Arricchiamo il nostro cammino di approfondimento dedicandoci a quegli aspetti dell’assistenza che toccano le corde più profonde dell’animo umano.
In questa nuova tappa ci facciamo orientare dalle preziose analisi del professor Fulvio Tomaselli, dando voce a un confronto costruttivo su come scardinare i vecchi modelli istituzionali per dare spazio a una visione autenticamente etica della fragilità.
Riportare la persona al centro significa avere il coraggio di guardare l’individuo nella sua totale interezza, senza censure o tabù burocratici.

Se nei precedenti appuntamenti abbiamo compreso l’importanza degli spazi verdi terapeutici e della porosità sociale attraverso lo scambio intergenerazionale, oggi il professor Tomaselli ci spinge ad affrontare una delle dimensioni più private, delicate e spesso negate della persona anziana: il bisogno di affettività, di contatto fisico e di intimità.
Nelle strutture residenziali tradizionali, l’ingresso di un ospite coincide troppo spesso con una sorta di silenziosa “castrazione emotiva“.
L’attenzione clinica si concentra giustamente sui parametri vitali, sulla terapia farmacologica e sulla nutrizione, ma tende a dimenticare che il bisogno di amare, di essere amati e di stringere una mano non svanisce con l’avanzare dell’età o con la comparsa del declino cognitivo.
La “Terapia degli Affetti” si inserisce in questo scenario come un pilastro fondamentale di quel cambiamento radicale di cui vi è urgente necessità.
Non parliamo soltanto della sfera sessuale — che pure costituisce un diritto inalienabile della persona e che non dovrebbe essere spento dal giudizio o dall’imbarazzo degli operatori — ma di tutto quel sistema di micro-relazioni emotive che nutrono l’anima.
Abbracciare il proprio partner, vivere momenti di confidenza senza lo sguardo costante del personale, o anche solo poter piangere e ridere stringendo la mano di una persona cara, sono atti che definiscono la nostra dignità umana.
Quando un anziano viene istituzionalizzato, la rigida organizzazione degli spazi e dei turni di lavoro rischia di azzerare completamente la privacy.
Le porte delle camere rimangono spesso aperte per ragioni di vigilanza, e i momenti di visita si svolgono in saloni comuni affollati.
Il professor Tomaselli ci invita a ribaltare questa prospettiva, promuovendo la creazione di veri e propri “spazi del cuore” all’interno delle RSA: luoghi protetti, accoglienti e riservati, dove il tempo si ferma e dove i residenti possono coltivare i propri legami affettivi in totale libertà e sicurezza, al riparo da sguardi indiscreti.
I benefici clinici ed emotivi di questo approccio sono straordinari e ampiamente documentati dalla moderna psicogeriatria.
Il contatto corporeo e la vicinanza affettiva agiscono come potenti regolatori biologici. Una carezza, un abbraccio prolungato o un bacio, stimolano la produzione di ossitocina ed endorfine, gli ormoni del benessere, riducendo drasticamente i livelli di cortisolo.
Di conseguenza, negli ospiti che possono vivere liberamente le proprie relazioni si osserva una netta diminuzione degli stati ansiosi, della depressione e di quei comportamenti distruttivi legati all’agitazione psicomotoria serale.
Per un anziano affetto da demenza, laddove la parola perde progressivamente il suo significato logico, il linguaggio del corpo diventa l’ultimo e più potente canale di comunicazione rimasto intatto.
Riconoscere il valore della terapia degli affetti significa comprendere che la cura non è solo un atto medico, ma un processo relazionale continuo. Solo restituendo dignità alla sfera emotiva della persona fragile è possibile trasformare la RSA da semplice luogo di degenza a reale spazio di vita: non un luogo d’attesa, ma una comunità pulsante.
Rompere questo storico isolamento emotivo, rappresenta un atto di fondamentale rispetto per l’identità di ogni individuo.
Come dimostrano le neuroscienze affettive, e scriveva il filosofo James Hillman, il cuore non invecchia mai, custodendo intatta la sua vitale necessità di relazione.
Prof. Fulvio Tomaselli
Angiologo Eticista Esperto di prevenzione della senescenza e di medicina rigenerativa
Medico Responsabile, RSA Villa Tuscolana – Sereni Orizzonti, Roma
Presidente onorario della società SIME
Vicepresidente di Labirinto 14 Luglio
Labirinto14luglio@libero.it
Francesca della Valle – Giornalista Conduttrice Autrice Scrittrice Attivista civile
Presidente di Labirinto 14 Luglio Labirinto14luglio@libero.it

