Oggi, come ogni 12 agosto, nella Chiesa si fa memoria di Santa Giovanna Francesca Fremiot di Chantal.
Era una nobile francese, vissuta tra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento.
Anni fa ho avuto l’opportunità di studiare un pò la sua vita, da cui risultano pure alcune caratteristiche generali della Storia europea. In quest’ultima si è consumata, dal Basso Medioevo, ma poi soprattutto nei secoli dell’Età Moderna, la lotta di classe tra la rampante e cinica borghesia capitalista in ascesa, che voleva acquisire il dominio sociale poi ottenuto, e la vecchia classe dominante nobiliare, in declino. La Storia europea è stata segnata da questo conflitto, come ha evidenziato già Marx nell’Ottocento. La nuova classe dominante europea, però, non aveva solo interessi materiali contrastanti con la vecchia, come indicato dallo studioso tedesco, ma anche interessi spirituali opposti. La vecchia aristocrazia veniva dal Medioevo cristiano, che gli storici chiamano appunto semplicemente “cristianità”, dacché era quella la nota culturale dominante dell’epoca, pur con tutti i suoi difetti e le sue contraddizioni. La borghesia europea, soprattutto dopo la Riforma protestante, quindi Centro-Nord europea, si è fatta invece portatrice di una mentalità anticristiana, narcisista, materialista, edonista, egoista, che è oggi l’ideologia e la psicologia dominante in tutti gli strati sociali. L’ideologia dominante in una società è sempre l’ideologia della classe dominante, aveva detto giustamente lo stesso Marx, ma lui aveva colto solo certi aspetti materiali delle dinamiche storico-sociali.
Nella lotta di classe vittoriosa contro la vecchia aristocrazia, la borghesia ha nel tempo infangato e demonizzato, con la propaganda, soprattutto dal Settecento, anche il suo stile di vita e la sua mentalità, che comprendeva il cristianesimo. La nuova classe dominante europea è fatta, da allora, da capitalisti anticristiani, che hanno avuto ed hanno, tra le loro fila, tanti intellettuali (“organici”, li chiamerebbe Gramsci, comunque prezzolati, aggiungerei), pure scienziati e tecnici, che ne hanno sviluppato, legittimato e diffuso l’ideologia materialista, dapprima solo con l’editoria, poi con i nuovi mass media, detenendo al tempo stesso il controllo (quindi sociale e politico) delle istituzioni culturali e scientifiche, pure quelle ufficialmente pubbliche.
Se la cultura e la società tradizionale, chiamata dispregiativamente “antico regime” dai rivoluzionari francesi, aveva, come tutte nella Storia, dei limiti, la società costruita poi ne ha di maggiori, se si guarda alla vita spirituale, e quindi psicologica e sociale, e non solo a quella materiale, che invece è progredita grazie allo sviluppo di un certo tipo di capitalismo (ma a che prezzo?) e della scienza, in realtà anch’essa inventata dai cristiani (Galilei, Cartesio, Newton, ecc.). In Occidente si è buttato via il bambino (Gesù), con l’acqua sporca. La borghesia vincente ha presentato la vecchia nobiltà solo come una classe di parassiti corrotti, negando tutti i suoi valori spirituali e tutto il bene che aveva fatto nella Storia, innanzitutto difendendo il continente europeo, per secoli, da tutti i tentativi di invasione, soprattutto dal Sud islamico, che, piaccia o non piaccia, ne avrebbe radicalmente cambiato l’identità. Se dal Medioevo, ad esempio, i nobili erano esentati dal pagamento delle tasse, erano però obbligati ad andare in guerra per tutti, anche per i contadini, e le guerre erano continue. I nobili maschi, o combattevano, o si preparavano alla guerra, che era, ed è, un’attività fisica, che richiede grande allenamento. Le nobildonne, oltre ad occuparsi della casa e della famiglia sempre numerosa (in quanto cristiana), facevano opere di carità, quando non anche attività politica (come, ad esempio, Matilde di Canossa, Santa Brigida o Isabella di Castiglia) o artistica.
