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Cereali e Dintorni. Mercati sempre più vulcanici

da | Ago 29, 2022 | Economia

Prudenza. È l’imperativo consigliabile e ove possibile cercare fornitori esteri per attenuare le rigidità dovute all’oligopolio degli importatori nazionali.

Milano, 29 agosto 2022 – A seguire i prezzi del 26/8/22:

Mentre scriviamo il mercato telematico segna un leggero calo per il comparto soya (seme, farina, olio) mentre il comparto cereali è ancora in aumento, soprattutto il mais. 

Come si può ben dedurre, non c’è nessuna buona notizia: l’aumento del comparto cereali è dovuto ai dati di raccolto del mais deludenti in Europa e sotto le medie negli Usa. 

Con questo, ripetiamo, non mancherà assolutamente merce sappiamo che non ci sono i presupposti né per fame né per carestie almeno nel nostro emisfero, ma la speculazione, le tensioni geopolitiche, le varie siccità, la guerra, il rischio Zaporizhzhia, il costo dell’energia, hanno creato un mix esplosivo, con il quale dovremo convivere per mesi.

La situazione non è semplice per nessuno degli operatori produttori primari, trasformatori e allevatori, e neanche per i mangimisti o i commercianti. 

Si salvano gli importatori che agiscono sui mercati d’origine con mix di posizioni finanziarie e commerciali. 

Da settimane si osserva come si allineano tutti sui loro valori specie in rialzo, come gestiscono con parsimonia le messe a disposizione della merce, gli arrivi nave, e del resto nel nostro paese non è difficile: abbiamo 6-7 importatori veri sulle commodities mais grano e soya, 2 importatori di melasso, 4 importatori di farine di girasole, 3-4 importatori di distiller, 2-3 di polpe, 2-3 di lino panello e 1-2 di seme di lino e via così per altri prodotti. Oleifici che trasformano seme di soya o di colza o di girasole in panello e farine, si contano sulle dita di una mano!!! Importatori veri di seme di cotone 4-5. 

Siamo in oligopolio, quindi le vie di fuga sono o autoprodurre, o saltare gli oligopoli cercando mercati (fornitori) diversi all’estero, oggi avere più e più fornitori può essere un “patrimonio” da gestire. 

Per avere fornitori esteri sono necessari pochi requisiti: avere un rating assicurativo, essere iscritti al VIES (avere una P.IVA valida per l’estero) poter ricevere con elasticità (i contratti all’estero sono gestiti con il numero della settimana non con la data certa) essere anche in grado di ricevere camion fissi, oltre che i ribaltabili laterali o i W.F. (tappeto mobile con scarico posteriore). Infine, essere precisi nei pagamenti per non farsi bruciare subito dopo il primo contratto. (la centrale rischi estera è molto veloce nelle segnalazioni!)

Ultima considerazione, alla prossima ondata di ribasso che ci si augura sia ai primi di settembre quando liquideranno le posizioni agosto, non tergiversare troppo se riguarda il periodo sino a fine anno, idem se riguarda il gennaio marzo ‘23. Posizioni più lunghe invece potrebbero diventare pericolose a fronte degli alti valori attuali, forse da aprile in poi con i raccolti dell’emisfero sud, con il calo dei consumi e una crisi energetica che andrà ad attenuarsi potremmo avere valori più accettabili.

Mario Boggini e Virgilio

In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

Link utili:

Intervista Boggini sulla situazione delle materie prime e delle conseguenze della Guerra in Ucraina: 

https://www.ruminantia.it/ucraina-disponibilita-e-prezzi-delle-materie-prime-le-considerazioni-di-mario-boggini/

Ruminantia – https://www.ruminantia.it/la-tempesta-perfetta-del-mercato-delle-materie-prime-cosa-emeglio-fare-2/

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