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“Silenzioso Ladro della Vista” così viene definito il Glaucoma

Intervista ad un noto medico del settore

Si è appena conclusa la celebrazione della settimana mondiale del Glaucoma, una malattia degenerativa dell’apparato visivo seria e grave che può causare danni permanenti se non curata in tempo. 

Per averne una visione più ampia, capire come curarla ma soprattutto come prevenirla abbiamo intervistato il Dottor Domenico Berardi, medico Chirurgo Specialista in Oculistica, con studio in Parma, Casalmaggiore e Bologna, molto impegnato nella prevenzione e nella cura del glaucoma. 

Dottor Berardi, il glaucoma è una patologia che non andrebbe sottovalutata, può spiegarci cos’è ed i motivi che lo causano?

Il nervo ottico è una struttura molto importante, perchè consente di trasferire le informazioni – sotto forma di immagini – dalla retina al cervello ed il glaucoma è una malattia che coinvolge questo nervo. 

L’aumento della pressione dell’occhio compromette la funzione del nervo ottico. 

L’aumento pressione intraoculare, i cui valori normali sono compresi tra 14 e 18 mm Hg, provoca lo schiacciamento e la cattiva irrorazione sanguigna del nervo ottico, fino alla apoptosi, cioè la morte delle sue cellule. 

La causa dell’aumento della pressione è dovuta alla difficoltà del deflusso dell’umor acqueo, liquido prodotto continuamente all’interno dell’occhio. 

Il danno al nervo ottico, se non diagnosticato e curato in tempo, provoca una riduzione permanente del campo visivo fino alla perdita della vista.

Quanto è frequente e come si diagnostica il Glaucoma?  

Circa il 2% della popolazione sopra i 40 anni soffre di glaucoma. 

Nei prossimi anni ci si aspetta un aumento della malattia del 30%, in quanto l’incidenza del glaucoma aumenta linearmente con l’età, e gli anziani saranno sempre più numerosi.

Il glaucoma si diagnostica tramite una serie di esami nell’ambito di una visita oculistica: l’esame del campo visivo, la misurazione della pressione oculare, l’esame della curva tonometrica giornaliera, l’OCT del nervo ottico e la gonioscopia, il cui scopo è osservare l’angolo camerulare, cioè delle strutture addette al deflusso dell’umore acqueo.

Sono state identificati tre tipi di glaucoma: quello cronico, ad angolo aperto, è la forma più diffusa, si manifesta dai 40 anni in su, ed ha un andamento lento ed insidioso. 

Esistono poi il glaucoma acuto causato dalla chiusura dell’angolo irideo corneale, ed il glaucoma congenito, presente sin dalla nascita.

Nelle cause di individuazione del Glaucoma di deve considerare la familiarità, che impone controlli periodici dai 40 anni in su. 

Si devono anche considerare fattori oculari che rendono il nervo ottico più suscettibile, come miopia, emorragie o atrofie della retina intorno al disco ottico. 

Non vanno dimenticati fattori vascolari come il vasospasmo (circa la metà dei glaucomatosi normotensivi soffre di emicrania), l’ipotensione arteriosa, il diabete e le malattie cardiovascolari.

Quali sono le Strategie di prevenzione?

Sicuramente l’adozione di stili di vita corretti, sono di primaria importanza per la prevenzione del glaucoma. 

Uno studio americano, realizzato dall’Università di Baltimora, ha dimostrato l’efficacia dell’attività fisica anche per coloro che il glaucoma lo hanno già. 

Chi fa movimento in modo continuativo ed intenso, se aumenta del 50% il suo impegno quotidiano, taglia fino al 10% il tasso di progressione della malattia. 

Le attività più adatte sono corsa, nuoto, bicicletta e tennis tutte pratiche aerobiche che migliorano la perfusione oculare, cioè la circolazione del sangue all’interno dell’occhio.

Esistono rimedi e terapie?

Oggi, grazie all’utilizzo di nuovi farmaci, è sempre più frequente riuscire a controllare la malattia con la terapia medica, ricorrendo solo raramente alla chirurgia, ma è indispensabile una diagnosi precoce.

Le strade che si possono intraprendere per curare il glaucoma sono tre: come anticipato esiste la terapia farmacologica, a base di colliri che servono ad abbassare la pressione dell’occhio ed evitare danni al nervo ottico. 

Esiste poi l’intervento laser il cui scopo è quello di creare una via di deflusso artificiale per l’umor acqueo tra la cornea e l’iride. 

Quando la terapia farmacologica e quel laser non sono risolutive, si ricorre alla chirurgia. Precisiamo, tuttavia, che tutte e tre le strade servono ad abbassare la pressione dell’occhio, ma non sono in grado di porre rimedio ai danni già presenti a livello di capacità visiva.

Le cause, le misure, la diagnosi e la risoluzione sono comunque molto soggettive e variano molto da paziente a paziente.

Mario Vacca

In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

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dott. berardi domenico specialista in oculistica pubblicità

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