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Alberto, da corridore a invalido in una notte: danni da vaccino?

da | Nov 1, 2022 | Inchieste

Alberto, 57 anni, imprenditore, vive vicino al mare. E vicino al mare, tutte le sere, andava a correre, finché una mattina non si è svegliato incapace di governare le sue gambe.

La sua è una vicenda clinica quasi più unica che rara. Ve la raccontiamo.

Alberto, lei è dinamico, tempra sportiva, un buon lavoro, una famiglia affettuosa, molte ore al Pc per lavoro ma anche un rito quotidiano: correre non lontano dal lungomare.

Vorrei raccontare la mia storia ma con delle importanti premesse. Il mio caso è atipico, come mi è stato confermato dagli specialisti che mi hanno visitato, dunque non c’è da creare allarmismi o paure infondate. Inoltre, casi come il mio si manifestano entro e non oltre due settimane dalla negativizzazione dal Covid-19.

Il motivo per cui scelgo di raccontarlo alla Stampa è perché se qualcuno dovesse riscontrare una vicenda clinica simile può essere di aiuto confrontare gli esami fatti. E magari contattare l’ospedale Sant’Andrea de La Spezia reparto neurologia e chiedere il protocollo utilizzato con me in quanto anche a detta del Breda è stato magistrale. Nessun medico che mi ha avuto in cura o che mi abbia attualmente in cura ha parlato di vaccini o danni da vaccino anti-Covid. E io non ho nulla da dire sui vaccini.

Io sono sempre stata una persona sana, ho 57 anni, peso 77 kg e negli ultimi dieci anni ho sofferto di emorroidi e di sinusite, sono anche una persona sportiva, infatti vado a correre ogni giorno. Il 12 agosto ero risultato positivo al Covid-19 con tampone eseguito in farmacia. Il 20 agosto con secondo tampone ero negativo.

Il 4 settembre io andavo a correre come tutte le sere e il 5 settembre mi sono svegliato e la mattina dopo camminavo come un paraplegico: le mie ginocchia si toccavano, ero più basso e le gambe avevano preso una forma ad archetto, e io avevo perso la padronanza su di esse. La sera avevo corso, la mattina successiva ero in uno stato di disabilità.

Che cosa ha fatto appena se ne è accorto? Panico?

In realtà sono andato a lavorare. Pensavo di avere una qualche tendinite, avevo da fare e non gli ho dato peso. Poi però il sintomo persisteva così sono andato dal medico di base che mi guardava e non sapeva cosa dire. Mi ha prescritto degli esami specifici, tra cui elettromiografia alle gambe e risonanza ala colonna vertebrale. Pensava a delle ernie schiacciate dalle vertebre.

però tramite Asl avrei impiegato mesi a svolgere questi esami così mi sono rivolto a dei centri privati. Anche lì non sapevano cosa mi fosse successo. Non era accaduto nessun evento traumatico e non c’era stata alcuna tempistica degenerativa. Ero andato a dormire runner e mi ero svegliato incapace di deambulare.

Così è stato chiesto il ricovero all’ospedale Sant’Andrea a La Spezia. Sono stato in ospedale quattro settimane, dal 27 settembre al 25 ottobre e ho fatto esami di ogni tipo. Le braccia sono dilaniate dai prelievi e per i liquidi di contrasto. Grazie a risonanze e tac sono state escluse malattie come Sla, leucemia, cancro, Parkinson, distrofie e di questo sono naturalmente sollevato.

Tuttavia, è un incubo non sapere da cosa sia determinata questa disobbedienza dei miei arti inferiori. Mi hanno fatto flebo di cortisone e immunoglobulina per una settimana. Poi una settimana di fisioterapia.

Aveva altri sintomi o provava dolore fisico?

No, grazie a Dio no.

Poi è stato dimesso. Senza una diagnosi e senza il pieno recupero delle abilità motorie.

Io sono stato dimesso dall’ospedale con la gamba sinistra perfettamente funzionante e la destra che zoppicava, e ora a casa la situazione è invertita: la gamba destra funziona perfettamente e la sinistra zoppica. Questo è spiazzante, incomprensibile anche se -mi rassicurano i medici- accade perché non ci sono danni anatomici ma neurologici, tuttavia tali danni non sono strutturali ed è solo questione di tempo.

Quando è stato vaccinato contro il Covid e quale tipo di somministrazione?

25 maggio 2021 prima dose Pfizer, seconda dose in data 6 luglio 2021 e terza il 20 gennaio del 2022: tutte e tre le somministrazioni con Pfizer.

Che idea si è fatto lei di ciò che le è successo? Secondo lei che cosa le è accaduto?

Ho molte domande, naturalmente ma tendo a trovare valide le ipotesi dei professori che mi hanno seguito in ospedale e al Breda: una iper reazione del mio sistema immunitario al Covid, una reazione abnorme al virus Sasr-Cov2 che ho contratto in estate. Non credo sia stata una reazione alle vaccinazioni ma non posso certo escluderlo.

Come sta attualmente? E come si svolge la sua quotidianità?

Credo di stare meglio di quando sono entrato in ospedale. In casa mi muovo senza stampella. Ma dato che zoppico un po’ all’esterno devo farne uso; non avendo una deambulazione sicura qualsiasi cosa può farmi vacillare e cadere. Psicologicamente non mi sento giù, ma non ho punti di riferimento, mi sveglio con una gamba che ieri funzionava e non risponde più. Questo è atroce.

A novembre dovrò sottopormi a un altro ciclo di immunoglobulina. E’ una terapia che pare funzionare ma, diciamo che è un tentativo perché una diagnosi ancora non c’è. Oggi invece di andare a correre ogni giorno devo fare ogni giorno fisioterapia. Sto riprendendo il lavoro in queste settimane. Nonostante io paghi l’Inps come qualsiasi dipendente in quanto amministratore delegato non ho diritto ad alcun giorno di malattia in questa situazione assurda in cui mi trovo.

Tuttavia, per me la vita è anche una metafora sportiva: credo che dipenda da me incidere sulla guarigione, come mi allenavo prima ora mi alleno nella fisioterapia. Così mi sono dato un obiettivo e una data: partecipare ad una marcia che si svolgerà il 19 febbraio.

Giulia Bertotto

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