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Intervista Comitato Fortitudo: Progetto Cure, lo studio sul sangue dei vaccinati per rispondere alle alterazioni dei globuli rossi

da | Ago 25, 2022 | Inchieste

“Il sangue non mente, e la verità è evidente nei vetrini di laboratorio del Dottor Franco Giovannini;” è Grazia Piccinelli a dirlo, Presidente del Comitato Fortitudo, Comitato nato a Cremona nell’ambito delle manifestazioni “NO GREEN PASS” e dal quale ha avuto seguito il “Progetto Cure.”

Lo scopo è quello di poter analizzare il sangue di coloro che si sono vaccinati contro il Covid-19 ed offrire delle terapie idonee che possano contrastare gli effetti dannosi di queste sostanze che stanno cambiando la vita di molte persone. 

Ad esaminare il sangue dei partecipanti allo studio è il Dottor Giovannini, medico chirurgo, grande professionista, specializzato in biodiagnostica da oltre trent’anni. 

Per fare questo esame viene utilizzato un microscopio in campo oscuro, perché a partire dalla campagna vaccinale il medico Mantovano ha riscontrato anomalie nei globuli rossi dei suoi pazienti, così, insieme al Dottor Gianpaolo Pisani e al Dottor Benzi Cipelli, si sono resi protagonisti di una importante pubblicazione scientifica. Lo studio ha coinvolto più di mille persone. 

La parola a Grazia Piccinelli, ex insegnante, oggi pioniera e anima del progetto. 

Come è nato il Comitato Fortitudo?

Abbiamo fondato il Comitato Fortitudo nell’ambito delle manifestazioni “NO GREEN PASS” innanzitutto con l’obiettivo di salvaguardare la Costituzione; infatti, io non ritengo con il mio operato di fare in alcun modo quella che viene definita “disobbedienza civile” ma, al contrario, esercito obbedienza alla Costituzione. 

Attraverso il Comitato abbiamo aperto canali tematici: lavoro, scuola, ospiti, social, un canale dove abbiamo riunito un gruppo di sanitari con medici che andavano a curare le persone malate di covid, soprattutto vaccinati che avevano contratto la malattia nonostante le ripetute inoculazioni; a riprova che questo siero genico non offre nessun tipo di immunizzazione ma fa solo enormi danni all’organismo. 

Persone che non volevano essere curate con i protocolli criminali del Ministero della Salute, (tachipirina e vigile attesa), si sono rivolti a noi per essere seguiti e guarire dalla loro malattia. 

In seguito, con l’introduzione del green pass, per aiutare i cittadini sospesi a trovare lavoro; inoltre, abbiamo dato sostegno alle famiglie pagando bollette, affitti e anche facendo la spesa a coloro che erano rimasti senza stipendio perché ricattati, “o ti vaccini o ti condanno a morire di fame”, per via della legittima scelta di non sottoporre il loro corpo a quella che è di fatto una terapia genica sperimentale. 

A Milano i primi di maggio abbiamo assistito in anteprima, all’interno di un’abitazione privata, insieme al Professor Frajese, alla Dottoressa Gatti e ad altre personalità importanti, alla presentazione della ricerca del Filo di Arianna di Luciana Beccaria, la quale aveva portato alcuni volontari dal Dottor Giovannini. 

Luciana aveva saputo che il medico aveva rilevato una mutazione dei globuli rossi in seguito alla vaccinazione in quasi tutti i campioni delle emazie da lui esaminati. 

I globuli rossi non avevano infatti più una forma tonda, regolare, ma erano impilati a monetina e si riscontrava la presenza di una sostanza che nel sangue non ci doveva essere: un materiale simil grafenico. 

In quella riunione rimasi impressionata dalle immagini che scorrevano sullo schermo. 

A Savigliano, in provincia di Cuneo, organizzarono la prima grande conferenza con un video che divenne virale, visto in tutto il mondo. 

Decisi allora di chiamare Luciana Beccaria e l’11 giugno abbiamo realizzato un evento a Bordolano in una cascina a corte chiusa fuori Cremona. 

Alla conferenza erano presenti anche l’economista Nino Galloni, la scrittrice giornalista Lidia Sella, il magistrato Alessandra Chiavegatti, l’amico Mariano De Mattia e il Dottor Carlo Ziliani. 

