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Contante a supporto del BlackOut

da | Nov 21, 2022 | Economia

Dopo anni di lotta all’utilizzo del contante, il mostro creato da taluni partiti per dividere il popolo italiano ed accecarlo dinanzi a ben più importanti problemi, quali la completa trasformazione delle prestazioni sanitarie cosi come conosciute sinora nonostante non muti l’imposizione fiscale, scopriamo “l’acqua calda”: il Black out tanto temuto da tutti i Paesi potrebbe – o meglio sicuramente potrà, laddove si verificasse davvero – interrompere i flussi informativi e di  pagamento lasciando cittadini ed attività in panne.

Come riporta l’agenzia Reuters citando quattro fonti, riportate dal blog Zerohedge su Oilprice.com, la crisi energetica in corso, soprattutto se il prossimo inverno fosse particolarmente rigido, potrebbe portare anche a blackout delle reti di telefonia mobile e dei bancomat.

L’agenzia di stampa britannica sottolinea come l’interruzione delle forniture di gas dalla Russia all’Europa, sull’onda della guerra in Ucraina e delle sanzioni imposte contro Mosca, abbia aumentato le possibilità di una mancanza di energia nel Vecchio Continente. 

Una situazione che nel caso di uno dei più grandi Paesi Ue, la Francia, è resa ancora più difficile dalla manutenzione in corso alle diverse centrali nucleari. 

Il timore è che un inverno particolarmente rigido – con la necessità di dirottare quantità maggiori di gas per il riscaldamento – ed una conseguente possibile mancanza di energia possano mettere alla prova le infrastrutture del settore, e costringere i governi a correre ai ripari.

Secondo l’opinione di quattro diversi dirigenti del settore, in alcuni Paesi europei non ci sarebbero sufficienti sistemi di riserva per gestire importanti diminuzioni nell’erogazione di energia elettrica, e questo potrebbe causare l’impossibilità di utilizzare i telefoni cellulari. 

Il timore di un backout ha portato altri Paesi ad iniziare i lavori per assicurare la continuità delle reti di comunicazione, anche nel caso in cui la mancanza di energia elettrica portasse all’esaurimento delle batterie installate sulle migliaia di antenne piazzate sul territorio.

Nel frattempo, un’altra fonte di Reuters osserva che i regolatori finanziari tedeschi temono che le banche non siano del tutto preparate a gravi interruzioni di corrente, e lo considerano un nuovo rischio imprevisto. 

Gli istituti considerano “improbabile” un blackout su vasta scala, secondo la Deutsche Kreditwirtschaft, l’organizzazione ombrello del settore finanziario. 

Ad ogni modo, però, le banche sono “in contatto con i ministeri e le autorità competenti” per pianificare uno scenario del genere.

A Francoforte, la capitale bancaria della Germania, Markus Fuchs membro del consiglio comunale ha chiesto di presentare un piano blackout entro il 17 novembre riferendo che sarebbe irresponsabile non pianificarne uno; comunque, sia è noto che le autorità tedesche hanno intensificato i preparativi per le consegne di denaro di emergenza in caso di blackoutper mantenere l’economia in funzione. 

La questione sottolinea anche la dipendenza del commercio dalla tecnologia, con le transazioni che sono sempre più spesso elettroniche ed il fatto che la maggior parte dei bancomat non dispone di una fonte di alimentazione di emergenza. 

Secondo Thomas Leitert, capo di KomRe – una società che fornisce consulenza alle città sulla pianificazione di blackout e altre catastrofi – i contanti sarebbero l’unico metodo di pagamento ufficiale che funzionerebbe.

I piani della Bundesbank non solo prevedono l’accumulo di miliardi extra per far fronte ad un aumento della domanda, così come “possibili limiti sui prelievi”, ma anche l’origine (la stampa di denaro), e soprattutto la distribuzione, discutendo circa l’accesso prioritario al carburante per i trasportatori di contanti. 

Le discussioni sul piano coinvolgono la banca centrale, il regolatore del mercato finanziario BaFin e diverse associazioni del settore finanziario.

Sebbene le autorità europee, per ovvi motivi, abbiano minimizzato pubblicamente la probabilità di un blackout e di corse agli sportelli, questi discorsi mostrano quanto il rischio sia serio e come occorrerebbe attivarsi per prepararsi a potenziali interruzioni di corrente dovute all’aumento dei costi energetici, ipotizzando anche azioni di danneggiamento programmate a priori da chi ne abbia interesse. 

Mario Vacca

In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

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