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La missione di Gesù e della Chiesa 

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La parola Gesù significa “salvatore”, “colui che salva il suo popolo dai peccati”. 

Gli esseri umani, dopo Adamo, sono malati. Lo ha spiegato diffusamente anche San Paolo, sotto ispirazione divina, nelle sue Lettere. Gesù infatti nel Vangelo dice: “Sono i malati che hanno bisogno del medico”, cioè di Lui, che guarisce i peccati, che sono la malattia profonda delle anime. Quali peccati? Innanzitutto i sette vizi capitali, la lussuria, l’avarizia, la superbia, ecc. Presenti nella natura umana, essi formano un unico mostro a sette teste che ci portiamo in corpo e che, un pò alla volta (di solito, ma non è detto), ci uccide. Uccide prima l’anima e poi il corpo. Quest’ultimo, com’è noto, è destinato al cimitero. Le anime, invece, a causa dei peccati, sono destinate all’inferno. E su tutto questo è intervenuto Dio mandando Gesù, capace di salvare capre e cavoli, le anime e i corpi. Le capre siamo noi, dice Lui nel Vangelo, se non ci sentiamo peccatori. Quindi, in quanto esseri umani, abbiamo le anime malate, ognuno la sua, di conseguenza pure i corpi, che ne dipendono (“è lo Spirito che dà la vita – dice Gesù – la carne non giova a nulla”). I corpi sono corruttibili e transitori, ma Gesù, in quanto Spirito di Dio, ha dimostrato di avere potere pure sulle malattie fisiche e sulla morte: ha guarito i malati e risuscitato i morti, compreso se stesso, dopo che il peccato di uomini del tempo lo aveva crocifisso.

Dunque, perché Gesù-Dio è venuto (a soffrire e morire) nel mondo? Per salvare il suo popolo dai peccati, che uccidono anima e corpo. 

Gesù non è venuto dunque:

1) per darci la felicità, qui e ora, in questa vita, attraverso beni e piaceri materiali, che sono ciò che interessa ai gaudenti, ovvero tanti uomini e donne d’oggi, che ne sono schiavi/e, in quanto profondamente malati/e, e che perciò (di fatto, oppure esplicitamente) rifiutano Cristo, che invece ci chiede di seguirlo pure nella rinuncia e nella sofferenza;

2) non è venuto a portare la giustizia globale, micro e macro sociale, sulla Terra, che continua ad essere invece, oggi più che mai (vedi la visione e profezia di papa Leone XIII a fine ‘800), il regno del “principe di questo mondo”, come Gesù chiama il diavolo;

3) Gesù, in un certo senso, non è venuto neanche a portare la pace: 

a) perché gli uomini, in quanto peccatori, continuano a farsi la guerra, nel privato e nel pubblico; 

b) perché, anzi, chi segue veramente Gesù-Dio (o la Verità in qualche modo) viene perseguitato, con varie modalità, da quelli che, schiavi dei loro peccati, non vogliono convertirsi e vedono nei veri credenti (o nelle persone veramente rette), una denuncia implicita o esplicita dei loro vizi non curati.

Dunque, perché Gesù-Dio è venuto?

1) Per salvare le anime dall’inferno, destinazione eterna dei peccatori, dar loro liberazione dai peccati e conseguente pace interiore già in questa vita (“Vi lascio la pace, vi dò la mia pace” ha detto) e pace tra quelli che, facendosi Suoi veri discepoli, vivono appunto in pace e amore tra loro. La pace interiore e nelle vere comunità cristiane è possibile perché Gesù libera dai peccati, che invece riempiono le anime di demoni, i quali scatenano conflitti e fanno ogni sorta di danno psicologico e materiale. I peccati danno infatti potere ai demoni sulle vite umane, sono per loro la porta d’accesso alle anime e danno loro il controllo delle situazioni, di qui dolore e guai, per i singoli e le collettività. Laddove invece è invocato il nome del Signore, da parte di persone che autenticamente cercano di vivere nella Sua Volontà, Dio, Santissima Trinità, è presente ed è fonte di amore, pace e gioia:

 “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, Io sono in mezzo a loro”, ha detto Gesù. E ci sono nelle Scritture e nelle rivelazioni successive tante affermazioni simili: Dio si dona a chi lo cerca. Dio è presente, quindi, nelle liturgie della Chiesa ed è fruibile da chi le vive veramente. 

Da tutto ciò si capisce perché Gesù ha creato la Chiesa e a che servono le   vere comunità cristiane: esse continuano, su Suo mandato, la missione di Cristo, che salva il suo popolo dai peccati e dona la vita, quella vera, che oggi è pace, pure nelle difficoltà e nelle sofferenze, e poi dura in eterno. 

La Chiesa quindi non è una onlus che si occupa di servizi materiali alle persone, se non secondariamente, come frutto ulteriore dell’amore ricevuto da Dio. La sua prima ed essenziale missione è spirituale e riguarda le anime, che devono essere guarite dai peccati, mediante la fede in Cristo ed un cammino di vita, anche sacramentale,  conseguente e vieppiù coerente, fino ad arrivare alla santità, che – sola – consente di entrare un giorno in Paradiso,  magari, come accade alla maggior parte dei salvati, passando per il fuoco del Purgatorio, essendo la vita terrena, di solito, una scuola e una terapia troppo breve, pur con le sue grazie e le sue croci, per imparare la Verità e guarire le anime.

Marco Santoro – 2° classificato a concorso Professore/ricercatore di Pedagogia generale e sociale c/o Università dell’Aquila 2002

Già Cultore di Storia della Pedagogia e Pedagogia sociale c/o Università di Cassino

In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

Foto copertina: immagine generata dall’AI

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