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Bombe Legislative, ma a favore di chi?

Con tutto il rispetto per il Governo Meloni che ha tutti i numeri per fare e dover fare bene le riforme necessarie gli ultimi provvedimenti da una mano elargiscono “poco” e dall’altro tolgono “tanto” quanto meno la speranza di tanti che hanno iniziato un percorso illusi dal miraggio del superbonus.

Nelle mie pagine sarà difficile trovare articoli riguardanti questo “miracolo” avendolo ritenuto sin dalla genesi dello stesso troppo bello per essere vero con le norme a disposizione; effettivamente non ho avuto proprio torto ed suffragato  tanto dai primi iniziali fermi a causa degli illeciti, passando per i continui  chiarimenti normativi succedutisi che hanno ingessato il sistema delle cessioni, per le interruzioni riguardanti le certificazioni, e finendo in questi giorni con uno stop definitivo.

E di stop non può che non trattarsi dal momento che dallo stesso divieto esperito alle pubbliche amministrazioni di acquisire crediti (ovvero il divieto di essere cessionarie di crediti edilizi) se ne potrebbe dedurre il fatto stesso che di crediti veri e certificati se ne vedranno ben pochi fermo restando il fatto che tra non molto potrebbero partire i controlli su quanto concesso. 

Quindi un Decreto Legge del Consiglio dei Ministri che prevede lo stop a sconto in fattura e cessione di crediti edilizi e individua le responsabilità in solido per il fornitore che ha applicato lo sconto, per i cessionari che hanno acquisito il credito per opere realizzate e comprovate da apposta documentazione e per i soggetti diversi dai consumatori o utenti che acquistano i crediti da una banca o società del gruppo sue correntiste in possesso di apposita documentazione.

Mentre il Consiglio dei Ministri pensava come complicarci la vita, il Senato ha approvato gli emendamenti al decreto Milleproroghe, che si avvia all’approvazione definitiva entro il 27 febbraio con probabile voto di fiducia alla Camera.

Fra i provvedimenti più rilevanti, rivolti a privati ed imprese, la possibilità nei Comuni di stralcio totale delle cartelle fino a mille euro,  i dehors di ristoranti ed esercizi pubblici liberi fino a dicembre, il fondo nuove competenze e  lo smart working per i fragili e, nel privato, anche per genitori di under 14 fino a giugno.

Per quanto concerne la modifica alle regole sulla tregua fiscale contenute nella Legge di Stabilità relative allo stralcio, è previsto che i Comuni e gli enti previdenziali privati avranno tempo fino al 31 marzo per deliberare sull’applicazione o meno dello stralcio cartelle fino a mille euro, con la possibilità di decidere se applicare lo stralcio integrale, e non solo parziale come inizialmente previsto dalla Manovra.

Si ricorda che la Manovra prevede lo stralcio integrale per i debiti verso le amministrazioni centrali (Fisco) e gli enti previdenziali pubblici (INPS), e lo stralcio parziale per enti locali e previdenziali privati.

La modifica del Milleproroghe offre quindi la possibilità a questi enti creditori di deliberare lo stralcio totale, ossia la cancellazione del debito (la cartella deve essere inferiore ai mille euro residui al primo gennaio 2023), in luogo del solo stralcio di interessi e sanzioni.

È da evidenziare però che quasi tutti gli enti previdenziali privati hanno già deciso di non applicare lo stralcio.

Il diritto allo smart working per i fragili che riparte dal 28 febbraio avrà termine il 30 giugno 2023.

Riguarda i lavoratori con patologie accertate sia nel pubblico sia nel privato, ove lo stesso diritto è riconosciuto anche ai genitori di figli studenti fino a 14 anni, laddove entrambi siano lavoratori accertati.

Per tutto il 2023 il Fondo Nuove Competenze dispone che i contratti collettivi sottoscritti a livello aziendale o territoriale potranno prevedere intese di rimodulazione di parte dell’orario di lavoro per permettere al personale la frequenza di percorsi di sviluppo delle competenze, in relazione a mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa.

Autorizzazioni uso suolo pubblico – tavolini all’aperto e dehors continuano a essere utilizzabili fino al 31 dicembre 2023 dagli esercizi commerciali quali da bar e ristoranti.

La delega per la mappatura delle concessioni balneari è prorogata sino al 27 luglio, e nel contempo sono prorogate di un anno le attuali concessioni (al 31 dicembre 2024 o, al 31 dicembre 2025 per quei Comuni alle prese con «difficoltà oggettive legate all’espletamento della procedura stessa»).

I Birrifici con produzione annua fino a 10mila ettolitri godranno dell’accisa ridotta del 50% nel 2023, mentre per quelli che producono da 10mila a 60mila ettolitri godranno di una riduzione del 20% o del 30%.

Fino al 30 giugno si potrà ottenere la garanzia per il mutuo prima casa superiore all’80% del valore dell’immobile di giovani coppie, genitori single con figli minori, giovani fino a 36 anni con ISEE fino a 40mila euro, conduttori di alloggi IACP.

Sempre sull’acquisto della prima casa, restano fino al 30 ottobre l’imposta di registro del 2% ed il credito di imposta in caso di riacquisto della prima casa entro un anno dalla vendita della precedente.

L’Isopensione inizialmente in scadenza a fine 2023 è stata prorogata al 2026: possono accedere a questa forma di accompagnamento alla pensione prevista dalla legge 92/2012 i lavoratori a cui mancano sette anni al raggiungimento della pensione Fornero; ultima decorrenza ammessa il primo dicembre 2026, con risoluzione del rapporto di lavoro il 30 novembre 2026.

Vedremo il Governo cosa ci riserverà nei prossimi mesi e come finanzierà i fondi necessari ad attuale il piano programmato.

Mario Vacca

In collaborazione con: www.gazzettadelemilia.it

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