Una giornalista di Telecolor, in quell’occasione, intervistava tutti i relatori, e quando venne il turno di Luciana Beccaria la sentii dire che il sangue dei vaccinati era gravemente compromesso, ed era molto preoccupata, che qualcuno doveva prendersi carico di ricercare le cure per aiutare i danneggiati.

Da quell’affermazione mi venne l’idea di contattare tre medici per mettere in campo la loro esperienza contro gli effetti nefasti causati dalla campagna vaccinale: il protocollo di disintossicazione del Professor Stefano Scoglio, candidato Nobel per la Medicina 2018, a base dell’alga Klamath, la cura del Dottor Giovannini per coloro che manifestano gravi alterazioni ematiche utilizzando anche l’ossigeno-ozono-terapia, e la terza cura è quella omeopatica del Dottor Carlo Ziliani. 

Così abbiamo aperto una raccolta fondi, aperto le iscrizioni ad un gruppo di volontari, sia sintomatici che asintomatici, interessati a questa nostra iniziativa chiamata “Progetto Cure.”

La raccolta del reperimento dei danari che ci servivano per sovvenzionare l’impresa ha avuto una risposta strepitosa da parte dei cittadini.

Quali analisi devono svolgere i partecipanti al vostro studio? E quali sono le anomalie che si riscontrano nel sangue dei vaccinati? 

Una goccia di sangue viene raccolta tramite un pungi dito e messa su un vetrino nel laboratorio del Dottor Giovannini. 

Viene testato il sangue digiuno da qualsiasi terapia, (a qualunque distanza temporale dalla somministrazione del siero genico), viene individuata la cura, e dopo un mese mezzo viene fatto un altro vetrino di riscontro per vedere se la situazione è migliorata. 

La goccia sul vetrino viene analizzata con un microscopio in campo oscuro dal dottor Giovannini che ha una competenza straordinaria nell’analizzarla e nel valutare il da farsi. 

Inutile sottolineare che il sangue dei non vaccinati è totalmente differente e non presenta nessun tipo di alterazioni. E’ sufficiente vedere dieci vetrini per rendersi conto di cosa hanno fatto alle persone.

Sono state testate perlopiù uomini e donne a cui sono stati somministrati Pfizer e Moderna, alcuni casi di Astrazeneca e anche in quel frangente il sangue del microcircolo è compromesso.

Ci sono categorie più colpite e maggiormente soggette a questi effetti?

Purtroppo, i giovani, tra i 20 e i 30 anni. Ormai è notorio che esistono “lotti di vaccino killer,” e anche con una sola dose la vita può essere pregiudicata.

Questo è ciò che accade con farmaco sperimentato in soli 60 giorni e messo in commercio in via emergenziale. 

Pfizer all’inizio aveva dato dei paletti ben precisi come il divieto di somministrarlo alle donne in gravidanza o a pazienti con malattie autoimmuni.

Nessuno ha rispettato le linee guida delle case produttrici ed in seguito è arrivato il ricatto per il lavoro nel nostro paese e l’obbligo incostituzionale e illegittimo. 

Le difese immunitarie naturali si abbassano ad ogni dose e questo non significa solo maggior rischio di contrarre infezioni virali e batteriche, ma anche tumori, leucemie, SLA, fibromialgia, sclerosi multipla e altre patologie.

I pazienti con malattie autoimmuni che tenevano da anni sotto controllo la loro condizione, ora, hanno una qualità di vita totalmente compromessa, senza parlare delle morti che, sia AIFA che EMA, non vogliono correlare al vaccino. 

Provare a fare una segnalazione all’AIFA è praticamente impossibile, perché dopo il primo step il sito si blocca e occorre rifare tutto da capo. 

Al telefono l’AIFA consiglia di segnalare tramite il medico di base ma quasi tutti si rifiutano per paura di essere sospesi/radiati. 

Di solito, in passato, bastavano poche segnalazioni per interrompere la messa in commercio di un farmaco sperimentale e dannoso per la vita, bastava una sola morte correlata e tutto veniva “giustamente” fermato. 

In questo caso non sta succedendo, e nonostante Euromomo e Eudravigilance parlino di oltre 46 mila morti e due milioni e mezzo di effetti avversi gravi, tutti gli organi deputati al ritiro fanno finta di nulla.

