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La sindrome del Grande Prelato, Habemus Papam

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Amici di QuotidianoWeb a voi un nuovo brillante capitolo della saga del Grande Prelato, sempre a cura dell’ineffabile Antonio Romano. Chi avesse perso le prime due puntate, trova QUI il link alla prima e QUI alla seconda. Buona lettura!

La sindrome del Grande Prelato, Habemus Papam

Nella precedente puntata sulla Sindrome del Grande Prelato, constatate le precarie condizioni emotive di don Alessandro Minutella, gli avevo proposto – gratis – l’analisi psicoanalitica eseguita dal famoso Sigmund Freud. Nella trasmissione del 31 luglio, però, il Leone di Maria rifiutava l’impietosa diagnosi, dichiarandosi in ottime condizioni mentali e relegandomi nell’affollata categoria, da lui creata, dei «nemici indiavolati», definiti ultimamente anche «nemici ammaialati».

Anche il minutelliano direttore di Adoración y Liberación, Vicente Montesinos, cercava di difendersi da Freud, ma la sua reazione appariva alquanto impacciata e le sue argomentazioni incerte. Dopo poche ore il direttore faceva sparire il breve video dal tono rassegnato, e lo sostituiva con un altro piuttosto arrabbiato, che durava più di un’ora, mantenendo lo stesso titolo. Montesinos si meravigliava della temerarietà di Marco Tosatti per aver pubblicato un articolo del genere, accusava Freud di offendere i malati psichici, che invece meritano rispetto, inoltre mi riteneva colpevole di manifesta “disonestà” e passibile di un’azione legale. Quindi – secondo il direttore – descrivendo “Il caso Dora”, Freud avrebbe mancato di rispetto alla paziente.

Il ragionamento di Montesinos è di una logica magistrale: sarebbe come accusare un bravo meccanico di avere poco rispetto per le automobili, perché ne alza il cofano per verificare le avarie del motore; non solo, ma a volte, lo stesso meccanico, prende una povera auto indifesa, la mette sul ponte sollevatore, la guarda sotto, e… – orrore – ci mette le mani! Effettivamente si sono già registrati casi di meccanici accusati di “abusi su autoveicoli minori” (s’intende i pochi anni d’immatricolazione).

Nella stessa trasmissione, dove venivo anche minacciato, per l’ennesima volta Minutella riprendeva una pagina di Ultime conversazioni, nella quale Peter Seewald domanda a Benedetto XVI:

«Lei conosce la profezia di Malachia, che nel medioevo compilò una lista di futuri pontefici prevedendo anche la fine del mondo, o almeno la fine della Chiesa. Secondo tale lista il papato terminerebbe­ con il suo pontificato. E se lei fosse effettivamente l’ultimo a rap­presentare la figura del papa come l’abbiamo conosciuto finora?». Benedetto risponde: Tutto può essere.

Nel libro su Bergoglio, pubblicato subito dopo la sua morte (Un massone sulla Cattedra di Pietro, pp. 447-449), ho già spiegato il significato di questa storica espressione di Ratzinger, ma ecco che venivo radicalmente smentito dal Leone di Maria, il quale diceva che quel Tutto può essere, significa: Dio mi ha rivelato che c’è don Minutella e il piccolo resto… Che don Minutella… possa essere la prosecuzione, viene sottolineato dal mio stesso predecessore.

Concediamoci un momento di riflessione e cerchiamo di fare chiarezza: Benedetto XVI, senza conoscere Minutella, ha profetizzato sulla sua investitura divina e l’ha annunciata al mondo nel 2016. Se le ceneri di Sigmund Freud non fossero conservate nel crematorio di Golders Green, si sarebbe rivoltato nella tomba. Subito dopo Minutella si lamentava del Piccolo resto, perché questi attacchi di Satana (ce l’aveva ancora con il povero Freud), erano dovuti al ritardo nel riconoscerlo come successore dell’ultimo Papa eletto da un regolare conclave. Dopo aver ricevuto le telefonate dei piccolirestanti che facevano il tifo per lui, il Leone di Maria concludeva la puntata con queste parole: Vi benedico come Successore.

Nell’omelia del 2 agosto, il Leone continuava a rimproverare i sacerdoti del sodalizio perché tentennavano nel riconoscerlo detentore della potestas ordinis: “Il Signore sta guardando a noi… non vorrei che il Signore passasse oltre, se vedesse che noi abbiamo paura; e certo, lo so che devo fare tutto io, ma per colpa di chi ha paura diventa un parto cesareo, con il rischio di aborto naturale. Vi auguro, che per la vostra paura, il parto non diventi aborto spontaneo… Sono stato lasciato solo, io sono in una solitudine estrema, e persino il cielo per ora tace… e possa il cielo farvi capire che è venuto il momento della svolta decisiva… occorre coraggio, quello che ancora purtroppo non è arrivato”.

La sera dello stesso giorno i toni risultavano più attenuati, e giustificava i ritardi dei sacerdoti del sodalizio: “vuol dire che non è il momento, vuol dire che non se la sentono, vuol dire che… fare le cose con calma…”. Secondo una tecnica ormai consolidata, cambiando repentinamente atteggiamento il Leone ruggiva e diceva: “è la gente che chiama, è la gente che chiede… questo è un pressing del Padre Eterno, speriamo che sia capito, speriamo… se si va oltre è finita, è la voce di Dio o no, e non si può andare oltre. I confratelli ancora non hanno capito, non mi sento capito”. 

