Perché tante religioni, con tante similarità e diversità?
Spiega San Giustino, filosofo e Padre della Chiesa del II secolo, che tutte le mitologie alla base delle varie religioni non sono altro che imitazioni demoniche, con deformazioni varie, dei contenuti biblici, che invece hanno base storica, parlano di fatti realmente accaduti, non mitologici. Solo ebraismo e cristianesimo, spiegava anni fa lo storico, professore dell’Università Cattolica di Milano, padre R. Cantalamessa (che poi ha preferito dedicarsi solo alla predicazione), sono religioni con base storica documentata e pubblica, con tanti testimoni oculari che hanno appunto scritto e documentato i fenomeni osservati e vissuti. Il resto delle religioni è basato su narrazioni mitologiche tramandate.
I miti sono stati creati e diffusi dai demoni, anche in seguito a loro apparizioni e prodigi a uomini ignari, per confondere le idee e distogliere dalla vera fede (prima ebraica e poi cristiana). I demoni sono angeli decaduti, separati da Dio non possono più amare, fonte dell’amore, ma hanno anch’essi poteri soprannaturali, pure se nella Storia e nella vita quotidiana generalmente cercano di passare inosservati, in modo da poter agire meglio, più efficacemente rispetto ai loro scopi malvagi. Si dice comunemente che il più grande successo del diavolo nella società contemporanea sia il far credere che egli non esista. Quanto più è forte questa credenza in una persona, tanto più è forte la sua presenza, la sua influenza.
Dio ha permesso tutto ciò, nella Storia, con la Sua divina Pedagogia, perché i demoni, per convincere gli uomini, dotati di ragione, devono comunque dire delle parziali verità, plausibili, credibili, ragionevoli. In tal modo essi hanno involontariamente e parzialmente educato gli esseri umani alla volontà di Dio, hanno contribuito al ruolo di preparatio evangelica svolto dalle varie culture (nota tesi di Eusebio di Cesarea) e hanno contribuito allo sviluppo delle varie civiltà umane, che con fatica si affrancano nei secoli dalla vita primitiva.
Clemente Alessandrino, filosofo e Padre della Chiesa del III secolo, diceva ad esempio che la filosofia antica è il Vecchio Testamento dei Greci, essa ha preparato gli elleni a ricevere Cristo, cosa accaduta poi con San Paolo, analogamente a quanto fatto dalla storia e dalle rivelazioni ebraiche (sintetizzate nel Vecchio Testamento, appunto).
Le varie religioni hanno contenuti positivi anche perché il Logos, Cristo, è al centro di ogni anima umana, è connaturato ad essa, cosicché coloro che, in qualsiasi epoca e cultura, sono rientrati in sé stessi, con varie forme di meditazione, hanno potuto apprendere e poi insegnare parziali verità.
Ogni cultura, dice oggi la Chiesa cattolica, con i suoi contenuti positivi, ispirati da Dio, dà anche un suo contributo specifico, originale, allo sviluppo dell’umanità tutta e il Vangelo, nel rapportarsi ad essa, deve di conseguenza “inculturarsi” in modalità specifiche, concetto ribadito da papa Leone XIV. Il Vangelo deve essere “il lievito che fa fermentare tutta la pasta” culturale, per quanto ha già di buono, e discerne e scarta quanto nei tratti culturali precedenti vi è di nocivo.
La storia delle varie religioni e civiltà umane riflette così appunto la Pedagogia divina, che converge e porta al compimento e alla salvezza delle genti in Cristo (ma per chi lo vuole, nella libertà).
Tutto questo è stato spiegato dai Padri della Chiesa, sulla base delle rivelazioni ricevute, da vari autori nel tempo (tra cui Bossuet) e vari Santi. Nel Novecento ne ha parlato, sul piano scientifico, A. Toynbee, grande studioso anglosassone contemporaneo di tutte le civiltà (cfr. A study of History, 12 voll., usciti tra il 1934 e il 1961). Anche le varie filosofie della Storia che sono state prodotte nel tempo, pure da autori laici, come Marx, o pseudo cristiani, come Hegel, non sono altro che imitazioni della teologia biblica della Storia, come ha dimostrato lo studio, ormai classico, del 1949, del filosofo ebreo-tedesco K. Löwith, sul Significato e fine della Storia.
Löwith, nel suo noto testo, critica Toynbee, dicendo che lo studioso inglese vede l’evoluzione delle civiltà umane essenzialmente come un’evoluzione religiosa, quella sarebbe la sua dinamica profonda, ma egli poi arresterebbe, illogicamente, tale evoluzione al cristianesimo, in osservanza alla sua fede religiosa personale. Löwith aveva torto, perché anche il cristianesimo, ferme restando le Verità di fondo, è in costante trasformazione storica, esso non arresta la Pedagogia divina con l’umanità, che la educa progressivamente a contenuti spirituali sempre più elevati. Di qui, ad esempio, la proclamazione progressiva dei dogmi cattolici (ad es. quello dell’Assunzione di Maria SS. è del 1950), le aggiunte e le trasformazioni cultuali successive nel tempo.
Marco Santoro – 2° classificato a concorso Professore/ricercatore di Pedagogia generale e sociale c/o Università dell’Aquila 2002
Già Cultore di Storia della Pedagogia e Pedagogia sociale c/o Università di Cassino
Docente di Filosofia e Storia nei Licei
Professore a contratto all’Università di Cassino. Autore di pubblicazioni scientifiche
In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it
Foto copertina: immagine generata dall’AI

