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La comunicazione politica e i superbi di Dante Alighieri

“Oh quali io vidi quei che son disfatti per lor superbia”. Dante Alighieri La Divina Commedia. canto XVI (109-110) del Paradiso. Le parole del sommo poeta sono di grande attualità. 

In particolare, nel contesto attuale di un dibattito politico dai toni decisamente surreali. Anzi lunari: tipici di chi; asserragliato nei palazzi della politica, ha perso, per dirla con le parole di Gramsci: la connessione sentimentale con il popolo. 

Toni e temi che sono esattamente l’opposto di ciò che chiedono i cittadini. In pratica Dante Alighieri rivolge un invito a tutti, a non farsi fagocitare dalla superbia, che ha portato alla rovina tantissime persone. Dalla superbia poi è facile passare alla arroganza ed alla presunzione. Alla convinzione che le proprie ragioni valgano sempre di più di quelle degli altri. La supponenza ed il senso di superiorità generano poi il disprezzo verso chi non la pensa come Noi. 

Tutti atteggiamenti figli dell’ignoranza che complicano la vita a chi li alimenta, ed in ultimo inquinano e pregiudicano la vita e le relazioni sociali. In particolare, è diventato davvero improponibile la cosiddetta comunicazione istituzionale.

Ministri e parlamentari della Repubblica, che pure dispongono di staff faraonici, strapieni di addetti stampa, comunicatori, sherpa, parlano in pubblico, come se parlassero al bar dello sport. 

Dichiarazioni improvvisate, tipiche di chi non riesce a rendersi conto del peso delle parole, che possono essere alate come quelle dei poemi omerici, oppure pesanti come pietre scagliate addosso all’opinione pubblica. Tante parole inutili: dannose a tratti volgari, abbiamo ascoltato negli ultimi tempi. Frutto avvelenato della politica politicante che litiga ma non risolve i problemi. 

Anche i toni della voce appaiono decisamente sguaiati. Sembra di assistere ai lamenti delle prefiche: le donne che in altre epoche venivano ingaggiate per piangere dietro ai feretri. Della serie: dalla politica ragionata a quella urlata. 

Difatti sono pochi i ragionamenti che motivano scelte e programmi che si vogliono impostare nell’interesse generale. Più si avvicina l’appuntamento elettorale delle europee, e più la musica non cambia. Toni apocalittici come se non ci fosse un domani. Esempio: gli sbarchi dei migranti sono in crescita costante, e c’è chi parla addirittura di atto di guerra contro l’Italia.Niente di tutto ciò, naturalmente. Solo migliaia di disperati che fuggono da guerre, carestie e violenze. Ed una Unione Europea, unita solo in nome di politiche economiche restrittive; che deprimono l’economia, ed instillano il pericoloso seme della sfiducia negli investitori ed imprenditori.

Per un voto in più ci si dimentica di rappresentare le istituzioni che sono necessariamente di tutti: senza distinzioni di magliette politiche. Anzi si fa a gara su chi la spara più grossa. 

Ed allora siamo certi che il grande Dante Alighieri avrebbe messo simili personaggi, nel girone dei superbi: “quei che sono disfatti per lor superbia”.

Oltretutto per tornare alle prossime elezioni europee, i toni esagitati: la politica urlata, non fa guadagnare voti ma li fa perdere. 

Ma soprattutto ingrossa le file del partito più votato da qualche anno a questa parte. Quello di chi diserta le urne elettorali!

Giuseppe Storti

Fuori dal Silenzio

SatiQweb

dott. berardi domenico specialista in oculistica pubblicità

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