Le offerte statunitensi restano competitive anche in un contesto di abbondanti disponibilità mondiali proprio in forza del rapporto di cambio.
Abbiamo visto il cambio toccare quota 1,20 e così la debolezza del dollaro statunitense continua a fornire un supporto di fondo ai mercati, migliorando la competitività delle esportazioni USA a livello globale, abbattendo però le esportazioni domestiche, come si sta dimostrando per il grano europeo.
Questo consente alle offerte statunitensi di restare competitive anche in un contesto di abbondanti disponibilità mondiali, non permettendo al mercato rally consistenti di rialzo. A meno che non siano supportati da eventi “locali”, come quello che vivremo noi con le farine proteiche nelle prossime settimane.
Il mercato telematico, mentre vi scrivo, è in leggero ridimensionamento per il comparto semi e farine di soya.
Il mercato interno continua ad essere pesante con cereali cedenti e cruscami in ridimensionamento. I proteici inevitabilmente, per i motivi sopracitati, in rialzo e i fibrosi stabili.
Malumore generalizzato da parte di chi produce cereali, e semi oleaginosi, ma questa non è una novità e neanche una prerogativa solo italiana, ma un sentimento diffuso nel mondo. Anche in Usa Cina e Sud America i produttori hanno gli stessi problemi.
Resta la curiosità di vedere come la C.U.N (commissione unica nazionale con lo scopo di fissare le quotazioni di mercato in base ai costi produttivi) del grano duro quoterà se e quando, e come reagirà l’industria ed il consumo.
Nel campo delle Bioenergie la situazione non cambia, anzi è in peggioramento, anche se credo che da marzo dovrebbe ritrovare una certa tranquillità.
Attenzione che per una sfortunata coincidenza si registrano delle carenze produttive di farina di soya.
Nella prima quindicina di febbraio su Venezia,e nella seconda quindicina di febbraio su Ravenna, nonché scarsità di merce sui silos di Savona sempre su febbraio
Si suggerisce di porre attenzione ai programmi e alle scorte di tale proteico.
La carenza interessa specialmente chi è affezionato alla merce di produzione nazionale.
Indici Internazionali al 26 gennaio 2026
L’indice dei noli b.d.y. è salito a 2.022, punti il petrolio wti è salito a circa 65 al barile, il cambio €/$ gira a 1,19191 ore 07,52.

Mario Boggini e Virgilio
In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

