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Psicologia, Fatima e guerre

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Sono ritornato cristiano in gioventù, mentre cercavo sì l’Amore e la Verità, ma dopo diversi anni di ateismo vissuti nel peccato, nella conseguente morte interiore, nella militanza politica marxista-leninista e nello studio della Filosofia e delle Scienze Umane (in particolare Sociologia e Psicologia clinica, a livello specialistico, in varie Scuole, infine Pedagogia, fino a diventare poi professore/ricercatore di livello universitario). Ritrovata la fede della mia infanzia e della mia famiglia, per grazia di Dio, ho poi scoperto che il cristianesimo è assai poco conosciuto dagli stessi credenti. I più, che in realtà hanno ben altri interessi, pensano che non ci sia null’altro da sapere, oltre alle edificanti storielle (così si finisce spesso col percepirle) relative al Natale e alla Pasqua, che sono poi oggi i giorni di massima affluenza nelle Chiese. Eh sì, perché, risulta dalle statistiche, i sedicenti credenti in Chiesa ci vanno ben poco. Hanno una religione fai-da-te che non prevede né lo studio, né la frequenza. A scuola si sarebbe bocciati.

In realtà Gesù ha spiegato chiaramente, prima nel Vangelo di Giovanni, poi nelle rivelazioni ai Santi, nel corso dei secoli, perché le persone lo rifiutano e non s’interessano a Lui:

 “… la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio”. (Vangelo di Giovanni, cap. 3,19-21)

In parole povere, quali che siano le presunte ragioni che si accampano, il rifiuto di una vita in comunione con Dio-Gesù Cristo dipende dal fatto che si preferiscono e si fanno i peccati (le tenebre, il male, le opere malvagie, così si esprime qui Gesù). E si teme pure, per orgoglio, che la cosa risulti: lui/lei “non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere”. Quali opere? Di lussuria, superbia, avarizia, ecc.

Dunque, per Dio, qui cominciano e qui finiscono la psicologia e la razionalità dell’ateo o del non praticante.  E lo so, purtroppo, come detto, pure per l’esperienza della mia prima infelice gioventù. Chi è schiavo del peccato non pratica e non vede la Verità. Infatti, nel Vangelo di Giovanni, al cap. 8 (31-36), si legge:

“Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete liberi?». Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa [cioè con Dio, poi in Cielo, ndr], ma il figlio vi resta sempre; se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero”.

Ma che sorte tocca invece ai peccatori convinti e praticanti? Oggi pure nella Chiesa spesso si tende a non dir nulla sulle conseguenze tragiche del peccato, già in questa vita, e non si parla dell’inferno, che invece è un dogma di fede, ovvero una verità dimostrata su cui non c’è più discussione.

 La Chiesa, soprattutto ai suoi vertici, è anche una comunità di intellettuali, che ha fondato (nel Medioevo) e possiede (da allora) delle Università, dove si studiano la Teologia, la Filosofia e tutte le altre Scienze, Naturali ed Umane. La sintesi delle conoscenze risultanti, non sempre trasmesse, come detto, nella predicazione, sta nel Catechismo della Chiesa Cattolica.

Accertati i fatti e valutate le rivelazioni disponibili, sono nati e nascono nei secoli, dall’età apostolica, i dogmi cattolici: ad esempio quello dell’Immacolata Concezione di Maria, del 1854, poi confermato pure dalle apparizioni di Lourdes, oppure quello dell’Assunzione in Cielo della Madonna, del 1950, confermato pure nelle apparizioni, di fatto riconosciute da Pio XII e dai Papi successivi, delle Tre Fontane, a Roma, iniziate nel 1947.

A proposito di conseguenze tragiche del peccato e dell’esistenza dell’inferno, tutte cose di cui parla innanzitutto la Sacra Scrittura, poi le rivelazioni ai Santi, sono illuminanti le apparizioni di Fatima.

Secondo la Chiesa Cattolica, la Madonna è apparsa a Fatima, in Portogallo, tra il maggio e l’ottobre del 1917, mentre in altre parti d’Europa si combatteva ancora la Prima guerra mondiale (1914-1918). Ella si fece vedere e parlò a tre ragazzini, Lucia, Giacinta e Francesco, poveri pastorelli, ma buoni e devoti. Gli ultimi due, morti poi giovanissimi, sono già stati proclamati Santi dalla Chiesa. Lucia, invece, che si era fatta poi suora di clausura, è morta anziana nel 2005, dopo aver incontrato nel tempo i vari Papi. È in corso il processo canonico per la sua beatificazione e papa Francesco l’ha dichiarata Venerabile il 22 giugno 2023.

 Ma che ha detto esattamente la Madonna in tali apparizioni, ufficialmente riconosciute dalla Chiesa, forse le più famose (ma non certo le uniche) del Novecento?

I veggenti hanno messo per iscritto quanto rivelato. Parlerò qui in particolare della terza apparizione, che avvenne il 13 luglio del 1917. Leggiamone alcuni stralci, relativi al dialogo con la Madonna e alla visione dell’inferno. Suor Lucia scrive:

 “Poco tempo dopo che eravamo arrivati alla Cova da Iria [vallata presso Fatima, ndr], presso il leccio, in mezzo ad una grande folla, recitando il rosario, vedemmo il riflesso della solita luce, poi la Madonna sul leccio.

•⁠  ⁠Che cosa volete da noi? Le chiesi.

•⁠  ⁠Voglio che veniate qui il 13 del mese prossimo, che si continui a recitare il rosario tutti i giorni in onore di Nostra Signora del Rosario, per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra, perché Lei sola può soccorrervi”.

