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Inflazione e caro energia: Sino a che punto potranno frenare la ripresa?

da | Ott 23, 2022 | Economia

Se ne è discusso a Monticelli Terme con illustri relatori. Organizzato dal Lions di Montechiarugolo, il ricavato verrà devoluto all’associazione NOI PER LORO.

Un tema scottante, attuale e i cui effetti potrebbero compromettere il futuro prossimo ma anche il più remoto. Senza pensare a un’ipotetica e ci si augura remota guerra nucleare, una crisi energetica grave come quella che sta per affacciarsi all’orizzonte, potrebbe compromettere le imprese, l’occupazione e molte famiglie cadere nell’indigenza o comunque nel perimetro della difficoltà economica grave.

Una serie di fattori che, se si manifestassero nella contemporaneità, potrebbero innescare problemi di tenuta sociale assai pericolosa.

Ma dai fattori di crisi, come ha voluto sottolineare Mario Vacca, manager consulente d’azienda e giornalista, introducendo i relatori invitati dal Lions Club di Montechiarugolo, possono emergere fattori di opportunità.

A fare gli onori di casa sono intervenute le autorità locali, il Sindaco Daniele Friggeri anticipato dalla assessora Francesca Tonelli, quindi i dirigenti del club, nello specifico l’Avv. Gentian Alimadhi   Presidente del Club, Chiara Moisè Segretaria del Club e Patrizia Campari   II Vice Governatore distretto 108tb, e infine, ma non da ultimo, Nella Capretti Presidente dell’Associazione NOI PER LORO destinataria del ricavato.

Mario Vacca, che nell’occasione aveva il compito di moderare l’incontro, dopo i saluti e l’introduzione agli argomenti del convegno, ha iniziato a dirigere gli intervenuti a partire da Giovanni Baroni  Imprenditore e Presidente Nazionale della Piccola Industria di Confindustria, Maria Chiara Lorenzini Responsabile Provinciale Epaca Coldiretti Parma, Emilio Graziuso Avvocato e Presidente dell’Associazione Nazionale dalla parte del Consumatore,  Andrea Zanlari Presidente della CCIAA di Parma e Borsa Merci Telematica Italiana e infine Lamberto Colla, direttore de la Gazzetta dell’Emilia  al quale saranno affidate le conclusioni.

“Stiamo assistendo ad una serie di aumenti smisurati – sottolinea Mario Vacca introducendo i lavori – che il Governo sta cercando di compensare a suon di decreti e bonus. Non ultimo, il Decreto Aiuti Ter.

Tuttavia, non bastano!

Ma non serve neanche lamentarsi, piuttosto reagire e trovare le soluzioni che consentano di fare impresa cercando di limitare i danni. Come ho scritto in un articolo del recente, la crisi può̀ trasformarsi anche in una grossa occasione.

Se da un lato assistiamo inerti di fronte a questi aumenti, dall’altro dobbiamo cercare di ridurre quei costi che ogni azienda dovrebbe abbattere ancor prima che si verificasse la crisi. Ma in realtà non lo fa a causa di una mancata conoscenza o perché mal consigliata.

Parliamo della pressione fiscale delle imprese che ha raggiunto il livello record nel 2021 e che può essere ridotta sensibilmente con le giuste strategie di pianificazione fiscale, parliamo anche di pianificazione strategica, di programmazione dei flussi finanziari, di innovazione.

In un momento complesso, come quello che ci troviamo ad affrontare oggi, parlando di innovazione non possiamo trascurare la digitalizzazione che rappresenta un aspetto cruciale per le imprese. Un’attenta analisi dei dati consente di monitorare in tempo reale l’andamento dell’attività da diversi punti di vista e gestire in modo fluido la programmazione aziendale.”

Giovanni Baroni, chiamato a illustrare come le aziende si stanno muovendo nell’ambito della digitalizzazione e quali strategie stanno adottando per compensare la riduzione dei margini dovuti al caro energia, sottolinea come già da diversi mesi prima dell’invasione dell’Ucraina, i costi energetici avevano subito una sensibile impennata. “già nell’agosto 2021 i prezzi avevano iniziato a salire.

