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L’appello di Cristiano: “I Vaccini Anti-Covid hanno inciso sulla Morte di mio Padre, è ora di Testimoniare”

da | Ott 26, 2022 | Inchieste

Cristiano è un commercialista di 58 anni, uno stimato professionista di Parma che ci ha raccontato la drammatica storia che ha portato al decesso di suo padre. 

Come testata e come giornalisti non vogliamo saltare a conclusioni affrettate su un tema così complesso e delicato, ma d’altro canto non possiamo ignorare quello che molti cittadini, purtroppo sempre più persone, portano alla nostra penna.

Cristiano, quello che ha deciso di raccontarci è un fatto di gravissima malasanità, che si inserisce in un più ampio e urgente contesto scientifico, sociale ed etico: quello degli effetti sulla popolazione della vaccinazione anti-Covid. 

Sì. Mio padre, 82 anni era una persona cosciente, lucida, molto attiva per la sua età. 

Anche se gli era stato diagnosticato un iniziale accenno di morbo di Parkinson, stiamo parlando di qualche leggera vibrazione del braccio destro. 

Ha fatto una prima dose Pfizer il 14 aprile 2021, ancora Pfizer il 3 maggio 2021, poi come terza dose gli è stato somministrato Moderna, il 4 dicembre dello stesso anno. 

Dopo la terza dose abbiamo notato un lieve declino delle sue condizioni fisiche.

Ed infine con la quarta somministrazione il 18 maggio 2022, tutto è precipitato.

Questa data segna per noi l’inizio di una dolorosa questione irrisolta. In sole due settimane la degenerazione della malattia di mio padre accelera in maniera anomala fino ad arrivare al decesso per cause che ancora nessuno ci ha spiegato. 

In queste due settimane mio padre è dimagrito in maniera impressionante, ha sviluppato un gonfiore abnorme alla gamba destra, è diventato incapace di deambulare e perfino di alzarsi dal letto. 

Ripeto, in sole due settimane. Negli ultimi giorni di queste due settimane mio padre vegetava e non ci riconosceva più. 

Il medico di base di mio padre, per di più geriatra non si è preoccupato in alcun modo di intervenire in questa situazione a cui assistevamo impotenti. 

Sembrava che per il medico generico un simile andamento, seppure di una malattia cronico-degenerativa come il Parkinson, fosse normale. 

Poi avete preso in mano la situazione e lo avete portato in ospedale.

Il 6 luglio con i miei fratelli abbiamo portato mio padre ad una visita a cui è seguito immediato ricovero in pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Parma (L’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma). 

Lo hanno lasciato due giorni nelle corsie, mollato in corridoio da solo. Al problema gonfiore della gamba è stato fatto fronte tramite una terapia anticoagulante. 

Tale terapia è stata interrotta dopo alcuni giorni per permettere però lo svolgimento di ulterioriesami di approfondimento. 

A circa dieci giorni dal ricovero è stato comunicato che era risultato positivo al tampone Covid, per cui tutti i controlli sono stati differiti all’ottenimento di un tampone Covid negativo. 

Il 22 luglio, con anche sorpresa degli stessi medici visto che in occasione di un ultimo contatto telefonico le condizioni di mio padre parevano migliorare, mi hanno detto: suo padre non c’è più. Questo è l’epilogo assurdo della vita di mio padre. 

Solo il 22 luglio avrei scoperto che il 6 luglio era l’ultimo giorno in cui avrei visto mio padre. 

Le incongruenze continuano anche dopo il decesso di suo padre.

La normativa Covid prevede anche che quando si muore sotto l’ampia dicitura Covid il defunto viene sistemato in una cassa chiusa che non è permesso aprire. 

Quando un decesso viene imputato al Covid gli enti preposti non svolgono più alcun tipo di ricerca. Insomma, nel momento i cui risulti positivo al Covid, nessuno più muore per altre cause.

A chi attribuisce le responsabilità di quanto successo?

Credo ci siano diversi fattori di responsabilità: il nostro medico di base, che sembrava non volersi curare della nostra situazione, la difficoltà di comunicazione con i medici dell’ospedale, la questione vaccini anti-Covid, somministrazioni che a mio avviso hanno influito sulla scomparsa repentina di mio padre. 

Il decorso anomalo del Parkinson di mio padre, accompagnato dal trombo sulla gamba è un sintomo che ormai riconosciamo legato alla vaccinazione contro il Sars-coV-2. 

Avete chiesto le cartelle cliniche? Pensate di intentare una causa?

Per ora non pensiamo di intentare una causa e dobbiamo riflettere. 

Racconto alla stampa quanto successo perché non è giusto che eventi tragici simili a questo siano accadute a tante persone, specie oggi che si parla di quinta dose per gli anziani e di vaccinazioni anti-Covid per bambini di sei mesi. 

Ammesso che si possa parlare di “irrilevanza statistica” di fronte alla morte, quello che risulta evidente è come dietro a tutto questo vi sia una pandemia di omertà, silenzio, paura. 

Quello che è accaduto alla vostra famiglia accade a molte famiglie; lo raccontano, ma troppe non denunciano. Il nostro scopo è invitare a farlo. La ringraziamo per questo della sua testimonianza.

So di non essere l’unico con un’esperienza simile da piangere, perché parlando con la gente si scopre che questi fatti sono molto diffusi. 

Difendiamoci, questo è il mio appello. 

Facciamolo per noi stessi, per la memoria dei nostri anziani e per il futuro dei nostri giovani.

Giulia Bertotto

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