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Home Cultura e società Legale “L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta: anche in Italia può essere chiesto il risarcimento danni per dipendenza da social

“L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta: anche in Italia può essere chiesto il risarcimento danni per dipendenza da social

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I lettori della nostra “Agorà” conoscono bene il nuovo fronte, nato dall’articolo della nostra rubrica del 28 marzo 2026  , sul quale siamo attualmente impegnati: la dipendenza da social.

Il nostro servizio informativo (vd. “L’Agorà del Diritto” del 4 aprile 2026 ) si è trasformato, grazie alle segnalazioni dei lettori, nel progetto “Dipendenza da social? Combattiamola insieme!” (Il progetto è descritto nell’articolo della Gazzetta dell’Emilia & Dintorni del 22 aprile 2026  e i dati delle prime due settimane di attivazione dello stesso nell’articolo della nostra testata del 13 maggio 2026 ideato e realizzato, su tutto il territorio della penisola dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” (www.dallapartedelconsumatore.com;https://whatsapp.com/channel/0029Vb7QBxp0VycGdJwP1I3V).

Il progetto è strutturato in tre linee di azione ed una di questa è la linea “legale”

Cosa succede, infatti, da un punto di vista giuridico, se un soggetto, magari un minore, in quanto fascia d’età particolarmente esposta e vulnerabile, dovesse sviluppare la socialdipendenza?

 A tale domanda, rispondiamo subito che, se ne ricorrono gli estremi, è possibile chiedere il risarcimento danni alle società proprietarie dei social/piattaforme.

Il 25 marzo 2026, la Corte della California (Stato di Los Angeles), ha riconosciuto un risarcimento di tre milioni di dollari in favore di una ragazza che, nel corso della propria infanzia ed adolescenza, aveva sviluppato una dipendenza patologica da Instagram e You Tube, sfociata in depressione, fenomeni psicotici ed istinti suicidari.

La pronunzia statunitense sancisce un principio fondamentale ed applicabile in ogni Stato: i proprietari di social e piattaforme sono responsabili della struttura tecnica dei servizi che offrono.

Se essi, quindi, sono progettati e strutturati in modo tale da generare negli utenti una dipendenza patologica da essi, i proprietari potrebbero (è necessario sempre esaminare i singoli casi concreti) rispondere dei danni fisici e psichici causati ai consumatori.

La salute pubblica e l’integrità mentale del cittadino, quindi, prevalgono su ogni forma di libertà di impresa e di profitto della stessa.

Dinnanzi alla Corte californiana è emerso che le società coinvolte hanno strutturato i propri social/piattaforme in modo tale che all’utente che si connette perviene una sequenza di immagini e video a raffica ed infinita che si autoalimenta sulla base delle ricerche che lo stesso effettua.

L’utente è, quindi, portato ad uno scroll infinito, ad avere lo sguardo fisso sullo schermo del telefono cellulare, con conseguente, inevitabile, deterioramento della salute mentale.

Anche in Italia, i principi sanciti della decisione americana aprono un importante varco.

Essi, infatti, si coniugano, perfettamente, con la normativa di matrie europea che si registra in materia, la quale prevede forme di tutela e di risarcimento per coloro che dovessero subire un danno dalla gestione negligente delle piattaforme social da parte dei titolari delle stesse.

Questi ultimi, sono obbligati ad adottare misure di sicurezza affinché non vi siano ricadute negative sul benessere psico fisico dei consumatori.

Attenzione, quindi, all’utilizzo dei social in modo improprio e smodato, potrebbe causare danni alla sfera psico fisica della persona.

E quando un danno di questo tipo (penso, ad esempio, alla ragazza che in America ha ottenuto il riconoscimento di un maxi risarcimento per aver sviluppato una dipendenza patologica, sfociata in depressione, isolamento sociale, istinti suicidari, malessere psico fisico) si manifesta, qualsiasi risarcimento, per quanto ingente, non potrà mai cancellare la sofferenza vissuta.

Avv. Emilio Graziuso – Avvocato Cassazionista e Dottore di Ricerca

Presidente dell’Associazione Nazionale”Dalla Parte del Consumatore”

In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

Foto copertina: immagine generata dall’AI

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