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“L’Agorà del Diritto” – una domanda, una risposta: “preventivo” di mutuo e modifica delle condizioni in sede di stipula

da | Set 24, 2022 | Economia

“Ho chiesto ed ottenuto un preventivo di mutuo alla Banca.

Dopo due mesi ho stipulato il contratto di acquisto dell’immobile ed il contratto di mutuo ma i tassi previsti erano cambiati rispetto al preventivo.

È un comportamento lecito?”

Gentile lettore dell’ “Agorà del Diritto”,

ovviamente, per darle una risposta precisa dovrebbe essere letta la documentazione, soprattutto quella che lei definisce “preventivo”.

In linea di massima, però, le indicazioni di tassi e voci indicati in sede di “preventivo” non è detto che siano mantenute sino alla stipula del contratto di definitivo di compravendita.

Alcuni Istituti di credito si riservano la possibilità di cambiare il tasso di interesse fino alla stipula del contratto.

Ecco il motivo per il quale molti consumatori, nelle ultime settimane, si stanno trovando nella stessa situazione del nostro lettore, per l’aumento dei tassi di interesse.

Il “preventivo” del quale parla il nostro lettore è spesso, infatti, una mera simulazione del piano di ammortamento e non costituisce, quindi, un vincolo, un obbligo della Banca a mantenere le condizioni indicate.

In altri termini, il “preventivo” fotografa la situazione al momento dell’emissione dello stesso, se, poi, il contratto di mutuo viene stipulato successivamente, le condizioni possono essere diverse per i motivi sopra evidenziati.

In ogni caso, ci sono alcuni Istituti di credito che prevedono nella “proposta” di mutuo diciture che le vincolano ad applicare quanto nella stessa riportato.

E così, ad esempio, possiamo trovarci di fronte ad offerte che garantiscono le condizioni sino alla fine del mese successivo oppure offerte con spread bloccato al giorno delle stesse qualora la stipula avvenga entro 60 giorni.

Avv. Emilio Graziuso  –  Avvocato Cassazionista e Dottore di Ricerca

In collaborazione con: www.gazzettadellemilia.it

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