Nell’amore del prossimo è stata comunque esemplare Santa Giovanna Francesca di Chantal, che si celebra oggi, che, fin da giovane sposa, andava ad assistere, a lavare e a curare i poveri e i malati, pure contagiosi o ripugnanti, cosa che faceva inorridire le sue stesse domestiche. Poi Santa Giovanna Francesca precocemente rimase vedova, allora ha continuato a crescere i sei figli, e poi si è fatta suora e fondatrice di un ordine religioso che esiste ancora (la Visitazione), dedito alla cura dei bisognosi, insieme al suo direttore spirituale, pure lui Santo, Francesco di Sales. La nobildonna faceva allora quello che ha fatto nel Novecento Madre Teresa di Calcutta, nonché, dall’antichità e fino a oggi, migliaia, migliaia e migliaia di religiosi e laici cristiani, per lo più dimenticati, che hanno pure inventato, servendovi gratis nei secoli, istituzioni di assistenza per i poveri e ospedali.
L’esempio luminoso di Giovanna Francesca di Chantal non era dunque affatto un caso isolato nella storia della nobiltà europea, che ha avuto perciò tanti santi proclamati dalla Chiesa. Era una nobiltà generalmente cristiana. Nelle case signorili e nei palazzi reali c’era normalmente la cappella privata e in genere tutti i giorni vi si diceva la Messa. Così cominciava, ad esempio, la giornata del re borbonico di Napoli. Se la prassi non sempre, innanzitutto per i limiti dell’umanità, l’orizzonte ideale, che è quello che identifica la storia individuale e collettiva, era santo.
L’ideologia dell’aristocrazia cristiana prevedeva l’esercizio dell’autorità come servizio, non come dominio per i propri vantaggi materiali, come è stato, di fatto, dietro la propaganda pure pseudo democratica, con il dominio della borghesia, che arriva a oggi.
Né il cristianesimo si sposa necessariamente con la forma politica monarchica, accidente storico, né tanto meno con l’idea di monarchia assoluta, che infatti nel Medioevo non c’era, c’era invece la monarchia feudale, che è altra cosa e sottopone il monarca al servizio della tradizione culturale, giuridica, politica e sociale del suo popolo, quindi sottopone, di fatto, il monarca ai sudditi. E quando è morto San Luigi IX, re di Francia, i Francesi piangevano molto.
Né il cristianesimo si sposa necessariamente con il capitalismo come forma di organizzazione economica e politica. Nella prima comunità cristiana, quella apostolica di Gerusalemme, modello delle altre, come in tante comunità religiose anche oggi (ma in Toscana c’è anche Nomadelfia, fatta da cristiani laici), si pratica il comunismo dei beni; nel Medioevo feudale esistono le terre comuni e Sir San Thomas More, santo patrono dei politici cattolici, in “Utòpia” delinea una società ideale su base comunista, perché non c’è la proprietà privata delle terre e governa un’élite di intellettuali, competenti quindi, con il consenso del popolo.
Ma la classe dominante borghese è riuscita nei secoli, e soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale e il boom economico, a conformare al suo materialismo egoistico tutta la società, compresi i ceti subalterni, che oggi, pur arricchiti, tali restano da un punto di vista culturale, economico e politico, nonostante gli slogan demagogici, mistificanti e pseudo-democratici. Quella occidentale è sostanzialmente una società totalitaria, ha detto la Scuola di Francoforte. L’unica libertà che è assicurata veramente a tutti, è quella di essere gretti materialisti libertini, viziati e viziosi, furbetti, conformisti ed egoisti, “tifosi” (di varianti sub ideologiche), superbi ed illusi. Il resto te lo devi conquistare.
Marco Santoro – 2° classificato a concorso Professore/ricercatore di Pedagogia generale e sociale c/o Università dell’Aquila 2002.
Già Cultore di Storia della Pedagogia e Pedagogia sociale c/o Università di Cassino
In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

