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Energia & Speculazione, avanti a tutto Gas

da | Set 2, 2022 | Economia

Sembra inarrestabile il costo dell’energia, ma in realtà, cosa si nasconde dietro l’impennata del prezzo del gas?

Probabilmente una grande propaganda politica propinata dai visi finti abbattuti dei nostri teleimbonitori politici che, con l’abile manipolazione del linguaggio, tentano di inoculare a noi cittadini, che questo aumento, è un fatto inevitabile a causa della guerra in Ucraina.

Non è proprio così perché i “migliori” europei filo-atlantisti, piegandosi abilmente fino alla posizione di esternazione emorroidale, introducendo le sanzioni alla Russia, hanno innescato una spirale vorticosa di danno enorme nei confronti dei cittadini.

Se ne è accordo anche il Cancelliere Austriaco Karl Nehammer che domenica ha detto: “Chiedo a tutti i 27 paesi europei di mettersi insieme e fermare immediatamente questa esplosione dei prezzi”.

Caro Cancelliere, la follia l’avete creata voi politicanti, intromettendovi in questioni extraeuropee che non vi riguardavano, salvo astenervi quando era doveroso il limitare l’espansionismo coloniale della Nato, ma questo ora, può sembrare solo retorica.

Invece quello che appare una vera e propria truffa ai danni dei cittadini italiani è questa irrefrenabile corsa speculativa al rialzo del costo energetico, tanto che di truffa ne aveva parlato proprio il ministro della transizione CingolENI, come affettuosamente ormai viene chiamato nel nostro paese.

In una dichiarazione a Sky Tg24 del 12 marzo scorso, CingolENI usa proprio la parola truffa dicendo: è una colossale truffa a spese delle imprese e dei cittadini”

Vede, Sig. Ministro, dire che ci arriva meno gas dalla Russia e che la guerra ha fatto lievitare i prezzi, sono due balle gigantesche alle quali ormai difficile trovare chi ci crede perché oggi, noi continuiamo a comprare meno gas da Russia ed Algeria ad un prezzo basso e siete così intelligenti, voi “i Migliori” che lo rivendete ultra-maggiorato alle famiglie e alle imprese, basandovi sull’andamento della borsa di Amsterdam, del prezzo del gas liquefatto, il GNL.

Anche perché questo mercato alla borsa di Amsterdam, è un mercato fittizioslegato dai veri valori dei costi delle materie prime ed è controllato dai grandi gruppi finanziari che, a piacimento, lo utilizzano esclusivamente per i loro interessi.

Ma noi che non siamo “i migliori”, ma normali cittadini, ci sfugge qualcosa?

Perché viene da pensare che sulla, “scorta della paura”, amplificata dal megafono del mainstrem di Stato alimentato dal contributo pubblico, ci sia invece un’operazione speculativa di aziende e trader ben strutturata, soprattutto per il fatto che, vorremmo sapere chi e quando, nel governo, ha preso la decisione politica di usare come riferimento la borsa di Amsterdam per la vendita del gas al consumatore italiano.

Vede ministro dovrebbe essere proprio lei a fare chiarezza perché gli italiani vorrebbero sapere se ENI, ENEL, EDISON ad esempio, comprano a 10 e rivendono a 100.

La trasparenza è la base istituzionale per il rapporto fiduciario tra cittadino e governo, ma lei sul tema dei costi, acquisto/vendita, ha dichiarato che: “Non sono riuscito ad avere i numeri”.

E dire che lo Stato è azionista al 30% di Eni e, un socio come lo Stato, non riesce a farsi dare i numeri? Ci scusi, ma è poco credibile.

I numeri invece del vostro disastro parlano chiaro, con le bollette quintuplicate agli italiani, per le quali, grazie alle vostre “migliorie”, state distruggendo l’intero tessuto economico e sociale italiano.

Ma, a fronte di questo delitto, probabilmente ogni italiano può tentare di salvarsi andando a pagare solo la quota dei costi dei kilowatt consumati, riferendosi ai costi della bolletta del luglio 2021.

In questo modo tutta la speculazione innescata, resterebbe a carico di chi l’ha creata, ovvero del governo che non ha esitato un secondo a trovare 16 miliardi per armare Kiev e non trova invece 1,7 miliardi per rincari di costi energetici, che ha volutamente creato.

Dobbiamo difendere la nostra proprietà privata, dobbiamo difendere le nostre aziende da questa ”speculazione di Stato” e non adeguarci alla resilienza, e soprattutto caro CingolEni, durante una crisi energetica ci sono due cose da non fare: la prima non accumulare scorte, la seconda “badare” al prezzo.

Andrea Caldart

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