Non dico che fosse stato programmato ma comunque già avevamo messo sull’avviso il governo.” A seguire il rappresentante delle imprese ha fatto un excursus sull’indice TTF (borsa di Amsterdam sull’energia – ndr) commentando come questa non abbia mai funzionato.

In merito alla riduzione dei consumi tramite la digitalizzazione ritiene che può risultare utile ma. stando così le cose e le previsioni, non potrà arrivare a incidere sui conti economici delle imprese. Ora, quindi, la soluzione è ridurre i costi riducendo le produzioni.

Il Decreto Aiuti Ter ha introdotto una riedizione dei bonus per lavoratori, pensionati ed autonomi e perciò ci si attende un appesantimento della busta paga nel breve.

“Viviamo in un periodo di contraddizioni se così vogliamo definirle” commenta Maria Chiara Lorenzini (Patronato Epaca -Coldiretti). “La pandemia ci ha allontanato, #iorestoacasa è stato il mantra per mesi, ed abbiamo riscoperto l’importanza e la necessità dei rapporti personali; c’è ormai da tempo in progetto nel nostro Paese l’eliminazione dell’intermediazione e durante i momenti più difficili che abbiamo trascorso gli Istituti hanno chiuso fisicamente le porte come se la vita si fermasse.

Mentre le persone continuavano ad avere la necessità di richiedere le prestazioni previdenziali o a sostegno del reddito o assicurative – si continuava a dover fare domanda di pensione o di disoccupazione o di valutazione di invalidità civile o di denuncia di un infortunio, pensiamo agli infortuni da Covid-19 – gli unici che hanno sempre assicurato un servizio ed un contatto per i cittadini sono stati appunto i patronati.

Ne lfrattempo il Fondo ministeriale di finanziamento si assottiglia e allora cambia anche la nostra identità, siamo necessariamente sempre più azienda. Ma ciò che continua a caratterizzarci è il ruolo sociale che svolgiamo ora più di prima.

Per rispondere alla prima domanda quindi ritengo che un’azione che si definisce appunto aiuto debba essere solo momentanea, un Paese che si regge sugli aiuti è un Paese che non ha futuro. Non ha progettualità, tampona un problema.

Ma insieme a questo occorre apportare delle soluzioni e cosa fare nel frattempo?

Ogni persona ha a sua disposizione delle opportunità, già garantite dalle normative attuali, che non conosce. il nostro lavoro quotidiano consiste nel  “cercarle”  proporle,  dar loro corpo e consentire  al nostro assistito di usufruirne. Abbiamo margini per garantire un’importante tutela della persona a 360 gradi.

Affrontiamo ogni giorno situazioni complesse, una consulenza previdenziale, oggi, si dimostra sempre più complicata, se prima un lavoratore iniziava la sua carriera in un’azienda e versava 40 anni di contributi continuativi sempre nella stessa gestione, oggi questo accade rarissimamente. Si versa in Inps, poi nel Pubblico Impiego, poi in una Cassa previdenziale….

Non sono domande astratte, è la vita quotidiana di ognuno di noi, ogni lavoratore è una persona ed ha dei diritti che non esercita perché non li conosce.

Ecco il patronato è in grado di rispondere a TUTTE queste domande e non solo. Ha gli strumenti per ottenere quanto spettante ai propri assistiti. Quale evoluzione quindi? Sempre più consulenza, sempre più professionalità, sempre più informazione e presenza. Faccio parte di un Ente che ha una progettualità per allacciarmi a quanto già detto, persegue un obiettivo che ha al centro la salute della persona e la sua tutela. Perché sulla scia di quanto citato in apertura di Dumas, e riprendendo il pensiero di un “vecchio” saggio NON ESISTE UN VENTO FAVOREVOLE PER IL MARINAIO CHE NON SA DOVE ANDARE, e noi vi garantisco che lo sappiamo.”

Gli imprenditori – prosegue Mario Vacca – rappresentano l’essenza dell’economia italiana. E sappiamo benissimo quanto sia difficile farsi strada in un clima che non permette alle aziende di crescere.

“La pianificazione è l’attività fondamentale per trovare la soluzione più efficiente per raggiungere gli obiettivi e garantire la tutela del patrimonio aziendale e familiare da qualsiasi rischio imprenditoriale.