Secondo il Professor Paolo Bellavite questi dati sono sottostimati, in quanto vigilanza passiva e non attiva, di “cento volte,” dobbiamo quindi pensare a una stima di 5 milioni di morti in tutta Europa. 

Un cittadino che voglia partecipare a questo studio come può mettersi in contatto con voi?

Al momento la fase di reclutamento si è conclusa. Adesso siamo nella seconda parte del progetto, ossia alla somministrazione delle cure. Seguirà l’analisi dei risultati. 

Ci hanno chiamati da tutta Italia, dato che siamo molto seguiti sui canali social.

Siamo riusciti ad ottenere altri due giorni per i pazienti più gravi. Le date del riscontro dei vetrini saranno l’11, il 18 e il 25 settembre. 

Ai primi di ottobre avremo la possibilità di capire quali cure funzionano e su quali categorie di persone, (uomini o donne, giovani o anziani, persone con patologie), in modo da poter fornire terapie mirate in base a età, sesso, condizioni cliniche e altri fattori.

State subendo ostracismo o perfino minacce o altri metodi intimidatori? 

No, anzi, abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere donazioni, manifestazioni di solidarietà, gratitudine e ogni forma di incoraggiamento. 

Noi non abbiamo paura di nessuno perché siamo alla ricerca della verità. 

Inoltre, tutto lo studio viene videoregistrato e fotografiamo ogni singolo passaggio del Progetto Cure. Ogni partecipante firma una liberatoria. 

A livello legale sovraintende l’Avvocato Lillo Massimiliano Musso, leader di Forza del Popolo. 

Il Governo ha aizzato una vera guerra sociale tra vaccinati e non vaccinati, spingendo sulla presunta superiorità morale di coloro che hanno accettato la costrizione vaccinale. Purtroppo, sia tra i vaccinati che tra i non vaccinati troviamo ostilità verso l’altra frangia di persone. Voi state realizzando qualcosa di molto importante e concreto, non volete lasciare solo chi ha accettato la terapia genica e ora ne paga le conseguenze. Questo non è solo uno studio scientifico ma anche una operazione di ricucitura del tessuto sociale. L’avversione non deve dividere i cittadini ma rivolgersi verso chi ci ha messi l’uno contro l’altro. Solo così possiamo provare a contrastare questo sistema. 

Alcuni cittadini non meriterebbero questo aiuto, questa attenzione, lo affermo con durezza e consapevolezza, perché non hanno battuto ciglio quando noi NO-VAX, negazionisti, complottisti, cattivi, untori, irresponsabili, come ci hanno spesso etichettato, siamo stati discriminati e pesantemente offesi: ci hanno augurato la morte, la terapia intensiva e ci hanno anche detto di pagarci le cure, mentre siamo noi ora che le stiamo pagando a loro perché stanno male e riempiono gli ospedali. 

Non hanno detto nulla quando non potevamo scaldarci in un bar questo inverno, quando i nostri figli non potevano salire sull’autobus senza green pass per recarsi a scuola. 

Credo che adesso occorra guardare oltre e pensare di aiutare chi si è affidato e fidato, erroneamente, a quella che chiamano scienza. 

Sono partita da ciò che ha detto il Professor Montagnier prima di lasciarci, ossia che “saranno i non vaccinati a salvare l’umanità!”

Abbiamo un grande dovere verso il nostro prossimo. Il Governo doveva proteggere i suoi cittadini, pensare a tutelare la loro salute invece di fare l’esatto contrario. 

Noi ci stiamo sostituendo al “sistema” per mitigare gli effetti di una terapia genica sperimentale somministrata ai cittadini anche con il ricatto e l’abuso. 

Quali progetti avete per il futuro?

Continuare ad operare nel rispetto della vita e la salvaguardia della sacralità del corpo, della libertà e della verità. 

Ringrazio il Dottor Giovannini per il grande impegno e l’amore che mette nella sua professione, sempre alla ricerca di un modo per far star bene i suoi pazienti; è quello che dovrebbe fare un “vero” medico. 

Ringrazio i miei più stretti collaboratori: Cinzia Toetti, Marco Nolli, Mimma Marzario, Marco Ottolini che ogni giorno si battono insieme a me per costruire un mondo migliore.

Giulia Bertotto

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