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No Vax: “Criminali” della libertà

da | Nov 22, 2022 | Inchieste

Dissentire pare che adesso sia diventato un reato, marchiando No Vax gli autori della protesta.

Nel nostro Paese, proporre una civile protesta critica di fronte a misure governative liberticide, ci si guadagna l’etichetta di delinquente.

In realtà i nostri politicanti sono stati abili “parolai” nell’usare il “popolo del dissenso” come capro espiatorio, infangandoli quali portatori di violenza e turbativa della società civile, la cui massa “si è fatta persuasa” della nuova normalità che è passata dalla militarizzazione sanitaria, al controllo sociale.

Uscendo di casa in qualsiasi giorno della settimana, troveremo gente ancora turbata che, guardandosi attorno, scruta con disprezzo e diffidenza, il passeggiare delle persone libere, mentre loro, con tanto di mascherina indossata anche tra familiari in auto d’estate a vetri rigorosamente sigillati, anche sotto i 40 gradi del sole, si sentono protetti e regolamentari.

La pandemia, ormai si è compreso bene che fosse tutt’altro, ha dimostrato chiaramente il limite del “pensiero unico”, ovvero frasi svuotate di ogni significato reale racchiuse in slogan pubblicitari privi di anima.

Impossibile non ricordare il “messia” delle banche che diceva: “Non ti vaccini, ti ammali, muori”.

Questa dichiarazione pubblica de: “L’unto dei mercati”, è uno dei principali veri esempi di originale cattiveria umana a metà strada tra fanatismo religioso e retorica politica.

Un consolidato significato per un pubblico pronto a scannarsi sulla coercizione di norme del sicuro astratto di diritti inesigibili.

Ci sono poi i persuasori ospiti dei Talk-show televisivi, quelli che, dall’alto della loro esperienza scientifica, attraverso lucrosi contratti, sostengono la “Polizia del Pensiero”, segregando subito i terribili “terroristi No Vax”, quali “untori” dei “sani vaccinati”.

I “facinorosi del dissenso” sono da criminalizzare ad ogni costo semplicemente perché hanno un parere critico, magari nei social, contro il Green Pass, o forse perché si erano già accorti da tempo che non si trattava di sanità pubblica, ma di un altro progetto ben definito, di controllo sociale.

Una strategia di potere dello Stato che incrementa la digitalizzazione del controllo sul cittadino con un’aggressività da parte del legislatore, nell’interesse esclusivo di una casta e non del popolo.

Per l’ex ministro degli Interni Lamorgese, era indispensabile occuparsi di reprimere le poteste No Vax anziché controllare orde di sbarchi illegali, portando così l’Italia ad essere un Paese “esemplare”, proprio come il Tagikistan, il Turkmenistan e l’Indonesia, allineandoci a quei regimi di obbligo sanitario con sanzioni ed arresto per i dissidenti.

E non è da meno la stessa Giorgia Meloni che, a conclusione del summit del G20 di Bali della settimana scorsa, ha sottoscritto un documento per allineare l’Italia alla tecnocrazia di controllo digitale sulla persona.

Tutti questi politici hanno fatto un grandissimo errore nel criminalizzare come, negazionisti, violenti, estremisti, coloro che in fondo, chiedono semplicemente il rispetto dei diritti fondamentali della Costituzione.

Con il delegare alla tecnologia la nostra vita, andremo incontro a sicura perdita di capacità di pensare e di comunicare, in quanto, la tecnologia schiavizzerà le nostre menti.

Questo perverso meccanismo che non consente lo sviluppo dell’uomo bensì il suo annientamento, è alla base del messaggio umano che ogni giorno, milioni di persone No Vax nel mondo, cercano di far conoscere nella loro pacifica protesta, che rispecchia la più profonda e autentica, essenza della libertà.

Andrea Caldart

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