Ma per far questo le aziende hanno bisogno di consulenza, in particolar modo le più piccole. Sovente però, sento tantissimi commercialisti che, alle prese con una mancanza cronica di personale e subissati dalle numerose scadenze tributarie sembrano perennemente in affanno nell’offrire consulenza strategica alla clientela.

Allo stesso tempo bisogna difendersi dalla burocrazia, molto spesso le norme sono in conflitto tra loro, prendiamo ad esempio la nuova normativa della crisi d’impresa che ha come obiettivo fondamentale la continuità e la sopravvivenza delle aziende, una norma che però in molti punti è contrastante con le normative e le prassi bancarie non ancora aggiornate alla nuovissima disciplina della crisi appena entrata in vigore”.

Gli scandali finanziari ai quali si è assistito negli ultimi anni hanno molto spesso occupato buona parte delle cronache. All’avvocato Emilio Graziuso, presidente dell’Associazione Nazionale dalla parte del Consumatore, è stato chiesto di relazionare se, e in quale misura, questi fatti abbiano inciso nella crisi economica e nelle famiglie dei consumatori italiani.

La crisi che ha colpito il risparmio tradito ha inciso in maniera notevole, e il caso Parmalat è stato l’apripista, ma tutto lo stivale è stato investito dal fenomeno”. Così introduce la sua relazione Graziuso.

“Le banche hanno mandato in fumo, prosegue l’avvocato dei Consumatori, molte riserve delle famiglie che avevano investito risparmi che oggi sarebbero stati molto utili a meglio sopportare questa crisi. Il consumatore si trova stretto tra l’aumento dei prezzi di tutti i generi e l’incremento dei costi energetici.”

Questa spirale di prezzi a cosa condurrà? Chiede l’avvocato. “Quando parliamo di crack finanziario, dobbiamo considerare che dietro ci sono drammi familiari”, chiosa Emilio Graziuso.

Banche e finanza vanno a braccetto, esiste ancora la possibilità̀ per l’economia reale di trovare vantaggi da questo mondo?

E’ la domanda alla quale è stato chiamato a rispondere Andrea Zanlari, presidente della CCIAA di Parma e della Borsa Telematica Nazionale.

Il presidente camerale ha incentrato il suo intervento sull’etica. L’etica, rimarca Andrea Zanlari, deve tornare a governare i rapporti d’impresa e commerciali.

Il presidente ha quindi illustrato la genesi e lo sviluppo della Borsa Telematica Italiana, un’idea nata 20 anni fa che ha condiviso con il collega di Brescia Franco Bettoni.

Una borsa nata per favorire lo scambio commerciale corretto, per favorire lo sviluppo delle produzioni tipiche nazionali, oggi ha portato valore alle DOP e alle atre produzioni tipiche contando di 250 dipendenti “tutti pagati dal privato, nessuno dagli enti pubblici”, conclude Andrea Zanlari.

Una serie di interventi di assoluta qualità che indubbiamente hanno onorato il dibattito organizzato dal Club Lions di Montechiarugolo.

Proprio raccogliendo i vari passaggi di eccellenza di ogni intervenuto, Lamberto Colla ha tratto le conclusioni sottolineando l’aspetto etico, fulcro della relazione del direttore della Gazzetta dell’Emilia & Dintorni e compiacente che sia stato anche un fattore richiamato dal Presidente Zanlari.

“Ci troviamo di fronte a un momento storico particolarmente grave, per la complessità che una globalizzazione, avvenuta senza controllo. Una competitività estremizzata e immorale che ha come marchio rappresentativo il Lago Aral dove il depauperamento ambientale e lo sfruttamento del lavoro infantile trovano una naturale applicazione.

E noi, siamo vittime ma al contempo complici andando a acquistare i vestitini a buon mercato confezionati dalle grandi catene distributive e che sfruttano il cotone che ha prosciugato il lago e sfruttato il lavoro infantile (vedi Lago Aral https://www.green.it/lago-d-aral/ ).”

Ma a fronte di queste ingiustizie, prosegue il direttore, il nostro occidente sembra aver perduto la rotta etica a favore di una inutile e mielosa demagogia. “L’ultima, in ordine temporale, la proposta di ridurre le sfilate di moda per FRENARE GLI SPRECHI (https://www.pambianconews.com/2022/10/14/lunione-europea-chiede-meno-sfilate-di-moda-356380/).