Fin qui la Madonna ha parlato di pratiche religiose, di tornare lì, in quel luogo, e di recitare il Rosario, per ottenere la pace nel mondo e la fine della Prima guerra mondiale. Cioè sta dicendo che si poteva/si può agire con mezzi spirituali anche su fatti storici materiali di portata epocale.

In tutte le apparizioni contemporanee la Madonna ha chiesto, per questo, il Rosario e il digiuno.

Ma il dialogo tra Lucia e la Madonna continua:

“Vorrei domandarvi chi siete – dice Lucia – e di fare un miracolo perché tutti credano che ci apparite”.

Risposta:

“Si continui a venire qui tutti i mesi. Al mese di ottobre dirò chi sono, quello che voglio e farò un miracolo che tutti potranno vedere per credere”.

Quella del 13 luglio era la terza apparizione, ma i fanciulli ancora avevano dei dubbi, alimentati dagli adulti, sull’identità della persona che appariva loro in modo soprannaturale (in generale, per inciso, gli esseri umani credono molto più facilmente al male che al bene. Come mai? Perché non sono così buoni: “similis simile agnoscitur”).

La Madonna a Fatima il 13 luglio dice quindi che si rivelerà poi chiaramente e che darà un segno visibile a tutti nell’ottobre successivo. Infatti, accadde allora “il miracolo del sole”, che, dopo una pioggia incessante, apparve nel cielo e si mise a “danzare”, a roteare, a cambiare colore, poi sembrò precipitare sulla folla fradicia e che si ritrovò infine perfettamente asciutta, e il sole al solito posto, risplendente in cielo. Il 13 ottobre 1917 c’erano circa settantamila persone, tra cui anche le autorità civili, ostili ai fenomeni, i militari convocati all’uopo e i giornalisti che fecero la cronaca dell’accaduto.

Ma riprendiamo il racconto dell’apparizione del 13 luglio 1917. La Madonna spiega ai veggenti e al mondo cosa bisogna fare, fa vedere ai tre pastorelli l’inferno e profetizza eventi futuri della Storia umana, come la Seconda guerra mondiale, causata, Ella dice, in ultima analisi, come motivo che sta evidentemente dietro alle altre cause studiate dagli storici, dal fatto che gli uomini, e non solo i leaders, continuano a offendere Dio, ovvero a peccare. Poi Maria profetizza il ruolo futuro della Russia, che non si è ancora realizzato del tutto. C’è infatti anche la visione della Terza parte del Segreto di Fatima, qui non riportata e che è stata resa nota dalla Chiesa nel 2000, il cui scenario chiaramente bellico fa pensare non solo alla futura persecuzione della Chiesa, con l’uccisione di un Papa, ma anche alla Terza guerra mondiale.

 Ma intanto proseguiamo con il tremendo racconto di Lucia, che forma le prime due Parti del cosiddetto Segreto:

“Quello che ricordo è che la Madonna disse che bisognava recitare il rosario per ottenere queste grazie durante l’anno. Essa poi continuò:

•⁠  ⁠Sacrificatevi per i peccatori e dite spesso, specialmente quando fate un sacrificio:

O Gesù è per amor vostro, per la conversione dei peccatori, ed in riparazione per i peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria.

Dicendo queste ultime parole aprì di nuovo le mani come aveva fatto il mese precedente.

Il riflesso [della luce] parve penetrare nella terra e vedemmo come un oceano di fuoco. Immersi in quel fuoco [vedevamo] i demoni e le anime [dannate]. [Queste] erano come bragia trasparente, nera o bronzea, e avevano forma umana. Erano come sospese in questo incendio, sollevate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nubi di fumo. [E poi] ricadevano da ogni parte, come le scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, in mezzo a grida e gemiti di dolore e di disperazione che facevano orrore e tremare di paura. (È alla vista di questo spettacolo che devo aver lanciato quel grido “Ahi” che si dice aver inteso da parte mia). I demoni si distinguevano [dalle anime dannate] per le forme orribili e ripugnanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti, come dei neri carboni trasformati in bragia.

Questa visione non durò che un momento, grazie alla nostra buona Madre Celeste che nella prima apparizione ci aveva promesso di portarci in Cielo, senza di che credo che saremmo morti di spavento e di paura. Spaventati e come per chiedere soccorso abbiamo alzati gli occhi verso la Madonna che ci disse con bontà e tristezza:

•⁠  ⁠Avete visto l’Inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarli Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se si fa quello che vi dico molte anime si salveranno, ci sarà la pace. La guerra finirà. Ma se non si cessa di offendere Dio allora sotto il regno di Pio XI [che sarà Papa negli anni Trenta, ndr] ne comincerà un’altra peggiore.

Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta allora sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per punire il mondo dei suoi delitti per mezzo della guerra, della carestia e delle persecuzioni contro la Chiesa e il Santo Padre.

Per impedirlo verrò a chiedere la conversione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice dei primi sabati del mese. Se si darà ascolto alle mie richieste allora la Russia si convertirà e ci sarà la pace, altrimenti la Russia diffonderà i suoi errori per tutto il mondo, provocando guerre e persecuzioni contro la Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, parecchie nazioni saranno annientate. Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia che si convertirà e sarà concesso al mondo un certo periodo di pace. Nel Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede, ecc.…”.

Marco Santoro – 2° classificato a concorso Professore/ricercatore di Pedagogia generale e sociale c/o Università dell’Aquila 2002.

Già Cultore di Storia della Pedagogia e Pedagogia sociale c/o Università di Cassino

In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

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