Minutella non ne poteva più, e voleva a ogni costo essere proclamato il Successore, sebbene possessore di un munus «fatto in casa». L’accentuata alterazione emotiva di don Alessandro non suscitava solo il riso, ma anche la compassione, perché ormai le sue dichiarazioni erano totalmente fuori controllo.

Non sappiamo se fosse a causa di locuzioni, visioni o rapimenti mistici, fatto sta che tra i vari spot pubblicitari creati per farsi eleggere successore di Benedetto XVI, don Alessandro faceva entrare in scena nientepopodimeno che la voce di Dio: «Dice il Signore: “Ne do prova da tutte le parti. Nessun uomo potrebbe reggere dieci anni come quello lì. Se regge così, ed è pieno di entusiasmo, di gioia, di forza e di vitalità, è perché Io sono con lui… Sono Io che do il segno che è lui l’eletto”». Nella stessa trasmissione del 3 agosto, non solo a motivo della diagnosi di Freud, ma anche per un altro articolo precedente, Minutella definiva Marco Tosatti «persona indegna di fare il giornalista».

Il «padre della gioia», come lo chiamano i suoi fan, dopo aver trascorso tre notti agitate a causa della psicoanalisi freudiana, il 5 agosto si scagliava ancora contro Antonio Romano: “È il più farabutto di tutti, è un disonesto e vigliacco che non ce n’è… questo vigliacco farabutto”. Molto interessante è l’analisi della suora psicologa consultata dal successore di Benedetto XVI, che cita male il titolo dell’articolo, afferma che non è stato pubblicato su un sito della comunità scientifica, ma in un blog che si definisce cattolico, e questo non è corretto; assicura che nei manuali di psicologia non esiste la “sindrome del Grande Prelato”, è semplicemente un’invenzione dell’autore dell’articolo; menziona un video che non esiste e attribuisce a Romano l’espressione “cocktail esplosivo”, mentre invece è dell’ex Grande Prelato; assicura inoltre che il suo assistito non ha mai assunto sostanze dopanti, e per questo Romano è un mentitore da denunciare alle autorità competenti.

Posso giustificare l’entusiasmo e la devozione della giovane suora per il Successore, tuttavia rimane l’interrogativo: ha letto l’articolo?! A parte la confusione, è degno di attenzione scientifica – da segnalare all’Ordine degli Psicologi – quando la suora afferma che Freud si riferisce a Homo Sapiens appartenenti a un lontano passato, quando la società era ancora “patriarcale” e – parole sue – “esistevano ancora le carrozze”, quindi stiamo parlando di mammiferi appartenenti a una specie ominide non più catalogabile con i criteri psicoanalitici attuali. Ne dovremmo dedurre che Gesù era un primitivo, le cui valutazioni antropologiche sono inadeguate per l’uomo moderno; e che dire di Noè, che non andava neanche in carrozza, perché aveva solo l’arca? Per non rimanere fossilizzata al tempo delle carrozze, consiglierei alla suora di leggere “Il seminario, Libro I, Gli scritti tecnici di Freud”, di Jacques Lacan, e “Psicanalisi del vangelo”, di Françoise Dolto. Subito dopo la spietata critica della psicologa allo sprovveduto Antonio Romano, Minutella lo minacciava di nuovo in vari modi, promettendo di denunciarlo all’Ordine degli Psicologi e di querelare Marco Tosatti (colpevole di aver ripreso l’articolo da QuotidianoWeb).

Premesso che Romano non è affatto sul piede di guerra contro don Alessandro, il giorno seguente, dimostrando di non aver letto nulla di questo autore e perciò di parlare a vanvera, Minutella continuava a insultarlo, e lo accusava di essere uno tra i tanti una cum al servizio del sistema. In previsione del solenne riconoscimento, la cui data – a mio avviso – è già stata programmata, il Nostro proseguiva con il consueto ritornello: “ha consacrato vescovi Paolo… non è escluso che Paolo abbia potuto ricevere la consacrazione, ma allo stesso tempo non c’è scritto… Paolo dice che è andato da Pietro e gli ha stretto la mano, non dice che gli ha messo la mano sul capo”.

A Minutella non piace essere chiamato Papa, perché sì, è vero che è il legittimo successore di Benedetto XVI, ma in un’altra maniera, proprio come aveva detto Ratzinger a Seewald, ed è inutile porre interrogativi impertinenti al «due volte teologo», è così e BASTA!

La profezia di Ratzinger, Tutto può essere, si sta realizzando: i seminari si riempiranno di giovani più fervorosi di quelli di padre Pagliarani della FSSPX, il clero acclamerà il Successore, e la domenica, in un tripudio di fede, il popolo cristiano si radunerà sotto il balcone di Carini per la recita dell’Angelus. Auguriamo al Successore un pontificato fecondo e ricco di locuzioni.

In trepida attesa per la solenne proclamazione, un’ultima importante considerazione.

Nei suoi studi sull’isteria, Sigmund Freud si è ispirato al famoso medico Jean-Martin Charcot, creatore del termine «neurologia» e direttore dell’ospedale psichiatrico laSalpêtrière di Parigi. Ecco una buona notizia che potrebbe essere utile a diverse persone: sebbene il dottor Charchot sia ormai morto da un pezzo, il reparto psichiatrico della Salpêtrière è ancora aperto e pienamente funzionante.

Antonio Romano

SatiLeaks by Gianfranco Colella

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