Una soluzione perseguibile potrebbe essere il recupero del buonsenso e un riavvicinamento alla politica e viceversa, ovvero che la politica faccia un bagno nella civiltà reale e quotidiana.

In conclusione, questi due anni e mezzo di difficoltà hanno infatti contribuito a allentare ancor più la fiducia nella politica e l’assenteismo registrato alle ultime elezioni l’ha dimostrato ampiamente.

Inoltre, ormai è diffusa la percezione di una sovranità limitata, dove politica estera e politica economica e finanziaria sono governate da UE e USA e chiunque sarà al governo avrà libertà di decidere solo su alcuni aspetti della nostra vita:

  • Diritti civili;
  • Assistenzialismo
  • Poco altro di più

Una dimostrazione di una politica “piccola e demagogica” ce l’ha offerta anche il Ministro Cingolani quando, parlando di crisi energetica, ha dichiarato che “ci sono in atto forti speculazioni”

Una frase che poteva dire chiunque al “bar” non il Ministro della transizione energetica che dovrebbe portare soluzioni.

O come altri della UE e del Governo che per far fronte ai costi energetici hanno segnalato di:

  • Fare la doccia una volta alla settimana,
  • Farla in due,
  • Cuocere gli spaghetti a fuoco spento come indicato dall’eminente fisico italiano.

Sono queste le cose che possiamo fare per contrastare la crisi? Dobbiamo accettare questi sublimi consigli?

Dobbiamo quindi accogliere reverenti le prescrizioni, anche quelle che la logica più semplice smentirebbe?

Infine, ma cosa ci resta da risparmiare?

No, il BUONSENSO probabilmente non è sufficiente, servono anche competenze e una politica, con la “P” maiuscola  

che sappia occuparsi della res publica e si accorga finalmente che la CAMPAGNA ELETTORALE è FINITA.  Sarebbe opportuno che finalmente si indirizzino le azioni verso una programmazione di medio lungo periodo con proposte che non siano solo tampone e soprattutto suggerite da altri con interessi contrapposti ai nostri.”

Infine, e prima delle conclusioni di Lamberto Colla, il dibattito è stato esteso al numeroso pubblico presente e in particolare sono intervenuti:

Pasquale Talento, medico: “Potrebbe essere valida un’iniziativa per tutelare le famiglie dal caro energia che preveda la compensazione dell’IVA applicata in bolletta trovando copertura dal surplus del gettito iva determinato dagli aumenti dei prodotti? E se si, con quale strumento disciplinare il tutto nell’immediatezza?

Sergio Bandieri, ingegnere: “Interviene su quanto evidenziato in apertura circa il mancato controllo degli aumenti, non sempre derivanti dalle problematiche di politica internazionale  ma anche dalla speculazione, e pone in evidenza come dal Ciclo di trasformazione del greggio derivino prodotti di natura diversa con costi differenti e pone l’accento sul fatto che il prodotto più complesso e costoso sia la benzina da trazione automobilistica eppure inspiegabilmente alla pompa sia il prodotto meno caro.

Pietro Franzosi, commercialista: “Gli imprenditori con cui parlo per la gran parte dicono di “poter sopportare gli aumenti a patto che siano per un tempo limitato”. Per quanto tempo saremo in grado di gestire e sopportare, come sistema Paese, dei costi energetici cosi alti?”

Prima di invitare i convenuti all’aperitivo, Mario Vacca ha inteso ringraziare:

  • Hotel Delle Rose per la location e la cortese disponibilità;
  • Chiara Moisè, Marianna Esposito, Rosanna Buonocore e Susanna Mosconi  per la preziosa collaborazione;
  • Andrea Mosconi ed Alessandro Blasi per l’importante supporto;
  • Tavola Farnesiana Consulting per l’organizzazione e la professionalità;
  • Diego Ornato per la grafica e la comunicazione;
  • Francesco De Blasio per il supporto video;
  • Giorgio Militano per il supporto fotografico;
  • Alexandra Militaru per la preziosa collaborazione;

Redazione

In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

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