, e di altri.
La laicizzazione dell’Occidente non è stata promossa apertamente, all’inizio, dopo il secondo conflitto, dall’élite capitalista, per motivi storico/tattici. Anch’essa laicista, però, ha poi gettato la maschera del tutto quando ha potuto sbarazzarsi, caduto il comunismo in Russia e le sue appendici occidentali, all’inizio degli anni Novanta, dei partiti d’ispirazione cristiana di cui si serviva per governare gli Stati.
La laicizzazione, d’altro canto, in Europa, è stata, nell’età contemporanea, diffusa dal grande nemico dell’élite occidentale, il comunismo russo, che aveva ampie propaggini all’Ovest (PCI, PCF, ecc.). Era sorto e si era aggiunto nell’opera poi il comunismo cinese di Mao, idealizzato ed amato dai Sessantottini, e il comunismo era arrivato nel mondo anche altrove.
Dagli uni e dagli altri, dall’élite capitalista e da quelle comuniste orientali, pur in lotta tra loro per il dominio del mondo, ma convergenti ideologicamente nel laicismo, esso era (ed è) presentato come un Progresso ed oggi è quasi pienamente realizzato dappertutto, e ancora procede.
Le società occidentali sono ormai largamente secolarizzate anche nei credenti e nello stesso clero, cattolico e non, avendo spesso fatta propria la mentalità di questo mondo, anche con la scusa scientista (ovvero in nome di presunte verità scientifiche; pure il comunismo si presentava come “socialismo scientifico”), che diventa nella Chiesa contemporanea teologia di stampo modernista, di fatto diffusa nelle facoltà teologiche e nei seminari, nonostante le esplicite dichiarazioni del Concilio Vaticano II, che per la teologia aveva invece rimandato allo studio – largamente disatteso – di San Tommaso d’Aquino, doctor communis , e nonostante tutto il Magistero pontificio da inizio Novecento, segnatamente quello di Giovanni Paolo II, coadiuvato dal cardinal Ratzinger, poi Benedetto XVI. La crisi modernista nella Chiesa, affrontata al principio del secolo XX, energicamente, da papa San Pio X, appare oggi tutt’altro che superata, ha solo assunto nel tempo forme nuove. Il mondo, “il fumo di Satana” dirà il papa San Paolo VI negli anni ’70, “è penetrato nella Chiesa”, confermando indirettamente la mistica visione di papa Leone XIII (pontefice dal 1878 al 1903), in cui gli era stato rivelato che il demonio avrebbe preso il potere sulla Terra e sulla Chiesa, per circa cento anni. Tale profezia era già stata anticipata da quelle alla beata Anna C. Emmerich, suora e mistica tedesca morta nel 1824, a cui da Dio era stato detto che il particolare potere del demonio sulla terra sarebbe iniziato 50 o 60 anni prima del 2000. Tale potere del diavolo sulla Chiesa, oltre che sul mondo, era stato rivelato dalla Madonna anche nelle apparizioni a La Salette, in Francia, del 1846. Delle conseguenze tragiche del laicismo e del comunismo nel mondo la Madonna aveva parlato a Fatima, nel 1917, di cui non si è ancora compiuta la profezia relativa alla Terza guerra mondiale (mentre quella relativa alla Seconda sì) e nelle rivelazioni alla beata madre Elena Aiello, morta nel 1961, e in altre ancora (apparizioni, ufficialmente riconosciute dalla Chiesa, di Akita, 1973; Kibeho, anni ’80, ecc.).
I pontefici hanno fatto di tutto per contrastare la deriva laicista nella Chiesa e nel mondo, e le sue conseguenze tragiche (le guerre innanzitutto), dichiarando apertamente qual è il vero insegnamento di Cristo e facendone pure una sintesi nel Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992, promulgato da San Giovanni Paolo II (e che papa Francesco ha fatto ripubblicare). Ma chi oggi, pure nella Chiesa, studia ed applica il Catechismo, testo fondamentale del Cattolicesimo? Pure molti sedicenti fedeli non sanno neanche cos’è.
E dove non regna Dio dominano i demòni, intelligenze soprannaturali che sono e scatenano odio.
“Chi non è con me è contro di me” – ha detto Gesù – “e chi non raccoglie con me disperde”. Sempre Gesù, nel Vangelo e nelle Sue rivelazioni successive, ad esempio quelle a Santa Teresa d’Avila, dottore della Chiesa, c’informa che sono i peccati che spalancano le porte dell’anima ai demoni. Dunque, il mondo secolarizzato, laicista (talvolta anche in religiosi e in sedicenti credenti), è un mondo di demoni e di anime morte e perverse, perché da essi infestate. Chi è rimasto veramente fedele agli insegnamenti di Cristo? Gli atei li rifiutano e tanti credenti, teologi, religiosi e laici, li adattano ai loro comodi, mossi dalle loro passioni, vero movente di certe teoresi, che sono in realtà solo razionalizzazioni, in senso freudiano, che servono a legittimare gli amati peccati, tossicodipendenza universale della società contemporanea. Si producono e/o si sposano così, per chi ancora si pone il problema, idee che non hanno nulla di cristiano, se non l’apparenza. Ma, senza Dio, le anime e la società finiscono in balìa dei demoni e si arriva perciò alla “Città fatta a inferno” che stiamo vivendo, nella Chiesa e nel mondo.
Le prospettive future, se non si cambia, sia a livello individuale che collettivo, non possono che essere ancora peggiori, e Dio l’ha spiegato chiaramente, nelle Scritture, ai Santi, nelle apparizioni recenti ufficialmente riconosciute dalla Chiesa, tutte di contenuto “apocalittico”. E ciò nonostante il Suo amore, ribadito dalla Madonna in tali apparizioni, amore però che è sistematicamente, di fatto, rifiutato dai più, con scuse varie, ma che in realtà è considerato troppo esigente.
Ma un amore che non lo sia non vale niente e qui è in gioco la vita eterna: nostra, dei nostri cari, di tutti.
Marco Santoro – 2° classificato a concorso Professore/ricercatore di Pedagogia generale e sociale c/o Università dell’Aquila 2002. Già Cultore di Storia della Pedagogia e Pedagogia sociale c/o Università di Cassino
In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it
Foto copertina: immagine generata dall’AI

